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Dokument-Nr. 2610

[Erzberger, Matthias]: Intorno al Libro giallo francese sulla alleanza franco-russa, vor dem 09. Oktober 1918

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A Parigi è stato or ora pubblicato, quasi come in risposta alle rivelazioni del Governo dei Soviets russo un Libro giallo sulla alleanza franco-russa. I giornali francesi ne riportano estratti. Siccome la scelta dei documenti che si rendon noti in questa maniera avviene secondo il
punto di vista particolare dei giornali, si ha un'idea quasi completa di tutto il libro.
Il Governo francese vuole provare con esso la tendenza pacifica della sua alleanza coll'Impero russo, in realtà, però, risulta dai documenti, quantunque scelti con tale intento, e con innegabile chiarezza, che la diplomazia francese durante quindici anni si sforzò di modificare la tendenza pacifica data al trattato dello zar Alessandro III in una tendenza aggressiva contro la Germania e l'Austria.
Questa tendenza aggressiva dell'alleanza franco-russa si dimostra fra l'altro in una nota del generale Miribel che viene pubblicata come appendice a un telegramma di Ribot all'ambasciatore francese in Pietroburgo, conte Monteballe, e nella quale le ragioni per cui la Francia vuol stringere una convenzione militare con la Russia sono esposte così:
Lo Stato Maggiore dell'esercito francese è profondamente persuaso che in una grande lotta l'essenziale è di cercare la distruzione del nemico principale: la sconfitta degli altri tien dietro inevitabilmente. In una parola,
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se la Germania è sconfitta, gli eserciti franco-russi imporranno la loro volontà all'Austria e all'Italia.
Con questa idea la Francia ha sacrificato tutto alla lotta contro la Germania. Ella ha provveduto in guisa da poter ingaggiare i 5/6 delle sue truppe di prima linea, in tutto 65 divisioni, nella lotta contro la Germania. Con le 65 divisioni ella attaccherà a fondo la Germania, sicché questa non possa dislocare nessuna parte delle sue forze per minacciare la Russia. Se la Russia è d'accordo, lascerà contro l'Austria-Ungheria solo le forze assolutamente necessarie e scaglierà tutte le rimanenti verso la Germania. Fatta la sottrazione indicata, la Russia disporrà ancora di circa 11 corpi d'armata (33 divisioni) che insieme con le 65 divisioni dell'esercito francese costituiranno una forza sufficiente, specie se sferrata al momento giusto, a tener testa all'esercito germanico.
L'adunamento di 11 corpi d'armata russi contro la Germania non basterebbe. Questi corpi bisogna, inoltre, che siano concentrati assai rapidamente, giacché questo è l'unico mezzo per sconvolgere un nemico che facendo assegnamento sulla celerità dei suoi mezzi di trasporto pensa di gettarsi innanzi tutto
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sulla Francia per sconfiggerla e di volgersi, quindi, contro la Russia. Un tale piano va sventato. Occorre fare di tutto perché le unità dell'esercito russo destinate alla lotta contro la Germania entrino il più presto possibile in campo. Gli undici corpi d'armata e il luogo della loro concentrazione devono essere quindi scelti in modo che l'avanzata sia facile e le truppe tedesche vengano raggiunte nel più breve tempo. Per quanto si sforzi, dato lo stato presente delle sue comunicazioni ferroviarie, la Russia non può impedire di essere in ritardo in confronto con la Germania. Tuttavia per il solo fatto che gli eserciti russi avanzano, la Germania sarà obbligata a immobilitare una parte delle sue forze sul fronte orientale e a deporre ogni speranza di barcamenarsi dall'est all'ovest e viceversa.
