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Dokument-Nr. 168
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
Berlin, 26. Juni 1924

Regest
Pacelli übermittelt die Antwortnote des preußischen Kultusministers Boelitz auf seine Note zu den Kürzungen der Staatsleistungen an die Kirche. Boelitz, aus dessen Note der Nuntius ausführlich zitiert, betont die bleibende Gültigkeit der zwischen der katholischen Kirche und Preußen geschlossenen Konventionen und damit auch der damit verbundenen Staatsleistungen an die Diözesen. Zugleich sind er und Finanzminister Richter dankbar für die Bereitschaft der Kirche, dem Staat in der momentan schwierigen Finanzlage entgegenzukommen. Mit einer längeren Darlegung zur aktuellen Währungssituation in Deutschland und zum preußischen Umgang damit kommt Boelitz zu dem Schluss, dass die im Haushaltsplan für 1924 vorgesehenen Zahlungen an die Bischöfe als widerrufbare Zusatzzahlungen bewertet werden müssen. Die vereinbarte staatliche Verpflichtung zur finanziellen Unterstützung der Kirche ist seiner Ansicht nach davon unbetroffen. Weil der Wertverfall der Währung die vereinbarten Summen zur Unterstützung kirchlicher Einrichtungen jedoch schwindend gering macht, hat der Minister aus technischen Gründen Anweisung gegeben, die Zahlungen formal aufzuheben. Um der Verpflichtung der Kirche gegenüber nachzukommen, sieht der Haushaltsplan von 1924 weitere Mittel vor, mit denen Boelitz die einzelnen Kirchengemeinden unterstützen will. In einer Gegenüberstellung der Haushalte von 1914 und 1924 stellt der Minister dar, dass die für die katholische Kirche vorgesehene Unterstützung letztlich sogar signifikant erhöht wurde. Genauer geht er auf die Bezüge für die preußischen Bischöfe und Kleriker ein: nur in einigen Fällen fielen die geplanten Zahlungen niedriger als die vereinbarten Staatsleistungen aus. Ferner gibt er zu bedenken, dass die Gehälter der Staatsbediensteten reduziert wurden und deshalb mit den Bezügen der Kleriker ebenso verfahren werden musste. Des Weiteren stellt Boelitz dar, wie 1923 und in den ersten Monaten 1924 Reichsmittel zur Unterstützung der Kirche verwendet wurden. Der Minister schließt mit der Feststellung, dass die katholische Bevölkerung keinen Grund habe, eine mangelnde Berücksichtigung ihrer Interessen im Haushaltsplan 1924 zu bemängeln.
Pacellis Ansicht nach enthält die Note des Ministers juristisch wie faktisch falsche Behauptungen. Der Nuntius, der die Note an den Breslauer Fürstbischof Kardinal Bertram und den Kölner Erzbischof Kardinal Schulte weiterleitete, erhielt von Letzterem die Bestätigung, dass die Note mit Blick auf die erfolgten Reduzierung der Staatsleistungen nicht ohne Antwort bleiben könne und dass eine Intervention des Heiligen Stuhls erfolgen sollte. Kardinal Bertram leitete dem Nuntius Material aus den verschiedenen Diözesen zu der Angelegenheit weiter, das aber immer noch unvollständig ist. Zugleich bat er Pacelli, mit der Regierung weiter zu verhandeln. Um jede Verzögerung und daraus resultierende Gefahren zu vermeiden, übergab der Nuntius heute seine Antwortnote persönlich dem Minister, die er hier belegt. Darin widerlegte er die unzumutbaren Behauptungen der Regierung und skizzierte die Grundlagen für eine Neuordnung der Staatsleistungen an die Kirche. Abschließend erbittet Pacelli Weisung, wie er in dieser heiklen Angelegenheit weiterverfahren soll.
