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Dokument-Nr. 14914
Pacelli, Eugenio an Laurenti, Camillo
[München], 26. Januar 1924

Betreff
Sulla facoltà per ipotecare od obbligare in altro modo i beni degli Istituti religiosi della diocesi di Rottenburg
Mi pervenne regolarmente il venerato Dispaccio dell'E. V. R.  N. 6255/23 del 17 Novembre s. a. relativo alla facoltà di ipotecare od obbligare in altro modo i beni degli Istituti religiosi della diocesi di Rottenburg.
Mi sia permesso di premettere rispettosamente che il Rev. P.  Staerk O. S. B., – il quale ha trattato l'affare in Roma con cotesta S. Congregazione, – secondo quanto mi scriveva il Revmo P. Abate Primate D.  Fedele di Stotzingen O. S. B. sin dal Luglio 1917 e mi ha ripetuto testé il Revmo Mons. Keppler, Vescovo di Rottenburg, è, sebbene assai dotto, "non del tutto normale". Egli già dall'Aprile dello scorso anno mi aveva esposto per iscritto ed a voce il suo piano di salvaguardare per mezzo di ipoteche i beni
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della Congregazione delle Suore di S. Vincenzo de' Paoli in Untermarchtal (Württemberg); ma, sia perché il progetto mi appariva alquanto confuso, sia per essere io allora sprovvisto delle necessarie facoltà, lo consigliai di rivolgersi all'Ordinario del luogo, vale a dire al summenzionato Vescovo di Rottenburg. Sembra tuttavia che neppur questi trovasse le di lui idee del tutto chiare, giacché in una lettera direttagli in data dell'8 Ottobre scorso (e comunicatami in copia dallo stesso P. Staerk) Mons. Keppler gli scriveva: "La questione della garanzia per i beni della Congregazione di Untermarchtal è stata oggetto di molte discussioni, ed anzi in questi giorni ne ho discorso anche col Revmo Abate Primate, per vedere se l'affare possa e debba essere sottoposto alla S. Sede. Ancora non è stato trovato nessuna nessun modo di soluzione giuridicamente inoppugnabile; ora, finché noi non siamo in grado di proporre un simile modo, non è possibile di rivolgerci al S. Padre. Ella tuttavia può, andando a Roma, parlare della
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cosa a Sua Santità".
Checché sia di ciò, non appena ebbi ricevuto il sullodato Dispaccio dell'E. V., mi rivolsi a Mons. Keppler, pregandolo d'indicarmi con precisione di quali Istituti religiosi della sua diocesi, in base a quali speciali motivi ed in qual modo egli intendesse di salvaguardare i beni mediante ipoteche od altre obbligazioni, e dichiarandomi al tempo stesso pronto a provvedere secondo le istruzioni ed in virtù delle facoltà impartitemi da cotesta S. Congregazione. Evidentemente però trattavasi soltanto della sunnominata Congregazione di Untermarchtal, giacché il predetto Mons. Vescovo con Foglio in data del 21 Dicembre u. s. ( Allegato I ), mi significava di non aver potuto ancora riscontrare la mia lettera per non conoscere abbastanza egli stesso il piano del P. Staerk, ed aggiungeva: "Alla mia richiesta di esporre per iscritto il suo progetto, egli ha risposto che vuol venire da me
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il 27 Dicembre, affine di discutere tutto a viva voce. Non mancherò di dar poi a V. E. relazione del colloquio; mi permetto tuttavia di osservare sin da oggi che il detto Padre non è del tutto normale di mente e probabilmente non si potrà nulla concludere con le sue idee ed i suoi piani".
Con posteriore lettera del 13 corrente ( Allegato II ) lo stesso Mons. Keppler mi ha partecipato quanto appresso:
"Il P. Antonio Staerk si è qui presentato l'11 Gennaio. Erano stati invitati a prender parte al colloquio anche giuristi e finanzieri, e lo abbiamo lasciato svolgere i suoi progetti. Egli vede molto nero nell'avvenire e crede che il bolscevismo conquisterà il potere anche in Germania e sopprimerà gl'Istituti religiosi, usurpandone i beni. Affinché quindi tutto non vada perduto, le case ed i terreni di Untermarchtal dovrebbero essere anzitutto gravati d'ipoteche, e queste rimesse a Conventi dell'estero (Svizzera, Danimarca, America). Abbiamo lunga-
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mente discusso, senza però giungere ad alcun risultato definitivo. In primo luogo infatti non crediamo che i nostri Istituti religiosi siano veramente sino a tal punto in pericolo, sebbene senza dubbio l'avvenire possa essere ben triste. Inoltre i nostri giuristi e finanzieri trovano considerevoli difficoltà in questo aggravamento ipotecario della proprietà della Congregazione; specialmente poi dubitano che in tal modo si ottenga lo scopo della assoluta sicurezza della proprietà medesima, anche nel caso di una rivoluzione.
"Il P. Staerk è partito malcontento di noi, giacché egli si è dato ormai a questo piano colla tenacia sua propria. Suppongo che cercherà presto appoggio presso V. E. Noi siamo senza dubbio disposti ad accettare ulteriori istruzioni ammaestramenti ed ordini superiori".
Ho creduto opportuno, in seguito a ciò, di attendere per alcuni giorni una eventuale comunicazione del P. Staerk; non essendomi però essa giunta sino ad
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oggi, non voglio tardare più oltre a riferire all'E. V. circa l'esecuzione delle venerate istruzioni, che si degnò d'inviarmi col più volte citato Dispaccio. A mio subordinato avviso, poiché l'Ordinario del luogo e le persone competenti da lui consultate non sono favorevoli al progetto del P. Staerk, non sembra espediente, almeno per ora, che questa Nunziatura lo approvi o conceda la relativa facoltà.
Pronto tuttavia ad eseguire quegli ulteriori ordini, che all'E. V. piacesse di darmi al riguardo, m'inchino
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Laurenti, Camillo vom 26. Januar 1924 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 14914, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/14914. Letzter Zugriff am: 22.11.2019.
Online seit 18.09.2015, letzte Änderung am 01.09.2016