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Dokument-Nr. 11517
Gasparri, Pietro an Pacelli, Eugenio
Vatikan, 04. November 1926

Regest
Gasparri bestätigt den Erhalt zweier Nuntiaturberichte über die Konkordatsverhandlungen mit Preußen. Er zeigt sich zufrieden über die gute Aufnahme seines Schreibens an den Vorsitzenden der Fuldaer Bischofskonferenz, den Breslauer Fürstbischof Kardinal Bertram, das eine Einmischung des Klerus in die Konkordatsverhandlungen untersagt, und über den generellen Konsens zwischen dem Nuntius und dem preußischen Episkopat. Mit Blick auf die Bischofsernennungen bringt der Kardinalstaatssekretär gegen den Vorschlag Bertrams, die "episcopi viciniores" mit der Erstellung von Kandidatenlisten zu betrauen, das Argument vor, dass die Bischöfe entfernterer Diözesen gut informiert und leidenschaftsloser in ihrer Urteilsbildung sein können. Dieser Punkt werde bei den Beratungen der Kongregation für die Außerordentlichen Kirchlichen Angelegenheiten abgewogen werden. Auch hinsichtlich der Regelungen für die Besetzung der Kanonikate möchte Gasparri den Beratungen der Kongregation nicht vorgreifen.
In Bezug auf die Anwendung der "politischen Klausel" für den gegebenenfalls für Berlin zu ernennenden Apostolischen Administrator zeigt der Kardinalstaatssekretär Verständnis für die Position des preußischen Episkopats und des Nuntius. Zugleich betont er aber, dass der Heilige Stuhl in jüngster Zeit anderen Ländern keine Zugeständnisse in diesem Punkt gemacht hat, und dass ein entsprechendes Zugeständnis an Preußen den Heiligen Stuhl bei diesen Ländern in Schwierigkeiten bringen würde. Um das Problem zu lösen, schlägt Gasparri vor, für den Apostolischen Administrator in Berlin ein anderes Nominativ zu finden, wie etwa den in Chile verwendeten Titel des kirchlichen Gouverneurs. Ferner lobt der Kardinalstaatssekretär Pacellis beharrliche und intelligente Verhandlungsführung in der Diskussion um die theologischen Fakultäten und die Klerikerausbildung. Er teilt dem Nuntius die Zufriedenheit des Papstes darüber mit, dass neben den Verhandlungen mit Preußen auch Gespräche über ein Reichskonkordat geführt werden. Zum Schluss bestätigt Gasparri den Eingang zweier Nuntiaturberichte über den Parteitag der Deutschen Volkspartei.
[Kein Betreff]
Eccellenza Reverendissima,
Sono stati oggetto della mia attenzione il contenuto dei seguenti Rapporti della Eccellenza Vostra Reverendissima: nn.  35748, 35915, 36039, rispettivamente del 4 e del 25 agosto e del 18 settembre, nei quali Ella mi tiene al corrente dell'importante lavoro del Concordato.
Da principio rilevo con piacere che la mia lettera scritta all'E.mo  Card. Bertram, circa l'obbligo fatto ai sacerdoti di non immischiarsi nelle trattative concordatarie abbia sortito buon effetto, come altresì sia consolante il fatto che l'Episcopato della Prussia si mantenga in conformità alle vedute di V. E.
Mi occorre però rilevare che l'opinione del Card. Bertram circa la convenienza che, in occasione della vacanza di una sede, si senta il parere degli episcopi viciniores, non sia ben fondata, per il fatto che i Vescovi che abitano più lontano della sede vacante, possano essere talora i meglio in-
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formati, e più spassionati nel dare il loro giudizio sopra cose e persone.
Ad ogni modo tale punto particolare sarà convenientemente vagliato nella Congregazione, quando un primo schema sarà sottoposto all'esame degli E.mi Padri. Similmente per la provvista dei Canonicati, trovo molto giuste le osservazioni di V. E.: ma riservo di interrogare a suo tempo la Congregazione.
A proposito poi della "clausola politica" che sarebbe richiesta dal Governo per l'Amministratore Apostolico da nominare in Berlino, comprendo bene quanto suggerisce l'Episcopato e quanto osserva in proposito V. E., specialmente a riguardo della nota Convenzione del 20 marzo 1890 col Governo Inglese per l'Isola di Malta. Tuttavia in questi ultimi tempi per le nomine degli Amministratori Apostolici la Santa Sede ha sostenuto vivamente la tesi che il Governo non ha il diritto di essere interrogato nemmeno per aver l'opportunità di presentare obbiezioni di ordine politico; così si è fatto per l'Argentina, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Romania e Polonia.
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È vero che in tale caso trattatasi di nominare ad Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae sedis. Tuttavia se, in un Co<n>cordato1, ora si concedesse alla Germania per l'Amministratore Apostolico di Berlino tale privilegio al Governo Prussiano, la Santa Sede si troverenbbe2 in difficoltà con i suddetti Stati.
Per sciogliere quindi tale questione, io sarei di avviso che si cercasse un altro nome per l'amministratore Apostolico di Berlino. Nel Cile in simili casi, fu addottato [sic] il nome di Governatore Ecclesiastico. Veda l'E. V. se non potesse addottarsi nel caso nostro qualche simile espediente per risolvere il problema.
Approvo poi pienamente tutto il suo tenace e intelligente lavoro nella discussione circa le Facoltà Teologiche e la formazione del Clero, che V. E. tutta ragione segue con grande oculatezza, difendendo la fama degli Istituti Ecclesiastici di Roma.
Il Santo Padre inoltre è ben lieto che parallelamente ai lavori del Concordato con la Prussia, si conducano altresì quelli di un Concordato col Rie<ei>ch 3.
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Profitto infine dell'occasione per accusarLe ricevimento del suo Rapporto n. 35898 del 23 agosto e dell'altro del 12 ottobre circa il Congresso della "deutsche [sic] Volkspartei" e per raffermarmi con sensi di ben sincera e distinta stima
Di Vostra Eccellenza Reverendissima
Servitore
P. Card. Gasparri
1Hds. vermutlich vom Verfasser korrigiert.
2Hds. vermutlich vom Verfasser korrigiert.
3Hds. vermutlich vom Verfasser korrigiert.
Empfohlene Zitierweise:
Gasparri, Pietro an Pacelli, Eugenio vom 04. November 1926 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 11517, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/11517. Letzter Zugriff am: 05.04.2020.
Online seit 29.01.2018, letzte Änderung am 20.01.2020