Betreff
Sulle prestazioni finanziarie dello Stato alla Chiesa in Prussia
Eminenza Reverendissima,
Col mio rispettoso Rapporto N. 30288 in data del 10 Aprile scorso compii il dovere di trasmettere all'Eminenza Vostra Reverendissima copia delle Note da me indirizzate in data del 20 Marzo e del 7 Aprile del corrente anno rispettivamente al Sig.  Ministro degli Affari Esteri del Reich ed al Ministro prussiano del Culto, Sig.  Boelitz , relativamente alla soppressione o diminuzione delle prestazioni finanziarie dello Stato alla Chiesa in Germania. L'Eminenza Vostra col venerato Dispaccio N. 29974 del 3 Maggio p. p. si degnò di dare alle medesime la Sua superiore approvazione.
Il summenzionato Ministro prussiano del Culto, mi ha risposto colla Nota in data del 19 dello stesso mese di Maggio, di cui l'Emininenza Vostra troverà qui acclusa copia insieme al relativo Annesso (Allegati I e II). In essa il Sig. Boelitz comincia col manifestare la sua soddisfazione per avere (così egli afferma) dalla mia Nota "nuovamente rilevato che anche la S. Sede considera come ancora giuridica-
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mente vigenti le Convenzioni concluse circa cento anni or sono con la Prussia, l'Hannover e gli Stati delle Provincie ecclesiastiche dell'Alto Reno, e confermate dalle Bolle di circoscrizione". - "Il Governo prussiano (continua il Sig.  Boelitz) è della stessa opinione, come è ben noto a Vostra Eccellenza. In conformità di ciò, nè io nè il Sig.  Ministro prussiano delle Finanze mettiamo menomamente in dubbio che gli obblighi finanziari, assunti nell'anno 1821 dal Re di Prussia in armonia colla Bolla De salute animarum a favore delle Diocesi ristabilite nelle sue terre, non possono essere modificati se non d'intesa colla Curia romana. Lo stesso vale per le disposizioni delle Bolle Provida solersque e Impensa Romanorum . Tanto il Sig. Ministro delle Finanze che io abbiamo inoltre appreso con compiacenza esser la Chiesa cattolica pronta, negli accordi da stipularsi al riguardo, a tener conto della difficile situazione in cui versa lo Stato. - Egualmente grato sono a Vostra Eccellenza per avermi dato comunicazione confidenziale della Nota da Lei diretta al Sig. Ministro degli Affari Esteri del Reich N. 30071 del 20 Marzo c. a. Ancor più riconoscente in verità sarei stato, se Vostra Eccellenza, prima di ricorrere al Reich, si fosse presso di me informata, se la Prussia abbia arbitrariamente diminuito gli onorari dei Vescovi e dei Capitoli, fissati nelle Bolle, come pure gli assegni dovuti agli eccle-
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siastici in base ad altri titoli giuridici. Una tale supposizione non può essere fondata che su inesatte informazioni".
Il Sig. Ministro prosegue: "Nei bilanci dello Stato prussiano dall'anno 1920 al 1923 inclusive gli assegni basati sulle Bolle, nonché i versamenti addizionali per gli onorari di alcuni Vescovi e per le spese delle amministrazioni diocesane, approvati per la prima volta nel 1906 come supplementi revocabili, sono iscritti semplicemente colle consuete somme in marchi. In seguito però alla perdita della guerra, e soprattutto ai noti avvenimenti nel territorio della Ruhr contrari al diritto internazionale, si è avuto un tale crollo della valuta tedesca, che il marco, il quale aveva un tempo in tutto il mondo il suo pieno valore, ha perduto la sua forza di acquisto. Malgrado le terribili conseguenze di tale stato di cose, per cui molte classi agiate del ceto medio sono rimaste ridotte alla completa miseria, il Reich si è veduto costretto a sospendere il pagamento degli interessi ed il rimborso perfino di quei prestiti, che il popolo tedesco durante e dopo la guerra ha sottoscritto, affine di render possibile al Reich la continuazione della sua difesa ed il mantenimento della economia nazionale. Lo Stato prussiano, tuttavia, nei pagamenti ad esso incom-
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benti secondo le Bolle di circoscrizione, non si è limitato alle somme in marchi-carta, le quali corrispondono a quelle in talleri o fiorini fissate nelle Bolle medesime. Come infatti risulta dall'accluso prospetto, esso, senza attendere le domande delle Autorità ecclesiastiche, ha, corrispondentemente al progressivo deprezzamento del marco, effettuato a partire dal 1° Aprile 1920 una valorizzazione degli assegni dei Vescovi e dei membri dei Capitoli analoga agli aumenti di stipendio degli impiegati. Se tale valorizzazione fosse stata nello scorso anno attuata ogni volta soltanto dopo previi accordi coi Vescovi, questi avrebbero ricevuto probabilmente sempre pagamenti deprezzati. Credevo quindi che si riconoscerebbe con gratitudine il fatto che il Sig. Ministro delle Finanze ed io abbiamo proceduto d'ufficio agli aumenti degli onorari dei Vescovi e dei Canonici.
