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Dokument-Nr. 261
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
Rorschach, 03. Juli 1919

Regest
Der Entwurf der bayerischen Verfassung und die Vereinbarungen zwischen den Parteien widersprechen in einigen Punkten den Prinzipien der Kirche. Pacelli fordert deshalb, dass die bayerischen Katholiken stets das Konkordat zwischen dem Heiligen Stuhl und Bayern befolgen sollten, eine Warnung, die er der BVP auf indirektem Weg vertraulich zukommen ließ. Die Bemühungen Pacellis scheinen, angesichts der Pressenachrichten, etwas zu bewegen. Die "Augsburger Volkszeitung" hat von den Beratungen des Verfassungsausschusses über den Entwurf einer neuen bayerischen Verfassung berichtet, bei der Heinrich Held, Fraktionsvorsitzender der BVP, auf mögliche Konflikte zwischen der Kirche und dem bayerischen Staat hingewiesen und vor einem einseitigen Konkordatsbruch gewarnt hat. Außerdem habe Bayern sich in vielen Situationen nicht an die Gebote des Anstandes und der Höflichkeit gegenüber dem Heiligen Stuhl gehalten; beispielsweise hat man der Römischen Kurie die Bildung der neuen Regierung nicht mitgeteilt, wie es seinerzeit Reichsminister Ebert getan hatte. Der Verfassungsentwurf ist den Kirchenbehörden in Bezug auf die Kirchen- und Schulfragen sowie auf die Besetzung der Pfarreien nicht vorgelegt worden. Insgesamt sind die Religionsgesellschaften im Verfassungsentwurf schlechter und unklarer als in vielen anderen Ländern geregelt. Hoffmann erwiederte auf diese Rede, dass zu diesem Zeitpunkt noch keine Notwendigkeit bestehe, sich mit der Kirche direkt zu beraten, und bis dahin bliebe das Konkordat vom 5. Juni 1817 in Kraft. Sobald die Verfassung aber endgültig sei, würde man mit dem Heiligen Stuhl in neue Konkordatsverhandlungen treten. Er sagte außerdem, dass das Deutsche Reich eine Gesandtschaft beim Heiligen Stuhl errichten wolle. Da die Gesandtschaft des Reichs die der Länder aufheben würde, wäre also keine bayerische Gesandtschaft am Heiligen Stuhl möglich. Die katholische Zeitung "Bayerischer Kurier" stimmte der Rede Helds zu: die lange unbesetzten Pfarreien schadeten der katholischen Kirche und den Gläubigen, die bayerische Regierung hätte sich schon längst mit dem Heiligen Stuhl in Verbindung setzen müssen. Nach Meinung des "Bayerischen Kuriers" würde der Heilige Stuhl sich einer – zumindest vorläufigen – Einigung mit der Regierung nicht entziehen, zum Beispiel in der Frage der Besetzung der Pfarreien.
Betreff
Discussioni sul nuovo progetto di Costituzione in Baviera – Concordato e relazioni colla Santa Sede
Eminenza Reverendissima,
In un mio rispettoso Rapporto inviato verso il 20 dello scorso mese di Giugno (non posso indicare la data precisa, perché ho trasmesso, come d'abitudine, la minuta a Monaco per la necessaria registrazione nell'Archivio), trattando dell'attuale situazione politico-religiosa in Baviera, e particolarmente del recente progetto di Costituzione e degli accordi (Vereinbarungen) conclusi fra i partiti, i quali sono entrati nel nuovo Gabinetto di coalizione, ebbi l'onore di riferire all' Eminenza Vostra Reverendissima come, nel richiamare l'attenzione di Mons.  Arcivescovo di Monaco su vari punti, non conformi ai principi della Chiesa, contenuti in quegli accordi, avevo ripetutamente ed in modo
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speciale insistito sulla necessità che i cattolici abbiano sempre riguardo al Concordato esistente fra la Santa Sede e la Baviera, le cui disposizioni non è lecito in alcun modo di alterare senza il previo consenso della Santa Sede stessa. Una simile ammonizione ho fatto giungere anche per un'altra via confidenziale ed indiretta ai capi della Bayerische Volkspartei (antico Centro).
