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Dokument-Nr. 12695
Gasparri, Pietro an Pacelli, Eugenio
Vatikan, 24. Februar 1922

Regest
Gasparri erinnert an sein Rundschreiben vom 6. November 1919, in dem er über den Wunsch Benedikts XV. informierte, aus den Päpstlichen Vertretungen im Ausland Berichte über die wesentlichen religiösen und sozialen Vorkommnisse im jeweiligen Land zu erhalten, die dann im "Osservatore Romano" veröffentlicht werden sollen. Gasparri dankt denjenigen, die dieser Bitte nachkamen und weist auf den Wunsch der Redaktion des „Osservatore Romano" hin, aus einem katholischen Blickwinkel heraus prägnante Berichte über lokale Gepflogenheiten und Bräuche, die Volkspsychologie und die zivilen, sozialen und politischen Themen zu erhalten. Der Papst wünscht außerdem, dass auch der Episkopat Artikel beisteuert, die mit Einschätzungen der jeweiligen Päpstlichen Vertretung versehen an die Redaktion gelangen sollen. Der „Osservatore Romano" verlangt keine langen Berichte, sondern eine regelmäßige, zuverlässige, zeitnahe und interessante Berichterstattung als hätte er einen eigenen Korrespondenten vor Ort. Schließlich sei kritisiert worden, dass der "Osservatore Romano" nur unzureichend die Unterstützung der katholischen Welt erfahre und nicht als das führende Presseorgan derselben gelte.
[Kein Betreff]
Illmo e Revmo Signore,
Con mia Circolare n. 98271 del 6 novembre 1919, manifestai alla S. V. Illma il desiderio del Santo Padre che ogni Rappresentanza Pontificia all'Estero invii premurosamente, ogniqualvolta se ne presenti l'occasione, accurate relazioni dei fatti più salienti, di carattere religioso-sociale, che accadono nelle rispettive Nazioni, od anche informazioni atte ad essere pubblicate sull' Osservatore Romano .
Ritengo superfluo ripetere qui le ragioni di opportunità per le quali il S. Padre Benedetto XV di sa. me. diede le suddette disposizioni, affine di invogliare sempre più il personale delle Rappresentanze Pontificie ad interessarsi delle questioni religioso-sociali della Nazione in cui si trovano e nello stesso tempo fornire al giornale, che meglio rispecchia il pensiero della Santa Sede, i mezzi di rendersi sempre più diffuso ed interessante per i lettori. E sono lieto di tributare in quest'occasione i ben meritati elogi a quei Rappresentanti Pontifici i quali hanno avuto cura di inviare belle, accurate ed interessanti relazioni, molte delle quali sono state lodate da Membri del Corpo diplomatico e da alti personaggi e riprodotte anche da importanti giornali e riviste.
Ciò premesso, sembra utile richiamare in generale l'attenzione dei Rappresentanti Pontifici sul desiderio espresso
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dalla Direzione del mentovato giornale, che cioè, allo scopo di interessare sempre più i lettori e di produrre quindi maggior effetto sui loro animi, si facessero anche opportune e ben colorite narrazioni degli usi locali, dei costumi, della psicologia del popolo e soprattutto delle sue manifestazioni civili, sociali e politiche, osservate dal punto di vista cattolico. Tali narrazioni, ed altre dello stesso genere, mentre possono essere anche prive di speciale attrattiva per i luoghi e le persone a cui si riferiscono, acquistano invece grande importanza e possono destare vivo interessamento non solo a Roma e nell'Italia, ma in tutti i luoghi che sono lontani da quelli di cui si narrano gli avvenimenti.
Ben si comprende come il Rappresentante Pontificio non debba con ciò trascurare gli importanti compiti del suo ufficio; egli peraltro potrà valersi per l'oggetto di cui ora si tratta dell'ausilio dei Vescovi e di altri Prelati e laici di fiducia; anzi l'Augusto Pontefice desidera che anche l'Episcopato di ogni Nazione porti il suo contributo a questo nobilissimo fine.
In omaggio a siffatto desiderio del Santo Padre interesso la S. V. a profittare delle occasioni che Le si presenteranno per invitare di viva voce i Vescovi di cotesta Nazione ad inviare per l'Osservatore Romano opportuni articoli, servendosi all'uopo del tramite della Rappresentanza Pontificia, la quale, nel trasmetterli, aggiungerà il suo savio avviso al riguardo e le osservazioni che giudicherà del caso.
A tale proposito giova tener presente non essere necessario che le accennate relazioni siano lunghe e diffuse. Quello che specialmente importa è che l'Osservatore riceva dalla Rappresentanza Pontificia informazioni continue e interessanti, come se sul posto vi fosse un suo particolare corrispondente, e le riceva con quella sollecitudine che è necessaria, affinché i fatti e le notizie non perdano, con inoppor-
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tuni ritardi, quel carattere di attualità che desta maggiormente l'attenzione dei lettori. E quindi potranno servire opportunamente allo scopo, oltre le accennate relazioni, commenti od anche semplici riassunti e traduzioni di articoli d'attualità, pubblicati sui giornali o sulle riviste locali. Spesso si è sentito da persone competenti esprimere la sorpresa che l'Osservatore Romano non riceva la collaborazione di tutto il mondo cattolico e non diventi in tal modo un Organo ricercato e letto da tutti.
Profitto, infine, dell'incontro per confermarmi con sensi di ben distinta e sincera stima
di V. S. Illma
Affmo per servirla
P. Card. Gasparri
Empfohlene Zitierweise:
Gasparri, Pietro an Pacelli, Eugenio vom 24. Februar 1922 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 12695, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/12695. Letzter Zugriff am: 18.11.2019.
Online seit 31.07.2013