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Dokument-Nr. 16333

d'Herbigny SJ, Michel-Joseph Bourguignon: Nota del Delegato di Sua Santità nell U. R. S. S.. Moskau, 06. September 1926

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I. Ordine di partenza.
Nella relazione terminata il 31 agosto, ho raccordato nel Post-scriptum, come lo stesso giorno 31 mi era stato dichiarato che dovevo lasciare il territorio dell U. R. S. S. ben presto, che il permesso di soggiorno non poteva essermi prolungato e che non potevo andare in Odessa.
Lo stesso giorno, l'ambasciatore Herbette si rese in persona presso il sostituto del Commissario degli affari esteri, e fece una protesta tanto contra l'ordine stesso, quanto contro la forma nella quale era stato intimato. Mi ritenne a cena e mi ricondusse personalmente all'albergo nella sua automobile.
Il 1 Sep<t>tembre1, mercoledì, mandò uno dei membri dell'ambasciata, il conte de la Chaurimière a protestato di nuovo con una nota scritta, chiedendo formalmente una prolongazione [sic] del mio soggiorno ed informandosi sul P. Neuveu [sic], del quale restavamo sempre senza informazioni. Le risposte furono assai evasive.
Il giovedì 2 Sett., una telefonata ufficiale all'ambasciata confermò che la mia presenza era "indésirable", e che dovevo andarmene quanto prima. Ma come dovevo essere assente tutta la giornata e restare in cena presso il conte de la Ch.,
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non ritornai all'albergo che dopo la partenza del treno notturno delle 11 1/2.
Il venerdì 3 Sett., dopo celebrata la messa, avevo anche occupazioni tutta la giornata, e l'ambasciatore ebbe l'attenzione di riportarmi personalmente con la sua moglie un po' dopo mezza notte nella sua automobile. - Appena mi trovavo a letto, verso l'1 del mattino, un colpo fu bussato alla mia porta; una voce s'informò se mi trovavo praesente [sic] e mi richiese di aprire. Dopo essermi vestito dal tutto, aprii la portà [sic], ed un signore molto ben vestito, con i guanti, entrò scusandosi molto di disturbarmi a tal ora, ma come tornavo "molto tardi all'albergo," dopo avermi aspettato due giorni, si vedeva costretto di notificarmi che dovevo assolutamente andarmene, non avendo più dal 2 in poi il permesso di soggiorno. Feci osservare che si sbagliava, essendomi consegnato il 28 agosto un documento provvisorio che mi permetteva di restare fino al 10 settembre. Ne fu tutto meravigliato, disse - sempre con eccessiva urbanità, - che non poteva discutere meco, ma che dovevo il sabbato [sic] senz'indugio consegnare il mio documento provvisorio al portiere dell'albergo, far cercare il passaporto e partire per qualunque posto della frontiera, senza tardare. Dissi di essere pronto, ma che preferirei di non essere in viaggio la domenica, affine di poter celebrare la s. messa.
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II.
Il sabbato [sic], alle 8, diedi il documento provisorio al portiere e me ne andai per celebrare la s. messa; come la vigilia, nella messa del S. Cuore, così quel sabato 4, dissi nella s. messa del SS.mo Cuore di Maria, l'orazione in gratiarum actionem. - E alla fine della s. messa, ecco il P. Neveu entrava nella sacristia.
II.  Il viaggio del P. Neveu. Così mancava tutto lo scopo dello sforzo che voleva impedire l'incontro del P. Neveu meco. Arrivando, il P. Neveu che aveva finalmente potuto telegrafare il giovedì 2, che arriverebbe il venerdì sera, era stato arrestato 12 ore in Tula (da mezzogiorno fino a mezza notte), totalmente svestito, esaminato in tutto il corpo e tutte le vesti, come anche una suora francese che viaggiava con lui. Ma finalmente arrivava il sabato matino [sic], durante la mia messa. Tutto lo sforzo che si era sviluppato da parte della G. P. U. per impedire il nostro incontro, era fallito.
L'ambasciatore aveva già telegrafato su tutto il caso in Parigi, e preso anche le disposizioni per restringere la durata del passaporto e del soggiorno a viaggiatori dell'U. R. SS più considerati qui da parte della autorità.
III.  Le disposizioni prese. Sembrò più opportuno di non far nessuna solennità, come si era previsto prima, per istallare il Rev.mo Vescovo Msgr. Neveu. I sacerdoti
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parrechi fideli (per es. l'ambasciata d'Italia, quella di Francia, pochi altri) vennero avvisati della sua dignità. Ma abbiamo evitato tutto ciò che avrebbe potuto dar pretesto all'espulsione di lui.
Avevo chiesto di lasciare l'U. R. SS per la via di Finlandia, (Leningrad, Helsingfors) con lo scopo di visitare di nuovo Mons. Malecki, e anche di portare informazioni raccolte nella via del ritorno sulla condizione dei cattolici et 2 dei Russi in Finnlandia [sic], Estonia et 3 Lettonia, essendo necessario di aspettare in Riga diversi documenti che mi saranno portati per la valigia.
Non aspettavano la domanda per quella via, e così oggi lunedì 6 sett., all' 1 del pomeriggio il passaporto non mi fù ancora consegnato.
Quel ritardo ha permesso di celebrare ieri, il 5 sett. la funzione che si era chiesta da me già prima, per la benedizione dell'altare ristabilito nella Chiesa principale SS Pietro e Paolo. La funzione fù assai solenne, cominciata alle 12 e terminata soltanto alle 3 1/2: messa pontificale, predica, processione del SS.mo Sacramento anche fuori della Chiesa (come fanno ogni mese, la prima domenica), benedizione data all'aperto su una folla grande, e dopo ancora nella Chiesa. Penso che il Cuore di Sua Santità avrebbe avuto grande consolazione a tale spettacolo di fede e di amore verso Gesù Cristo.
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III.
All'occasione erano presenti diversi sacerdoti. Così ha potuto stabilirsi tutto ciò che si riferisce alla Russia Orientale, alla Cisbaikalia ed al Turkestania. - Mirabilis Deus. -
Stamattina, 6 sett. un delegato confidenziale dei migliori vescovi russi venne a trovarmi, e pare che la Providenza pregara importanti e consolanti lavori al cuore del Rev. mo Rev. Neveu. Molti occhi guardano adesso verso Roma, e molte volontà - quanto pare - purificate nelle sofferenze si praeparano [sic] alle decisioni più grandi con intenzione pura di fissarsi nella "vera ortodossia, cioè nell'ecumenica presiedutà dal patriarcha di Roma, sempre infallibile nell'insegnamento."
IV. Alle 1 1/2 mi è significato che devo andarmene oggi, e quanto mi pare senza potere uscire della stazione in Leningrado.
+ Michele d'Herbigny
vesc. tit. d'Ilion.
1Hds. von d'Herbigny korrigiert.
2Hds. von unbekannter Hand, vermutlich vom Verfasser, gestrichen.
3Hds. von unbekannter Hand, vermutlich vom Verfasser, gestrichen.
Empfohlene Zitierweise:
d'Herbigny SJ, Michel-Joseph Bourguignon, Nota del Delegato di Sua Santità nell U.R.S.S., Moskau vom 06. September 1926 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 16333, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/16333. Letzter Zugriff am: 29.10.2020.
Online seit 29.01.2018