Tali premure non sono rimaste senza risultato. Leggo, infatti, nei giornali bavaresi giuntimi ora (cfr. il Numero 278 qui unito – Alleg. I – della Augsburger Postzeitung ) che il 25 Giugno scorso la Commissione incaricata di esaminare il suddetto progetto di Costituzione ha iniziato in Bamberga la discussione generale. Uno dei primi oratori è stato il deputato Held della Bayerische Volkspartei, il quale, dopo altre critiche mosse
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al progetto medesimo, ha soggiunto "Alcune disposizioni rendono possibili dei conflitti fra il Ministero ed il Landtag, fra lo Stato e le società religiose. Inoltre non veggo chiaramente quale posizione prende la Baviera di fronte ai pubblici trattati, da essa finora conclusi. Si pensa forse ad una rottura unilaterale del Concordato? Si è messo il Governo in relazione colla Santa Sede? La popolazione cattolica bavarese non può essere a ciò indifferente. Ha il Governo partecipato alla Curia Romana la sua esistenza? Eppure un tale atto sarebbe stato richiesto dai doveri della cortesia internazionale. Il Presidente dell'Impero Ebert ha ben notificato, al Sommo Pontefice la formazione del nuovo Governo. Il Nunzio in Monaco venne minacciato dai bolscevichi al tempo della dittatura dei Consigli, Il [sic] Ministro soviettista d'allora Dr.  Lipp si scusò(1). Ha il Presidente dei Ministri Hoffmann fatto passi, per riparare il torto commesso allora contro il Nunzio? È stato il progetto di Costituzione sottoposto alle supreme Autorità ecclesiastiche, per avere il loro giudizio circa le disposizioni riguardanti la Chiesa e la scuola? Perché non è possibile la provvista delle parrocchie?
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Medii e bassi funzionari lasciano giacere gli atti, giacché non ricevono più istruzioni per ciò che concerne i rapporti fra lo Stato e la Santa Sede. I diritti delle società religiose non sono regolati nel progetto in modo sufficiente; a questo riguardo le Costituzioni del Württemberg e del Baden sono molto più favorevoli e chiare. Nel nostro progetto manca una distinzione fra le società religiose riconosciute e non riconosciute, e non vi si dice se esse hanno i diritti di pubbliche corporazioni..."
Il Presidente dei Ministri Hoffmann, sebbene socialista antireligioso, non ha potuto sottrarsi alle incalzanti e categoriche domande rivoltegli dal deputato cattolico. Egli ha risposto: "Il Governo ha opinato che allo stadio attuale della questione non fosse ancora necessario di presentare il progetto alle supreme Autorità ecclesiastiche. Il Concordato continua ad essere in vigore. Nei capoversi 1 e 2 del paragrafo 13 trovansi enunciati i principi a ciò relativi. Nel momento, in cui la legislazione dovesse divenire definitiva, si verrebbe a trattative colla Curia Romana per una immediata
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riforma, modificazione o soppressione del Concordato." Dopo aver poi affermato, pur troppo, che gli accordi fra i tre partiti della coalizione debbono formare la base della nuova Costituzione bavarese, salvo naturalmente contrarie disposizioni della Costituzione dell' Impero, il Signor Hoffmann si è così espresso circa i futuri rapporti diplomatici fra la Santa Sede e la Baviera: "L'Impero Germanico (Reich) creerà una Legazione presso il Vaticano. Come è noto, le Legazioni bavaresi resteranno probabilmente soppresse dalla Costituzione dell'Impero. È dubbio se accanto alla Legazione dell'Impero potrà rimanere in Roma anche una Legazione di Baviera. Il Ministro Preger tratta presentemente per mio incarico in questo senso col Governo centrale."
La stampa cattolica ha fatto eco alle parole del deputato Held. Il Bayerischer Kurier del 26 Giugno scorso (Alleg. II) ha pubblicato un notevole articolo – la cui sostanza è stata anche diffusa all'estero da un telegramma dell'Agenzia Wolff –, nel quale, prendendo le mosse dalla
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questione della provvista delle parrocchie, la cui prolungata vacanza cagiona gravi danni alla cura delle anime ed agli interessi del clero, attacca il Governo bavarese per non essersi messo in rapporto colla Santa Sede allo scopo di regolare le pendenti vertenze politico-ecclesiastiche. Il giornale crede che, qualora il Governo medesimo si ponesse in relazione con essa, la Santa Sede, conformemente alle sue abitudini, non sarebbe aliena dall'addivenire ad un modus vivendi provvisorio, ad esempio concedendo <per le parrocchie>2 che lo Stato continui ancora ad esercitare il diritto di presentazione, a condizione naturalmente che adempia alla sua volta i corrispettivi obblighi concordatari.
Nel riferire quanto sopra all'Eminenza Vostra, m'inchino umilmente al bacio della Sacra Porpora e con profondissimo ossequio ho l'onore di confermarmi
Dell'Eminenza Vostra Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
(1)Questo particolare non è storicamente esatto, come è già noto all' Eminenza Vostra.
1Protokollnummer rekonstruiert aus Protokollbuch.
2Hds. eingefügt von Pacelli.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 03. Juli 1919 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 261, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/261. Letzter Zugriff am: 15.10.2019.
Online seit 04.06.2012, letzte Änderung am 10.09.2018