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Dokument-Nr. 15645
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
Berlin, 09. Juni 1926

Betreff
Amministrazione Apostolica di Tütz – Progetto di nuova circoscrizione diocesana nella Germania orientale
Eminenza Reverendissima,
Nell'Udienza benignamente concessami dal S. Padre prima della mia partenza da Roma Sabato 8 Maggio, l'Augusto Pontefice si degnò di autorizzarmi a procurare di risolvere la molesta questione dell'Amministrazione Apostolica di Tütz per mezzo della unione di questa regione colla Pomerania, in guisa da formare così una nuova e più ampia Amministrazione Apostolica con sede in Stettino. Tale piano corrispondeva altresì ad una proposta fattami già dall'Eminentissimo Signor Cardinale Bertram, Vescovo di Breslavia, con Fogli del 24 Novembre e del 4 Dicembre 1925. Il medesimo Emo ha anche recentemente negli Appunti rimessi a Sua Santità il 15 Maggio p. p. (cfr. Dispaccio N. 1206/26 del 28 s. m. e Rapporto N. 35320 del 31 s. m.) ripetuto lo stesso concetto, toccando anche la connessa
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questione della Delegazione di Berlino, il cui territorio (ad eccezione della Pomerania) egli vorrebbe unito alla diocesi di Breslavia con un proprio Vicario generale. Poiché anche su questo punto l'Eminenza Vostra Reverendissima nel prelodato Dispaccio N. 1206/26 mi ordinò di esprimere il mio subordinato avviso, ciò mi porge l'occasione di trattare qui brevemente l'intiero argomento della nuova circoscrizione diocesana nella Germania orientale, cui riferivasi pure l'ossequiato Dispaccio N. 46846 del 29 Ottobre 1925, e che rientra nelle materie formanti oggetto delle pendenti trattative concordatarie colla Prussia. La carta geografica, che ho l'onore di accludere al presente rispettoso Rapporto, potrà forse servire a facilitare l'intelligenza delle seguenti modeste osservazioni al riguardo.
Innanzi tutto, per ciò che concerne la porzione dell'antica diocesi di Culma ad oriente del corridoio polacco, rimasta alla Prussia, vale a dire il Decanato di Pomesania, essa fu già nel Dicembre 1922,
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come è ben noto all'Eminenza Vostra, affidata provvisoriamente in Amministrazione Apostolica al Revmo Mons. Vescovo di Ermland. – Detto Decanato comprende 6 parrocchie e 5 curazie con 12 sacerdoti. Il numero dei cattolici è di 10.989 di fronte a 149.213 non cattolici (cfr. Krose, Kirchliches Handbuch für das katholische Deutschland, vol. XII, 1924-1925, pag. 554). Esso non può costituire un territorio separato, ed essendo confinante colla diocesi di Ermland e lontano da ogni altra, altro1 non rimane se non che venga a quella definitivamente incorporato.
Più difficile è la sistemazione del territorio ad ovest del corridoio polacco. – Come l'Eminenza Vostra rileverà subito dalla summenzionata carta geografica, l'attuale Amministrazione Apostolica di Tütz consta di frammenti, senza connessione fra di loro, e comprende otto decanati: Lauenburg, Schlochau, Flatow (appartenenti già all'Archidiocesi di Gnesna e Posnania), Deutsch-Krone, Schneidemühl, Betsche, Bomst <e>2
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Fraustadt (appartenenti già alla diocesi di Culma). Secondo la statistica del Krose (opera cit., pag. 573), lo stato dei decanati in discorso era il seguente nell'anno 1923:
Decanati Parrocchie Filiali Num. dei sac. con cura d'an. Popolazione
N. dei catt. N. dei non catt.
1. Betsche 12 1 16 21.512 22.034
2. Bomst 8 1 8 8.542 13.362
3. Deutsch-Krone 14 4 22 25.844 42.796
4. Flatow 7 1 11 13.673 27.899
5. Fraustadt 10 - 10 12.146 12.606
6. Lauenburg 5 1 6 10.272 58.780
7. Schlochau 11 1 16 21.833 32.666
8. Schneidemühl 6 - 8 22.380 63.100
Totale 73 9 97 136.202 273.243
L'Amministrazione Apostolica di Tütz è ad occidente circondata intieramente dalla diocesi di Breslavia. – A norma della Bolla De salute animarum del 16 Luglio 1821 (n. XXXIII) occorre distinguere il territorio della diocesi stessa in senso stretto (comprendente la
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Slesia ed una parte dell'attuale provincia del Brandenburgo) da quello della Delegazione di Berlino (abbracciante il resto del Brandenburgo e la Pomerania, ad eccezione della parrocchia di Tempelberg, che appartiene ecclesiasticamente a Tütz), quest'ultimo affidato in perpetuo al Vescovo pro tempore di Breslavia, il quale deve amministrarlo in virtù di suddelegazione per mezzo del Preposto della Chiesa parrocchiale di S. Edwige. La summenzionata Delegazione comprende attualmente 9 decanati, così costituiti secondo il Krose (op. cit., pag. 553):
Decanati Parr. Filiali Num. dei sacerdoti con cura d'anime Popolazione
Num. dei cattolici Num. dei non cattolici
1. Berlino 16 6 69 261.900 2.495.000
2. Charlottenburg 15 7 42 105.074 1.115.451
3. Francoforte sull'O. 8 5 18 24.557 487.873
4. Köslin 6 6 12 11.620 722.350
5. Neukölln 10 4 26 78.800 738.500
6. Potsdam 7 6 24 32.990 592.750
7. Stettino 6 5 15 20.285 518.200
8. Stralsund 4 1 8 9.339 281.403
9. Wittenberga 5 3 9 6.750 230.000
Totale 77 43 223 551.315 7.181.527

N. B. = Berlino, Charlottenburg e Neukölln formano al presente non tre separate località, ma complessivamente la grande città di Berlino (Grossberlin).
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Nel 1821, vale a dire all'epoca in cui fu pubblicata la Bolla De salute animarum, la città di Berlino non contava che 7.736 cattolici ed il resto della Delegazione alcune poche migliaia; ora detta Capitale col distretto della Delegazione ne ha 551.315. Nel 1821 la succitata Bolla enumerava nella Delegazione medesima soltanto sei parrocchie (Berlino, Potsdam, Spandau, Francoforte sull'Oder, Stettino e Stralsund); ora possiede 77 parrocchie e 43 filiali o curazie, vale a dire complessivamente 120 posti con cura d'anime, senza contare le chiese o cappelle degli Istituti religiosi. È perciò che si è venuto manifestando nel clero e nel popolo sempre più vivo il desiderio di un nuovo ordinamento. L'Emo Sig. Cardinale Bertram, come mi riferiva nella menzionata lettera del 24 Novembre 1925, ha cominciato già a prendere dei provvedimenti tendenti alla decentralizzazione dell'amministrazione diocesana, 1.) ampliando le facoltà del Delegato (il quale, secondo i termini della Bolla, dovrebbe più esattamente chiamarsi Suddelegato) in Berlino, ed implorando per lui dalla S. Sede la dignità episcopale come Vescovo ausiliare, e 2.) isti-
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tuendo un proprio Commissariato vescovile per la Pomerania con sede in Stettino, perché la popolazione di questo territorio (comprendente i tre Decanati di Köslin, Stettino e Stralsund, con 41.244 cattolici di fronte a 1.521.953 di acattolici) si lamentava di non essere abbastanza curata dal Delegato (o Suddelegato) di Berlino. Gli affari riguardanti la Pomerania vengono quindi dall'Emo Ordinario di Breslavia trattati ora nella massima parte dei casi direttamente col Commissario di Stettino, che è attualmente il Revmo Mons. Paolo Steinmann. Sembrami tuttavia dubbio se tale disposizione (presa dall'Emo Bertram, almeno per quanto io sappia, senza autorizzazione della S. Sede) sia in armonia colla Bolla De salute animarum, quale prescrive che tutta quella regione, compresa quindi la Pomerania, debba essere amministrata vi subdelegationis Episcopi Wratislaviensis dal Preposto di S. Edwige in Berlino.