Si vede da ciò con quale cura la Francia organò [sic] la lotta contro la Germania. Che la Francia desiderasse la guerra si ricava pure dal documento del Libro giallo che contiene il colloquio del generale de Boisdeffre con lo zar Alessandro III il 17 agosto 1892. In questo colloquio lo zar dice che per il momento la pace non è minacciata. E prosegue:
"Del resto io credo che la nostra convenzione renderà buona la nostra situazione. Ma io vorrei aver la pace ancora per due anni almeno, giacché noi dobbiamo appron-
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tare i nostri armamenti e le nostre ferrovie e riaverci dalla carestia e dal colera."
Il desiderio di Alessandro III di almeno ancora due anni di pace svela la realtà e cioè che la Francia stimolava alla guerra. Di straordinario interesse è pure che il generale de Boisdeffre espose allo zar russo questo concetto della mobilitazione:
"La mobilitazione è la dichiarazione di guerra. Mobilitare significa costringere il nemico a fare il medesimo. La mobilitazione implica l'esecuzione dei trasporti strategici e la concentrazione."
Com'è noto, la Russia ha fatto suo questo concetto. Si ricorda la parte avuta dalla mobilitazione russa allo scoppio della guerra e che un ordine russo fu sequestrato dalle autorità militari tedesche secondo il quale la mobilitazione doveva significare lo stato di guerra con la Germania.
Del resto chi avesse ancora dubbi sull'indole della politica estera della Francia, specie durante l'èra Delcassé, può leggere un rapporto dello stesso Delcassé nel nuovo Libro giallo. Questo rapporto è tale che, lettolo, si è costretti a domandarsi se Clemenceau, il suo antico avversario, non l'abbia fatto pubblicare per vendetta, per attribuire a Delcassé tutta la responsabilità della sfortuna della Francia. Il documento risale all'agosto 1899. Bisogna tener presente che lo zar Nicola II, nell'agosto 1898, aveva emanato il suo invito alla prima conferenza per la pace in L'Aia e che egli in questo invito aveva esplicitamente manifestata la necessità di fondare la pace d'Europa sul mantenimento dello status quo. Ciò fece, come si sa, in Francia l'effetto d'una
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sgradita rivelazione perché al popolo era stata suggerita l'opinione che l'alleanza con la Russia non significava altro che la riconquista dell' Alsazia-Lorena. Il signor Delcassé, che aveva allora appunto incominciato il suo settennato al Ministero degli esteri, si adoperò subito per influire sul sovrano russo e indurlo a un'altra concezione dell'alleanza. Dopo lunghe trattative con Murawjeff egli si recò al principio d'agosto 1899 a Pietroburgo dove gli riuscì a carpire allo Zar la firma per una dichiarazione che mutava nel contrario l'indole dell'alleanza.
Il documento del Libro giallo è il rapporto che Delcassé fece il 12 agosto 1899 al Presidente Loubet sul risultato del suo viaggio a Pietroburgo. Delcassé dimostra in questo rapporto che la Duplice franco-russa fu costituita, in origine contro la Triplice, che tuttavia la Triplice si sgretolerà, probabilmente, alla morte dell'Imperatore Francesco Giuseppe. La conseguenza sarebbe che l'alleanza diverrebbe senza scopo proprio nel momento in cui essa sarebbe più necessaria per il mantenimento dell'equilibrio europeo. Occorrere [sic] quindi assicurare la durata dell'alleanza in connessione alla convenzione militare. Delcassé racconta nel suo rapporto che egli, il 6 agosto, una domenica, fu invitato a pranzo in Peterhof dallo zar e dalla zarina. Lo zar lo condusse subito dopo nella sua stanza da lavoro e Delcassé gli espose queste idee. Egli mette fine al suo rapporto, assicurando che lo zar condivise il suo modo di vedere, con queste parole testuali:
"A questo punto io mi permisi di presentare allo zar il disegno d'una dichiarazione da me composta la mattina del medesimo giorno. L'intesa del 1891 è in essa solennemente confermata ma la sua portata è in sommo grado estesa. Mentre i due Governi, nel 1891, si preoc-
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cupavano del "mantenimento della pace generale", nel mio disegno di dichiarazione è detto che essi si preoccupano egualmente del "mantenimento dell'equilibrio" fra le Potenze europee".
