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Dokument-Nr. 1740
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
Berlin, 06. September 1925

Regest
Pacelli bestätigt den Erhalt der Weisung betreffend die Zusammenarbeit der Zentrumspartei mit der Sozialdemokratie und verweist auf seinen Bericht vom vergangenen Oktober zu Ursprüngen und Bedeutung dieser Zusammenarbeit. Bei einer Reise nach Breslau informierte er Fürstbischof Kardinal Bertram vertraulich über die diesbezügliche Position des Papstes und bat Bertram, diese streng vertraulich bei der Fuldaer Bischofskonferenz an die anderen Bischöfe weiterzugeben. Bertram legte seine Stellung hierzu in einem Brief dar, den der Nuntius beifügt und den die anderen Bischöfe einstimmig guthießen.
Bei einem Besuch teilte Pacelli auch dem Parteivorsitzenden des Zentrums Marx vertraulich die Direktive des Heiligen Stuhls mit. Der Nuntius konstatiert eine gewisse Wirkungslosigkeit seiner Ermahnungen, da Marx erklärte, seine Parteipolitik dem Heiligen Stuhl persönlich dargelegt und hierfür die Approbation Gasparris wie des Papstes erhalten zu haben. Pacelli fügt an, von verlässlicher Seite erfahren zu haben, dass Marx in einer Fraktionssitzung optimistisch von seiner Romreise berichtete und den Anschein erweckte, seine Parteilinie hätte volle Zustimmung beim Heiligen Stuhl gefunden. Ferner weist der Nuntius auf die Vorsicht hin, mit der er selbst agieren muss, um seine Position als Diplomat nicht dadurch zu kompromittieren, dass in der Öffentlichkeit seine Einflussnahme auf Parteiinterna verbreitet wird.
Unabhängig von Marx' Ansichten nähert sich die Zentrumspartei Pacellis Meinung nach den rechten politischen Kräften an, was die Zentrumsbeteiligung an der gegenwärtigen Regierung zeige, in der weder Sozialisten noch Demokraten vertreten seien. Dass dieser Richtungswandel den Fraktionsaustritt des Ex-Kanzlers und Hauptvertreter des linken Parteilflügels Wirth hervorrief, und die damit verbundenen Parteinahmen machen für den Nuntius die seit längerem bestehende innere Krise des Zentrums sichtbar. Zum Schluss weist Pacelli auf die anstehenden Verhandlungen für ein Reichsschulgesetz hin, die seiner Ansicht nach den Gläubigen die tiefen und unüberwindlichen Divergenzen zwischen der katholischen und der sozialistischen Lehre aufzeigen werden.
Betreff
Sulla collaborazione dei cattolici coi socialisti in Germania – Sul partito del Centro
Eminenza Reverendissima,
Mi pervenne a suo tempo il Rapporto dell'Eminenza Vostra Reverendissima N. 41965 del 28 Maggio c. a. relativo alla collaborazione del partito del Centro coi socialisti.
Non ho bisogno di riferire qui all'Eminenza Vostra sulla origine, il significato e la estensione di detta collaborazione, avendo un tale argomento formato già oggetto del mio rispettoso Rapporto N. 31414 del 22 Ottobre dello scorso anno.
Affine di eseguire le istruzioni impartitemi nel sullodato Dispaccio, profittai di una visita da me fatta in Breslavia nel Giugno scorso all'Emo Sig. Cardinale Bertram, cui manifestai riservatamente la Sovrana mente del S. Padre, pregandolo di darne comunica-
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zione strettamente confidenziale ai Revmi Vescovi della Germania in occasione della prossima Conferenza episcopale di Fulda. Il sullodato Eminentissimo espose il suo pensiero al riguardo nella lettera, che qui acclusa compio il dovere d'inviare in copia all'Eminenza Vostra, e, di passaggio testé per Berlino, mi significò che i menzionati Vescovi, ai quali aveva dato lettura della medesima, ne avevano approvato unanimemente il contenuto.
Egualmente, essendo il Sig. Marx, ex-Cancelliere del Reich e Capo del partito del Centro, venuto a visitarmi dopo il suo pellegrinaggio a Roma dello scorso mese di Maggio, gli diedi, sempre in via riservata, notizia delle direttive della S. Sede. Debbo tuttavia confessare che le mie esortazioni al riguardo ebbero un assai scarso effetto, giacché il Sig. Marx mi disse che aveva avuto occasione di esporre personalmente alla S. Sede il suo punto di vista e la politica del partito, a cui egli presiede, e di aver avuto l'approvazione sia dell'Eminenza Vostra, come anche, dopo aver spiegato e risolto alcune obbiezioni, della stessa Santità Sua. In conseguenza di ciò, – come ho appreso da persona di fiducia –, in una riunione della frazione del Centro egli diede relazione del suo viaggio in modo del tutto ottimistico,
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quasi che la linea di condotta da lui seguita avesse incontrato la piena comprensione ed il gradimento della S. Sede.
Da parte mia, ho dovuto procedere con molta circospezione e riserva, giacché la posizione di questa incipiente e difficilissima Nunziatura di Berlino resterebbe forse irreparabilmente compromessa, se trapelasse nel pubblico che il Nunzio entra, come che sia e per qualsivoglia motivo, nelle questioni di partito od intende di influire sulla politica interna dei cattolici tedeschi. Del resto, malgrado le vedute del Sig. Marx, la frazione del partito del Centro nel Reichstag ha già iniziato la sua evoluzione verso la destra, partecipando all'attuale coalizione nel Governo del Reich , in cui non entrano né socialisti né democratici. Tale cambiamento d'indirizzo ha anzi, come è noto, condotto alla uscita del Wirth, il più spiccato rappresentante dell'ala sinistra del Centro, dal suddetto gruppo parlamentare.
Questo gesto dell'ex-Cancelliere ha reso ancor più visibile la crisi interna, che già da tempo travaglia quel partito. Sebbene la stampa del Centro abbia in generale deplorato l'atto del Wirth, il cui esempio non è stato sinora seguito da altri deputati, è tuttavia certo
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che egli ha un numero assai notevole di seguaci nelle file democratiche e repubblicane del partito, soprattutto in alcuni centri industriali, come ha dimostrato, ad esempio, la risoluzione approvata all'unanimità dal Comitato regionale delle Associazioni cattoliche operaie di Düsseldorf il 31 Agosto p. p.
È opportuno infine di rilevare come le appassionate discussioni, che provocheranno senza dubbio i prossimi dibattiti sulla già annunziata legge scolastica per il Reich, renderanno più chiare agli occhi dei fedeli le profonde, irriducibili divergenze, che separano la dottrina cattolica dalle teorie socialiste, e contribuiranno così a diminuire i pericoli giustamente temuti dalla S. Sede.
Chinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 06. September 1925 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 1740, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/1740. Letzter Zugriff am: 20.08.2019.
Online seit 20.12.2011, letzte Änderung am 26.06.2019