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Dokument-Nr. 11345
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
[München], 11. Mai 1921

Regest


Pacelli berichtet über die Bildung der neuen Reichsregierung unter Reichskanzler Joseph Wirth unter dem Einfluss der bedingungslosen Annahme des Londoner Ultimatums. Die Unterstützung der Erfüllungspolitik durch das Zentrum führte zu heftigen Reaktionen der protestantisch-nationalistischen Presse und festigte die Spaltung der politischen Landschaft im Reich. Die Zukunft Europas hängt nach Pacellis Einschätzung davon ab, welche Seite sich durchsetzen wird, aber auch von der Reaktion der Entente, wofür er das Beispiel des Umgangs mit der Einwohnerwehr in Bayern anführt. Der Nuntius kündigt an, nach der Ernennung des neuen Reichsaußenministers die Mitglieder der neuen Reichsregierung in Berlin treffen zu wollen.

Betreff
Il nuovo Governo del Reich
In mezzo a forti contrasti ieri sera a tarda ora si è formato il nuovo Governo del Reich . Esso è il primo Gabinetto, che pienamente e senza sottintesi si è messo sul terreno delle riparazioni. Se tutti gl'indizi non ingannano, il nuovo Ministero abbandonerà la via sinora seguita delle tergiversazioni e della passività nelle questioni attinenti alle riparazioni medesime, e risolutamente impegnerà sino agli ultimi limiti la potenzialità del Paese, affine di soddisfare le enormi imposizioni dell'Ultimatum di Londra.
Garanti di questa nuova politica attiva della Germania sono anzitutto il Centro ed i socialisti. È bensì vero che anche in seno a questi due partiti non vi fu sin dal principio accordo circa l'accettazione o meno dell'Ultimatum. Le imposizioni di esso sembravano, invero, a molti, se non a tutti, così esagerate ed ineseguibili, che già per questo solo motivo gli animi inclinavano al rifiuto. Ma dopo lunghe esitazioni e discussioni il Centro ed i socialisti si convinsero alfine che le tremende conseguenze economiche, e forse anche politiche, della minacciata occupazione della Ruhr sarebbero riuscite
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talmente catastrofiche per la stessa unità del Reich, che dovevano essere ad ogni costo evitate.
Il Centro, il quale nella risoluzione per l'accettazione ha avuto una influenza decisiva, con questo suo atteggiamento si attira un terribile odio da parte dei circoli nazionalistici, la cui stampa, orientata prevalentemente verso il protestantesimo, attacca vivamente l'"Internazionale rossa e nera", che avrebbe tradito la patria, mettendola alla mercé dell'Intesa. Si va così compiendo una netta separazione fra i partiti, i quali vogliono sinceramente le riparazioni, per iniziare poco a poco rapporti di mutua intelligenza, e quelli che più o meno apertamente propugnano ancora l'idea della resistenza e della revanche. La pace dell'Europa dipenderà in gran parte dalla prevalenza degli uni o degli altri.
Tuttavia il trionfo delle tendenze di pacificazione non si deciderà unicamente in Germania, ma è subordinato altresì all'atteggiamento delle Potenze dell'Intesa. L'accettazione dell'Ultimatum di Londra è stato infatti possibile soltanto perché si spera che alcune almeno fra di esse eserciteranno per l'avvenire in maggior misura un'influenza moderatrice. Qualora, però, questa speranza fallisse e le Potenze stesse, – alla prima occasione in cui la Germania non eseguisse strettamente nei rigorosi termini fissati qualcuna delle sue obbligazioni, – procedessero subito alle sanzioni militari, il disastro sarebbe forse inevitabile ed i fautori dell'idea di una mutua intelligenza
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difficilmente riuscirebbero ad opporsi alla corrente nazionalista. A questo riguardo si avrà ben presto una gravissima difficoltà per ciò che concerne il disarmo e lo scioglimento della Einwohnerwehr bavarese. Secondo quanto mi ha confidato il Console generale d'Italia in Monaco (che, conversando meco, non ha esitato a qualificare di "ingiustizia" le esigenze dell'Intesa in proposito), il Conte Sforza avrebbe dato istruzione alla Commissione militare italiana di chiudere gli occhi su tal punto; ma, per quanto ho potuto invece intendere dai colloqui avuti col Ministro di Francia, questa sarebbe inflessibile nell'esigere il disarmo e lo scioglimento anzidetti.
Il nuovo Gabinetto del Reich è, come il precedente, un Governo di minoranza, e molti credono che l'attuale coalizione non possa avere che una esistenza effimera. D'altra parte, però, sembra certo che anche il Ministero prussiano, da poco costituitosi (cfr. Rapporto N. 20493 del 2 corrente), subirà una trasformazione sostanziale, accogliendo i socialisti.
Dopo che sarà stato nominato il titolare del Ministero degli Esteri (tenuto ora interinalmente dal Cancelliere Dr.  Wirth), mi recherò, salvo ordine contrario dell'E. V., per qualche giorno a Berlino, affine di prendere contatto cogli uomini del nuovo Governo.
Intanto, chinato
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 11. Mai 1921 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 11345, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/11345. Letzter Zugriff am: 19.09.2019.
Online seit 14.05.2013, letzte Änderung am 14.04.2014