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Dokument-Nr. 1121
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 09. April 1925

Betreff
Interpretazione ed esecuzione dell'art. 14 § 3 del Concordato bavarese
Eminenza Reverendissima,
Sul principio della scorsa settimana venni ad apprendere che il Ministero del Culto in Baviera era sul punto di emanare una decisione ministeriale (Ministerialentschliessung) per l'applicazione dell'art. 14 § 3 del nuovo Concordato. Sebbene il progetto della medesima fosse stato inviato alle Curie vescovili, affinché potessero proporre le loro osservazioni, stimai tuttavia opportuno, in un colloquio avuto la mattina del 1° corrente col Consigliere ministeriale Sig. Goldenberger , di fargli comprendere la convenienza che anche la S. Sede ne avesse previa notizia. Il detto Signore si riservò di parlarne col Ministro Dr. Matt , e stamane mi ha infatti dato copia del progetto, che qui accluso compio il dovere di trasmettere all'Eminenza Vostra Reverendissima.
La prima parte della decisione ministeriale riguarda la comunicazione da farsi al Governo dei nomi e delle notizie personali dei candidati alle parrocchie a norma del primo periodo del paragrafo in discorso. In essa si nota che l'obbligo di tale comunicazione comprende ora soltanto le parrocchie, e non (come prescriveva l'antico Concordato) gli altri offici o benefici, i quali quindi rimangono in av-
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venire esclusi, anche se si tratti di offici o benefici curati.
La seconda parte concerne la questione dei diritti di patronato o di presentazione dello Stato, contemplati nell'ultimo periodo del paragrafo medesimo. – Nel mio rispettoso Rapporto N. 26515 del 14 Febbraio 1923 ebbi ad esporre ampiamente i vari generi di parrocchie, su cui i Re di Baviera esercitavano il jus praesentandi. Mi basterà quindi ora di rilevare che, secondo il tenore della summenzionata decisione ministeriale e le spiegazioni datemi verbalmente dal Sig. Goldenberger, cessa intieramente tale diritto per le cosiddette Wechselpfarreien o Monatpfarreien, come pure per tutti i benefici, ai quali il Re di Baviera presentava in forza dell'indulto concesso nel capov. secondo dell'articolo XI del Concordato del 1817. Il giuspatronato rimane, a norma del nuovo Concordato, soltanto qualora vi siano speciali titoli canonici: dotatio, fundatio o aedificatio. E' ben vero che, secondo i genuini principi canonici, nemmeno questi diritti di patronato sarebbero passati all'attuale Stato bavarese (cfr., ad es., Wernz , Jus decret. 1906, t. II, p. II, n. 422; Cappello , I diritti e i privilegi tollerati o concessi dalla S. Sede ai Governi civili , 1921, pag. 45-48, 69-72); ma sembra, d'altra parte, manifesto che nel recente Concordato la S. Sede ha voluto per via di nuovo indulto riconoscerli anche ad esso, altrimenti la disposizione concordataria in discorso non avrebbe alcuna possibile appli-
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cazione. "Quando esiste uno dei tre sunnominati titoli, – prosegue la progettata decisione ministeriale –, è indifferente se il patronato sia sorto prima o dopo l'entrata in vigore della Costituzione del 1818, come pure se si tratti dell'acquisto di un diritto di patronato o di presentazione in modo originario ovvero ... derivato da un Predecessore nel Governo dello Stato(1), laico od ecclesiastico; in questo ultimo caso, tuttavia, se l'acquisto del giuspatronato si basa sulla secolarizzazione di beni ecclesiastici, non si ha in animo di mantenerlo". In tal guisa è stata risolta, in sostanza a favore della libertà della Chiesa, anche la controversia relativa all'interpretazione del capov. 1 dell'articolo XI dell'antico Concordato del 1817, cui accennai già nel succitato Rapporto N. 26515. Il diritto di patronato rimane quindi per i benefici, ai quali presentavano, ex legitimo iure patronatus sive per dotationem sive per fundationem sive per constructionem acquisito, i Predecessori laici del Re di Baviera (Duchi ed Elettori), e non gli ecclesiastici, vale a dire i Principi Vescovi, a meno che non si tratti forse di un giuspatronato passato da questi ai Duchi od Elettori di Baviera in virtù di uno dei titoli rico-
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nosciuti dal diritto (eredità, donazione, vendita, permuta).