Da quanto si è sopra esposto sembra potersi concludere che sarebbe conveniente la creazione di un'Amministrazione Apostolica od anche di una vera e propria diocesi, costituita dalla provincia di Pomera-
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nia (la quale rimarrebbe così staccata dalla Delegazione di Berlino) e dal territorio dell'attuale Amministrazione Apostolica di Tütz, di cui già una parrocchia, Tempelberg, come si è visto più sopra, è compresa in quella provincia. Il frammento più meridionale, abbracciante i decanati di Betsche, Bomst e Fraustadt, è circondato completamente, secondo che si è pure già rilevato, dal territorio della diocesi di Breslavia (Driesen, Landsberg, Cüstrin, Zielenzig, Liebenau, Züllichau, Glogau) e dovrebbe quindi, dal punto di vista geografico, essere piuttosto unito alla medesima. È tuttavia da notare che la futura Amministrazione Apostolica o diocesi non avrebbe in tal caso se non un territorio a grande maggioranza protestante, mentre che in detto frammento il numero dei cattolici eguaglia quasi quello dei non cattolici; il che può essere assai importante, sia per avere un sufficiente numero di vocazioni sacerdotali, sia per altri bisogni del regime diocesano, ad esempio per traslazioni di ecclesiastici, non di rado necessarie, da regioni della diaspora ad altre con più numerosa popolazione cattolica.
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Del resto, per avere un territorio continuo, basterebbe staccare dalla diocesi di Breslavia ed unire alla nuova Amministrazione Apostolica o diocesi i tre distretti parrocchiali di Landsberg a. W., Driesen e Soldin, e l'Emo Bertram con Foglio del 19 Gennaio c. a. mi dichiarò, dietro mia domanda, che non muoverebbe obbiezioni in contrario.
Quanto al Governo, esso consentirebbe per ora soltanto ad una unione personale, nel senso che l'attuale Commissario vescovile di Pomerania, Mons. Steinmann, potrebbe essere nominato in pari tempo Amministratore Apostolico di Tütz, a condizione però che egli risieda non a Stettino, ma a Tütz od anche a Schneidemühl. La ragione di questa condizione è il timore dei protestanti, i quali, a quanto asserisce il Governo stesso, sarebbero assai eccitati, se la Pomerania, considerata dai medesimi come regione di loro esclusivo dominio, venisse ad avere un Vescovo cattolico. Il Ministero del Culto afferma non essere invece possibile una unione territoriale senza una nuova legge, trovandosi essa in opposizione colle dispo-
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sizioni della Bolla De salute animarum, la quale, come si è parimenti più sopra accennato, sottomette tutto quel territorio all'amministrazione del Vescovo di Breslavia per mezzo del Suddelegato di Berlino. Il Signor Ministro tuttavia, a quanto sembra finora, non respinge senz'altro l'idea di tale unione e sarebbe disposto a discuterla nell'ambito delle trattative per il Concordato. Evidentemente egli non vuole farsi togliere sin da ora di mano questa che considera come una concessione da parte dello Stato, e desiderebbe [sic], quasi come corrispettivo e sempre in vista delle suscettibilità dei protestanti, che la S. Sede rinunciasse da parte sua alla erezione di una diocesi in Berlino. Con questo piano coincide in sostanza la proposta contenuta negli Appunti dell'Emo Cardinale Bertram citati in principio (proposta della quale il Ministero del Culto ha avuto, non so per qual via, subito notizia), vale a dire della unione del rimanente territorio della Delegazione (Berlino colla Marca del Brandenburgo) alla diocesi di Breslavia.
Se a me fosse lecito di esprimere il mio subordinato avviso circa questa grave e complicata que-
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stione, lo riassumerei nei seguenti punti:
1.) Il suaccennato progetto, immediatamente attuabile, della unione puramente personale sembrami di ben poca utilità pratica. Inoltre il Prelato, che riunirebbe in sé i due uffici, sarebbe in Pomerania semplice Suddelegato del Vescovo di Breslavia, mentre che a Tütz o a Schneidemühl egli avrebbe, come Amministratore Apostolico, giurisdizione ordinaria con tutti i poteri dei Vescovi residenti, esclusi soltanto quelli che richiedono il carattere episcopale (cfr. cifrato dell'Eminenza Vostra Reverendissima N. 7 del 20 Novembre 1925); ora ciò costituirebbe, se pur non erro, una situazione alquanto anormale. Meglio quindi sarebbe, a mio umile parere, di continuare le trattative per la unione territoriale.