Inoltre con l'intreccio, nella dichiarazione, della convenzione militare col trattato diplomatico questo viene ad ottenere la voluta durata. L'Imperatore trovò che io avevo espresso esattamente il suo pensiero. L'accordo sulla base di questa dichiarazione esisteva già fra il Ministro degli esteri e me. Fu deliberato che il nuovo trattato, il cui contenuto e la cui esistenza dovevano assolutamente rimaner segreti, sarebbe stipulato alla mia partenza da Pietroburgo."
Poiché Delcassé aveva sempre sostenuto che con la cessione dell'Alsazia-Lorena alla Germania l'equilibrio europeo era stato turbato, è chiaro in che modo egli ingannò il debole zar Nicola.
Il Libro giallo si chiude del resto con due documenti i quali provano come la politica di Delcassé siasi sempre più allargata. Uno di questi documenti è il testo della Convenzione navale, firmata da Delcassé stesso, come Ministro della Marina, il 16 luglio 1912 e per la quale Russia e Francia si obbligarono a preparare già in pace le loro forze di mare a una guerra in comune contro le Potenze centrali. Questa convenzione fu, sotto l'influenza dell'Inghilterra, la conseguenza delle trattative franco-tedesche del Congo-Camerun.
La Germania e l'Austria-Ungheria, per mezzo dei loro rappresentanti in Parigi, fecero riflettere al Governo francese
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sull'indole pericolosa della convenzione. Il Presidente del Consiglio, Briand, che aveva allora l'interim del Ministro degli esteri, diede notizia di questo passo ai rappresentanti della Francia all'estero con un telegramma del 10. agosto 1912 nel quale si legge:
"Ai due incaricati d'affari (della Germania e dell'Austria-Ungheria) è stato risposto che il Governo francese per ciò che si riferisce ai rapporti con le potenze della Triplice, si mantiene fedele alle norme fondamentali della sua politica, cioè al mantenimento dell'equilibrio. Quanto alla convenzione navale fu risposto, riconoscendone apertamente l'esistenza, che certi nuovi problemi che s'impongono alla attenzione dei Governi europei hanno pure effetti strategici dei quali è necessario che si occupino gli Stati Maggiori degli eserciti e flotte alleate".
Con questo cavilloso telegramma di Briand, nel quale egli adduce per motivo delle convenzioni militari franco-russe "certi nuovi problemi", il Libro giallo si chiude. Si vede che la frase del mantenimento dell'equilibrio europeo, per i detentori francesi del potere ha significato, in fondo, sempre lo stesso.
Mentre il "Temps" cerca di spogliare il più possibile i documenti del Libro giallo dal loro carattere aggressivo, il "Populaire" li sottopone a una critica spietata. Esso scrive che il Libro giallo non costituisce per nessun verso una risposta alle rivelazioni del Governo dei Soviets russo; che tutto il materiale a carico è stato accuratamente tralasciato e che sopratutto solo documenti sino all'agosto 1912
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sono stati pubblicati. In nessun luogo si manifesta un accenno sulle aspirazioni russe su Costantinopoli; nulla è stato pubblicato di ciò che preparò il trattato segreto dell'aprile 1915. Ribot promise a suo tempo la completa pubblicazione di tutti i documenti scambiati fra la Russia e la Francia nella questione dell'alleanza: con il Libro giallo dato alla luce questa promessa non è stata mantenuta. Tuttavia i documenti in esso contenuti bastano a caratterizzare il vero carattere della alleanza franco-russa.
Empfohlene Zitierweise:
[Erzberger, Matthias], Intorno al Libro giallo francese sulla alleanza franco-russa vom vor dem 09. Oktober 1918 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 2610, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/2610. Letzter Zugriff am: 13.08.2020.
Online seit 02.03.2011, letzte Änderung am 09.03.2011