E' veramente da felicitarsi che il Governo bavarese abbia finito coll'adottare questa interpretazione restrittiva della disposizione concordataria in esame, giacché in tal maniera il numero, sinora molto grande, delle parrocchie di patronato dello Stato diverrà assai limitato. (Così, ad esempio, nell'archidiocesi di Monaco e Frisinga, secondo calcoli provvisori ora fatti, sembra, a quanto mi ha detto l'Emo Faulhaber , che dette parrocchie da <circa>2 280 rimarranno ridotte a 38 <circa 25>3). In considerazione di ciò parmi subordinatamente tollerabile il fatto che il Ministero del Culto non intende di recedere dal suo punto di vista circa la nota questione della terna presentata dal Vescovo, intorno alla quale ebbi occasione di riferire varie volte, e specialmente nell'ossequioso Rapporto N. 31836 [sic] del 29 Dicembre 1924. La situazione a questo proposito è inoltre migliorata altresì in quanto che il Governo in avvenire non pubblicherà più la notizia della provvista della parrocchia al momento della presentazione, come faceva sinora; per conseguenza, nel raro caso in cui fosse presentato un candidato scelto fuori della terna e non accettabile dall'Ordinario, si avrà più facile modo di trattative e di intesa fra questo ed il Ministero del Culto. Del rimanente, il medesimo Emo Sig. Cardinale Faulhaber mi ha testé assicurato che tanto egli quanto gli altri Vescovi della Baviera sono ben soddisfatti della nuova situa-
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zione creata dal Concordato a riguardo del patronato governativo.
La progettata decisione ministeriale dispone infine che "il godimento della prebenda o dell'ufficio principia, come sino ad ora, nella diocesi di Wuerzburg col giorno della entrata in carica, e nelle altre diocesi col giorno della comunicazione della presentazione (che sostituisce il decreto di notifica prima in uso) alla Curia vescovile". A dire il vero, secondo il diritto canonico (can. 1472), il beneficiato comincia ad usufruire dei diritti temporali (e spirituali) annessi al beneficio colla legittima presa di possesso. Ma è questo un punto, a mio umile avviso, secondario, il cui regolamento può essere lasciato ai Revmi Ordinari. Il sullodato Eminentissimo Faulhaber, del resto, mi ha detto essere più vantaggioso per la Chiesa il metodo anzidetto, giacché il parroco, entrando in possesso dei frutti del beneficio fin dal momento della presentazione, può disporre così del danaro necessario per le spese di traslocamento, ecc.
Dopo di ciò, altro non mi resta se non di supplicare l'Eminenza Vostra a volermi impartire colla maggior possibile sollecitudine le Sue superiori istruzioni al riguardo, mentre, chinato umilmente al bacio della S. Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Dell'Eminenza Vostra Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
(1) 1Da ciò segue pure che, se qualche parrocchia o beneficio risultasse fondato coi beni particolari della Casa reale dei Wittelsbach , il giuspatronato apparterrebbe alla Famiglia medesima, e non allo Stato.
57r, oberhalb des Briefkopfes hds. von unbekannter Hand, vermutlich vom Empfänger, notiert: "Accusato ricevimento col 41162".
1"(1)" hds. vermutlich von Pacelli eingefügt.
2Hds. von Pacelli eingefügt.
3Hds. von Pacelli gestrichen und eingefügt.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 09. April 1925 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 1121, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/1121. Letzter Zugriff am: 12.11.2019.
Online seit 24.06.2016, letzte Änderung am 01.09.2016