2.) Poiché, tuttavia, sembra, d'altra parte, che non possa differirsi più oltre un qualche provvedimento per il territorio di Tütz, il quale trovasi da circa un anno senza regolare governo ecclesiastico, oso di aggiungere ai vari nomi di candidati, già presi in considerazione per l'ufficio di Amministratore Apostolico ad nutum S. Sedis, quello del Rev. Sac. Massimiliano Kaller,
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parroco di S. Michele in Berlino. Egli è forse il più zelante e pio degli ecclesiastici di questa Capitale, attaccatissimo alla S. Sede, ottimo organizzatore e conoscitore dei bisogni del sacro ministero nella Diaspora; possiede inoltre la lingua polacca, nella quale può anche predicare ed ascoltare le confessioni. È autore del libro "Unser Laienapostolat in St. Michael – Berlin" di cui ha fatto omaggio al S. Padre (cfr. Rapporto N. 34838 del 16 Marzo scorso) e che ha meritato una lusinghiera lettera di elogio dell'Eminenza Vostra. Pur troppo il Kaller ha compiuto gli studi filosofici e teologici soltanto nella Facoltà teologica di Breslavia; ma i suoi sentimenti profondamente romani danno garanzia che egli anche nella importantissima questione della formazione del clero applicherebbe colla massima fedeltà le istruzioni della S. Sede. Tutto ciò deve essere tenuto in considerazione, giacché è ben probabile che il territorio di Tütz, con o senza la Pomerania, finisca per essere eretto in diocesi o che almeno l'Amministratore Apostolico, se così piacerà al S. Padre, venga insignito del carattere ve-
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scovile. Come l'Eminenza Vostra ricorderà senza dubbio (cfr. Rapporto N. 33663 del 27 Settembre 1925), già da tempo avevo pensato di proporre subordinatamente il Kaller per Tütz, ma me ne astenni, perché all'Emo Bertram riusciva penoso di privarsi dell'opera sua in Berlino. Ora però, data l'importanza che quell'ufficio potrà assumere nell'avvenire, ho creduto mio dovere di fare di lui speciale menzione.
3.) Per ciò infine che riguarda il piano dell'unione della Marca di Brandenburgo alla diocesi di Breslavia, temo (malgrado quanto sembra credere l'Emo Bertram) che, qualora esso venisse accettato dalla S. Sede nel futuro Concordato colla Prussia, l'erezione di una diocesi di Berlino rimarrebbe, salvo avvenimenti imprevisti, esclusa per un tempo indefinito. Ora, secondo il parere di persone competenti, tra le quali lo stesso Vescovo Ausiliare, Mons. Deitmer, da me riservatamente interrogato, ciò cagionerebbe vivo dispiacere e disillusione nei cattolici di questa metropoli e riuscirebbe di danno per il buon regime ecclesiastico: 1.) perché la diocesi di Breslavia è trop-
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po vasta e 2.) perché le popolazioni della Slesia e del Brandenburgo sono di carattere del tutto differente ed abbisognano quindi di una diversa cura pastorale. Il piano anzidetto rappresenterebbe invece piuttosto un regresso di fronte alla Bolla De salute animarum, ed è perciò che il Ministero del Culto, premuroso innanzi tutto di soddisfare i desideri dei protestanti, lo ha subito favorevolmente accolto. Sembra, del resto, ingiusto da parte del Governo di negare una propria amministrazione diocesana ad una popolazione di oltre mezzo milione di cattolici, quanti ora ne conta, come si è già veduto, la Marca di Brandenburgo.
Nel sottoporre quanto sopra all'illuminato giudizio dell'Eminenza Vostra, m'inchino umilmente al bacio della Sacra Porpora e con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
1Hds. vermutlich von Pacelli gestrichen.
2Hds. von Pacelli eingefügt.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 09. Juni 1926 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 15645, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/15645. Letzter Zugriff am: 22.09.2019.
Online seit 29.01.2018, letzte Änderung am 01.09.2016