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Dokument-Nr. 2045
Pacelli, Eugenio an Pizzardo, Giuseppe
Rorschach, 21. November 1925

[Kein Betreff]
Carissimo Monsignore
Mi è giunta la Sua carissima del 18 corrente. Son contento che la questione della decorazione per il Sig. Rieth sia ormai risoluta e ne La ringrazio di cuore. Tengo tuttavia a ripeterLe che io non avevo nella medesima nessun interesse personale. Il prezioso tappeto persiano è un dono fatto alla Nunziatura, vale a dire alla S. Sede. Se la decorazione avesse ancora tardato a venire, io avrei semplicemente restituito il tappeto al donatore. – Vorrei ora chiedere una decorazione (Commenda) per un deputato del Reichstag, ottimo cattolico, appartenente all'ala destra del Centro. Mi è stato vivamente raccomandato, e tale onorificenza servirebbe di contrappeso alle due date dalla S. Sede (a mia insaputa) a due altri deputati, appartenenti invece all'ala sinistra del Centro stesso. Naturalmente io farebbe<ei>1 la domanda d'accordo coll'Ordinario. Ma vorrei prima sapere se la domanda <stessa>2 verrebbe accettata, giacché non vorrei fare un buco nell'acqua e quindi una cattiva figura di fronte agli interessati. <Attendo una riga di risposta per mia norma.>3
Per ciò che riguarda il Concistoro, Ella conosce le mie idee circa il Cardinalato e comprenderà quindi che non ho dovuto fare uno sforzo eccessivo per mantenermi nello stato di santa indifferenza, così raccomandato da S. Ignazio nella sua ammirabile considerazione sul fine dell'uomo. Ho scritto subito a Mons. Cerretti una lettera di cordiale4 felicitazione, ed al "Cardinale Nipote", con cui ho relazione meno intime (Ella ricorderà forse, tuttavia, che, essendo io Segretario degli Affari EE. SS., mentre egli era semplice Segretario di Nunziatura a Madrid, lo raccomandai all'Emo Merry del Val, dietro preghiera dello Zio Cardinale, e con successo, perché fosse promosso direttamente Uditore di prima classe in Brasile), un biglietto di congratulazione. Siccome però quella indifferenza non importa che uno debba addirittura lasciarsi prendere in giro5, Le dirò con tutta franchezza che il motivo addotto per la mia preterizione non è il vero, ma un semplice pretesto e comodo paravento per coprire le
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vere e reali ragioni, le quali sono di natura, diciamo così, meno elevata. Naturalmente, siccome molti non crederanno all'anzidetto motivo-pretesto, i malevoli ne prenderanno occasione per fare commenti ed insinuazioni a mio riguardo; ma anche questa ed altre somiglianti umiliazioni mi potranno servire, se io saprò approfittarne, alla mia santificazione e ad assicurarmi meglio la salvezza dell'anima. – Ad ogni modo, data questa situazione, non potevo venire ora a Roma: è il consiglio che mi ha dato pure il caro amico Mons. Maglione, il P. d'Herbigny, pur così pio e santamente ottimista allorché fu di passaggio per Rorschach, ed altre persone fedeli ed amiche. Sono anzi contento di non trovarmi in questo momento nemmeno in Berlino, ove anche lì sarei stato assediato di domande sul come e perché ecc. Del resto, lavoro anche qui; tra ieri ed oggi ho mandato all'Emo Superiore cinque6 Rapporti su questioni importanti, mandatemi qui da Mons. Centoz, il quale m'interroga anche sulle altre piccole cose che sbriga poi egli stesso.
In segreto Le dico aver saputo da Mons. Maglione che fin dallo scorso mese di Maggio il Card. Gasparri gli offrì di andare a Parigi come successore di Mons. Cerretti. Sarebbe quindi strano se si facesse ora un cambiamento, per quanto degni possano essere anche gli altri candidati.
Mi giunse anche l'altra Sua carissima del 31 Ottobre. La ringrazio della spiegazione, in seguito alla quale scrissi a mio fratello di non più effettuare il versamento, del quale lo avevo subito incaricato. Ma Le confesso che io non riesco ancora ad orientarmi sul modo con cui si concepiscono e si trattano costì le cose a mio riguardo. Ma anche su ciò prego il Signore di darmi necessaria pazienza, come perdono le evidenti ingiustizie, di cui sono oggetto da parte dei Superiori, nella fiducia che il Signore perdoni a me i miei ben più numerosi e gravi peccati commessi contro la Divina Sua Maestà.
Per oggi chiudo raccomandandomi di gran cuore alle Sue fervorose e caritatevoli orazioni, mentre con inalterabile affetto mi è caro di confermarmi
Sempre Suo affmo
+ Eugenio P
<Prego, come al solito, di distruggere questa mia!>7
1Hds. von Pacelli korrigiert.
2Hds. von Pacelli eingefügt.
3Hds. von Pacelli eingefügt.
4"cordiale" hds. von unbekannter Hand unterstrichen.
5"prendere in giro" hds. von unbekannter Hand unterstrichen.
6"cinque" hds. von unbekannter Hand unterstrichen.
7Hds. von Pacelli eingefügt.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Pizzardo, Giuseppe vom 21. November 1925 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 2045, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/2045. Letzter Zugriff am: 18.10.2019.
Online seit 24.06.2016, letzte Änderung am 26.06.2019