I surriferiti eventi degli scorsi anni fecero comparire gli assegni delle Bolle di circoscrizione, indicati nei bilanci preventivi nella colonna marginale, come di nessun valore ed anzi assolutamente ingannevoli. Apparve quindi necessario di iscrivere nel progetto di bilancio per il 1924, redatto sulla base del marco-oro, semplicemente a titolo di notizia le somme dovute alla diocesi secondo le Bolle e di indicare invece nella colonna marginale quelle somme in marchi-oro, le quali nel-
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l'attuale situazione delle finanze dello Stato in Prussia possono essere versate per la Chiesa. Siccome, come si è già detto, in Germania giuridicamente la valuta vigente è tuttora il marco (carta), perciò lo Stato prussiano non è tenuto a soddisfare col pagamento di eguali somme in marchi-rendita od in marchi-oro le sue obbligazioni in marchi rimontanti all'anteguerra. In conseguenza di ciò i pagamenti previsti per i Vescovi non potevano esser qualificati che come supplementi revocabili. Osservo tuttavia espressamente che con questi versamenti provvisori volontari dello Stato prussiano nulla viene naturalmente mutato riguardo alle sue obbligazioni già in passato stipulate, e che il Signor Ministro delle Finanze ed io siamo volentieri disposti a fissare ben testo in altra maniera per via d'accordo colla Chiesa cattolica, non appena in Germania si potrà contare con una valuta sicuramente stabile, i pagamenti da corrispondersi per l'avvenire. L'introduzione del marco-rendita non ha importato, come è noto, nessun cambiamento di valuta, essendo stato soltanto un espediente per impedire un ulteriore deterioramento della valuta tedesca.
Quanto si è detto circa le dotazioni delle diocesi, si applica altresì a quegli obblighi giuridici che incombono allo Stato prussiano verso singoli istituti o corporazioni
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ecclesiastiche. Anche per essi lo Stato è tenuto a pagare soltanto in marchi (carta). Poiché però questi hanno perduto la loro forza di acquisto e siccome quindi le somme di alcune migliaia di marchi (carta) non rappresentano oggi più nulla, ho dato ordine alle Prefetture, per motivi puramente tecnici, di sospendere anche formalmente tali versamenti per se praticamente non più effettuabili. Con ciò tuttavia non si è naturalmente inteso in alcun modo di ricusare intieramente a quegli istituti ecclesiastici, i quali hanno diritti di fronte allo Stato, l'adempimento delle corrispondenti obbligazioni. Che anzi nel bilancio del 1924 sono state iscritte nel capitolo 121-a nella colonna marginale due somme di marchi-oro 86.340 e 150.000, grazie alle quali spero di poter portare intanto i versamenti per le singole Kirchengemeinden ad una considerevole quota dell'ammontare dell'anteguerra.
