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Dokument-Nr. 313
Schioppa, Lorenzo an Gasparri, Pietro
München, 28. Januar 1919

Regest
Schioppa sendet Gasparri einen Bericht über die Verordnung des bayerischen Kultusministers über den Besuch des Religionsunterrichts und die Teilnahme der Schüler und Schülerinnen an religiösen Übungen. Demnach sollen die Erziehungsberechtigten über die Teilnahmepflicht der Schüler am Religionsunterricht und an Gottesdiensten entscheiden, Schüler könnten aber nicht zur Teilnahme gezwungen werden. Der "Bayerische Kurier" kommentierte, dass diese Verordnung eine Entfernung vom bisherigen Konzept des Staates sei und dass das bayerische Volk unter dem Joch des Bolschewismus lediglich brummeln könne und sich lieber dem Tanz hingegeben habe. Schioppa bestätigt diese alltägliche Dekadenz Bayerns und vergleicht sie mit dem "panem et circenses" des alten römischen Reichs. Die bayerischen Bischöfe brandmarkten die Entbindung der Kinder vom Besuch des Gottesdienstes und sonstigen religiösen Verpflichtungen als Eingriff in das innerkirchliche Rechtsgebiet.
Betreff
Contro l'Istruzione religiosa nelle scuole di Baviera
Eminenza Reverendissima,
Qui unito ho l'onore di inviare a Vostra Eminenza Reverendissima il numero 27  (28 Gennaio 1919) della Bayerischen Staatszeitung (parte ufficiale) in cui è pubblicata un'Ordinanza (N. 3563 – 25 Gennaio 1919) del Ministro dell'Istruzione e del Culto sulla frequenza all'Istruzione religiosa e la participazione [sic] degli alunni e delle alunne agli esercizi religiosi.
L'Ordinanza suddetta, tradotta, dice:
I°) "Contro la volontà di quelli che hanno dritto [sic] di educare, un fanciullo non può essere spinto a prendere parte ad un insegnamento religioso e ad un servizio divino".
In applicazione di questo principio fondamentale valgono per tutte le scuole dello Stato Popolare di Baviera le seguenti disposizioni.
1° In seguito ad un'orale o scritta dichiarazione della volontà di coloro che hanno dritto [sic] ad educare, dichiarazione fatta presso il direttore della scuola o l'insegnante
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della classe, sono gli alunni e le alunne senza indugio dispensati dalla frequenza all'insegnamento religioso ed al catechismo, che dovrebbe ricompensare l'insegnamento religioso.
2°) Senza riguardo se gli alunni e le alunne siano o no dispensati dall'insegnamento religioso, possono dal punto di vista della scuola, coloro che hanno il diritto di educare, liberamente, cioè senza speciale avviso ed approvazione, stabire [sic] se e in quali limiti i fanciulli debbano frequentare il servizio divino in generale e quello della scuola (°) e adempire gli altri doveri religiosi.
3°) La scuola non deve – eccetto l'insegnamento religioso regolamentare – applicare alcun mezzo disciplinare di costrizione per fare adempire i compiti religiosi.
4°) Gli alunni e le alunne, i quali in seguito ad una dichiarazione della volontà di coloro che hanno il diritto di educare, sono dispensati dall'insegnamento religioso, non saranno esaminati né qualificati nell'istruzione religiosa.
II° "Gli insegnanti non sono obbligati a cooperare alla sorveglianza degli alunni e delle alunne durante l'in
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segnamento del catechismo, del servizio divino comune e di quello della scuola e di qualunque altra cerimonia religiosa."
III°) "Sono abolite le Ordinanze che si trovano nei programmi scolastici od altrove, le quali contradicono alle precedenti disposizioni".
Fin qui l'Ordinanza ministeriale, alla quale credo non inutile aggiungere alcuni commenti ricavati dall'articolo che il Bayerische Kurier scrive in proposito.
"Questa Ordinanza, dice il giornale, significa un chiaro allontanamento del nuovo Stato dal concetto dello Stato, che si è avuto fin ora; la negazione in principio ed in fatto dell'influenza cristiana nella nostra vita Statale e Culturale...La Baviera prima in Germania!
Nessuno Stato tedesco ha finoggi osato di fare quello che il Ministro dei Culti bavarese ha ora ordinato, eccetto il suo cugino di nome, Hoffmann, dai 10 precetti dati in Prussia, il quale però, in seguito all'indignazione del popolo cristiano, fu subito spazzato via. Solamente la Baviera, continua il foglio, porta pazientemente il giogo, che le ha imposto la politica culturale del Bolcevismo, lo porta borbottando, ma si aiuta colle danze per far passare questo critico tempo."
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Infatti, sembra inverosimile ma pure è così. Con una guerra perduta, con le minaccie della fame alla porta, una rivoluzione ancora non completamente sedata all'interno, qui non si fa che ballare, ballare di giorno e di notte, in case private ed in pubblici locali. I giornali riboccano di avvisi di scuole di ballo, di esercizi di ballo, di caffè e circoli dove si balla... Proprio come alla decadenza dell'Impero romano: panem et circenses!
Intanto i Vescovi Bavaresi della destra del Reno hanno pubblicato in data di oggi la seguente protesta:
"Il 25 Gennaio (pubblic. 27 Gennaio) un'Ordinanza del Ministero dell'Istruzione ha dichiarato di libera scelta l'insegnamento della religione nelle scuole bavarese [sic] e l'ha deferita alla volontà di coloro che hanno diritto di educare.
Dai Vescovi Bavaresi questo nuovo atto di violenza da Kulturkampf contro la Religione e la Chiesa è per ora respinto per ragioni giuridiche e morali, sociali ed educative. I diritti che nel Concordato e nel secondo appendice [sic] alla Costituzione Parag 38  furono concessi alla nostra Chiesa in riguardo all'Istruzione religiosa del popolo sono sottratti all'arbitrio di un singolo Ministro della Rivoluzione. Noi dobbiamo additare come
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inaudita usurpazione ed ingerenza dei diritti interni della Chiesa, se per le scuole dello Stato sarà concesso ai genitori o ai tutori il diritto di dispensare i fanciulli dall'assistenza del servizio divino e degli altri doveri religiosi come da precetti della Chiesa che obbligano rigorosamente. Conflitti di coscienza presso molti fanciulli ed una buona parte degli insegnanti, discordie domestiche, interminabili agitazioni del nostro popolo e crescenti pericoli morali per la gioventù sono le necessarie conseguenze di questo nuovo preludio di battaglia contro la Religione e la Chiesa. Ora i genitori hanno la parola".
Nell'inviare qui unito a Vostra Eminenza il Numero 29 del Bayerische Kurier, che riporta la protesta di cui sopra, ho l'onore d'inchinarmi umilmente al bacio della Sacra Porpora e con sensi di profondissima venerazione mi pregio di confermarmi
di Vostra Eminenza Reverendissima
Obblmo devmo umilmo servo
Lorenzo Schioppa
Uditore

[auf 49v] (°) Nelle città gli alunni delle scuole avevano un servizio divino speciale, mentre nelle campagne andavano nella chiesa comune.
Empfohlene Zitierweise:
Schioppa, Lorenzo an Gasparri, Pietro vom 28. Januar 1919 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 313, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/313. Letzter Zugriff am: 23.08.2019.
Online seit 04.06.2012, letzte Änderung am 29.09.2014