In quale larga misura, senza esempio nell'amministrazione finanziaria della Prussia, siasi provveduto nel nuovo bilancio, malgrado la tremenda situazione economica dello Stato, ai bisogni ecclesiastici, l'Eccellenza Vostra potrà desumere da quanto appresso:
Nel bilancio del 1914 erano stanziati per scopi ecclesiastici (cattolici) 10.866.000 marchi. Da quel tempo lo Stato prussiano ha perduto, - oltre le regioni di Eupen-Malmedy, dell'Alta Slesia polacca, di Memel e dello Schleswig settentrionale, - quasi tutto il territorio dell'archidiocesi di Gnesen e
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Posen e della diocesi di Culma. Sottraendo dai suddetti 10.866.000 marchi i marchi 954.000, i quali erano destinati per le sunnominate diocesi distaccate dalla Prussia, rimane per l'attuale territorio dello Stato prussiano nell'anno 1914 una spesa complessiva di marchi 9.911.000. Invece nel bilancio del 1924 sono previsti per i menzionati scopi 13.094.000 marchi-oro. Questo considerevole aumento delle prestazioni finanziarie è dovuto al fatto che lo Stato concorre ora, in misura notevolmente maggiore che prima della guerra, agli assegni per i parroci. L'Eccellenza Vostra non potrà non riconoscere questa larga benevolenza dell'Amministrazione del Culto in Prussia verso la Chiesa cattolica. Credo di poter affermare che in nessun altro ramo dell'Amministrazione dello Stato, per istituti rimasti gli stessi, si è proceduto nel calcolare i sussidi governativi con larghezza anche soltanto approssimativamente eguale.
È vero che nel progetto di bilancio per il 1924 gli assegni dei Vescovi sono rimasti, corrispondentemente alle nostre strettezze finanziarie, più bassi di quel che avrei desiderato. Intanto però il Sig. Ministro delle Finanze si è dichiarato pronto ad accordare ai dignitari ecclesiastici, a decorrere dal 1° Aprile del corrente anno, gli onorari indicati nell'Allegato con inchiostro rosso. Quindi il Signor Cardinale Arcivescovo di Colonia, poiché colà viene, general-
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mente corrisposto un supplemento del 22 % a tutti gli stipendi, percepirà 18.300 marchi, vale a dire più che un Ministro effettivo di Stato prussiano, ed il Signor Cardinale Principe-Vescovo di Breslavia almeno circa altrettanto. Gli assegni dei Vescovi di Hildesheim, Osnabrueck e Fulda ammonteranno in marchi-rendita a somme soltanto alcun poco inferiori a quelle stabilite nelle Bolle, mentre che ad esse superiore sarà il reddito del Vescovo di Limburg. Invece gli onorari di tutti i Canonici e Vicari delle Chiese cattedrali, come pure dei Capitolari di Aquisgrana, in marchi-oro (o marchi-rendita) sorpasseranno nel 1924 non di poco quelli assegnati per essi nelle Bolle medesime. Tale disuguaglianza nel calcolo degli stipendi dei dignitari ecclesiastici dipende da ciò che il Clero delle Chiese cattedrali durante il crollo della valuta espresse ripetutamente il desiderio di essere equiparato negli assegni a determinate categorie di impiegati. Ora, siccome in Prussia gli stipendi degli alti funzionari dello Stato sono stati molto maggiormente diminuiti che quelli degli impiegati medi ed inferiori, lo stesso ha dovuto aver luogo anche per gli assegni del Clero.
Tutti questi versamenti previsti nel bilancio per l'anno 1924 sono però provvedimenti soltanto provvisori, imposti dalle strettezze del tempo attuale.
Del resto, oltre alle somme accordate sui fondi dello Stato, sono stati concessi per scopi ecclesiastici nell'anno
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1923 durante il crollo della valuta in varie epoche non irrilevanti sussidi con fondi del Reich, sia in base alla legge per il pareggio delle finanze, che sotto forma di cosiddetti acconti sui futuri introiti delle imposte ecclesiastiche. Così, ad esempio, per il Decembre 1923 vennero versati dalle casse dello Stato per conto del Reich 190.350 marchi-oro come supplemento agli assegni per i vicarii cooperatori e gli impiegati delle chiese, mentre che per il periodo dal 16 Gennaio al 31 Marzo del corrente anno sono stati messi per mio mezzo a disposizione delle chiese dai fondi del Reich 623.544 marchi-oro. Avuto poi riguardo alle speciali strettezze del Clero nelle regioni occupate e nel territorio invaso (Ruhr), furono inoltre accordati dal Reich, oltre agli aumenti ed ai sussidi concessi a tutti gli impiegati in quei distretti, altri 476.868.000 marchi dal 29 Marzo al 1° Giugno 1923 e 405.241.000.000 marchi dal 21 Luglio al 24 Ottobre. Sebbene dette somme fossero in marchi-carta, pure al momento del versamento questi avevano ancora una considerevole forza di acquisto.
Non dubito (così conclude il Sig. Ministro) che Vostra Eccellenza, in considerazione dei fatti suesposti, vorrà ammettere non esservi alcun motivo di inquietudine o di malcontento per il popolo cattolico, quasi che nel bilancio preventivo del 1924 non siano stati tenuti in sufficiente conto
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i suoi desideri e bisogni religiosi, ovvero di sorpresa riguardo al contenuto del medesimo".
Avendo comunicato senza indugio la surriferita Nota del Sig. Ministro del Culto – la quale contiene false affermazioni in diritto ed in fatto – agli Eminentissimi Signori Cardinali Bertram e Schulte, quest'ultimo con Foglio del 10 corrente mi ha scritto, tra l'altro, quanto segue:
"Convengo con V. E. che la risposta del Sig. Ministro prussiano per la scienza, l'arte e la pubblica istruzione non può rimanere senza replica... L'arbitraria diminuzione durante lo scorso anno degli assegni fissati nel Concordato per i Vescovi ed i Capitoli non può esser negata dallo Stato. Che poi una tale diminuzione duri ancor oggi riguardo, ad esempio, agli onorari dei Vescovi, è evidente; essa può dirsi arbitraria, perchè effettuata senza previa intesa colla Chiesa. Già in una precedente mia lettera mi permisi di rilevare come da cento anni in Prussia l'adempimento o meno da parte dello Stato delle obbligazioni concordatarie è stato sorvegliato dall'Episcopato prussiano assai negligentemente e soltanto occasionalmente, di modo che lo Stato ha finito per agire praticamente come se il Concordato fosse stato conchiuso non con Roma, ma coi Vescovi prussiani. La colpa di non aver pienamente e continuamente tenuto la S. Sede al corrente di tale evoluzione può ben ricadere sull'Episcopato.
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Ma ora sarebbe tempo di far comprendere energicamente al Governo prussiano che la S. Sede invigila Essa stessa sulla esatta osservanza degli obblighi concordatari dello Stato".
Dal canto suo, l'Emo Bertram mi ha inviato il materiale raccolto nelle varie diocesi della Prussia, materiale assai voluminoso ed irto di cifre, ma, come egli stesso riconosce, ineguale ed incompleto; non mi ha invece fatto avere il Promemoria riassuntivo da me richiestogli circa i desiderata dell'Episcopato prussiano (cfr. Rapporto N. 30288 del 10 Aprile 1924 e Dispaccio N. 29974 del 3 Maggio u. s.), pur domandandomi nuovamente di continuare le trattative col Governo per il regolamento della questione, secondo il desiderio espresso anche da molti altri Revmi Ordinari. Affine di evitare quindi pericolosi ritardi, mi sono affrettato, a norma delle istruzioni ed autorizzazioni già impartitemi dall'Eminenza Vostra, a dirigere al Ministro del Culto in data del 25 corrente la Nota di replica, che ho l'onore di trasmettere qui acclusa nel testo tedesco e nella traduzione italiana ( Allegati III e IV ) e che ho consegnato oggi stesso personalmente al Sig.  Boelitz. In essa ho innanzi tutto confutato le inammissibili asserzioni del Governo ed ho poi proposto le basi generali per l'anzidetto nuovo regolamento delle prestazioni finanziarie dello Stato alla Chiesa in Prussia. Se si riuscirà
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a raggiungere un accordo di massima, occorrerà poi di curarne l'applicazione per ogni singola diocesi, essendo la situazione diversa in ciascuna di esse.
Nell'implorare pertanto i venerati ordini dell'Eminenza Vostra per l'ulteriore trattazione di questo importante, complicato e difficile affare, m'inchino umilmente al bacio della sacra Porpora e con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Dell'Eminenza Vostra Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 26. Juni 1924 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 168, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/168. Letzter Zugriff am: 09.07.2020.
Online seit 18.09.2015, letzte Änderung am 26.06.2019