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Dokument-Nr. 321
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 18. März 1919

Regest
Die neue vom Rätekongress in Bayern gebildete Regierung unter dem MSPD-Politiker Martin Segitz, von der man glaubte, sie stehe nun fest, wurde von den Abgeordneten abgelehnt; mehrere für die neue Regierung bestimmten Mitglieder waren nicht bereit, die Ämter anzutreten. Die "Münchener Post" habe in einem Artikel betont, wie wichtig es sei, den Landtag wieder einzuberufen, denn eine neue Regierung dürfe nur durch den rechtmäßig gewählten Landtag bestätigt werden. Dies sei dringend, weil nur eine beschlussfähige Regierung das Volk vertreten und mit dem Ausland verhandeln kann, insbesondere über die Lieferung von Lebensmitteln, da diese sonst bald ausgehen würden. Daraufhin hätten sich Vertreter der bayerischen MSPD, der USPD und des Bauernbunds in Nürnberg versammelt und Verhandlungen zur Regierungsbildung geführt. Sie arbeiteten ein Aktionsprogramm aus, dem alle Parteien zustimmen sollten. Unter anderem wurden die sofortige Einberufung des Landtags und die Bildung einer sozialistischen Regierung, die Verabschiedung einer provisorischen Verfassung, die Anerkennung von Mitwirkungsrechten der Räte in verschiedenen Vertretungen, die Übertragung gesetzgeberischer Vollmachten auf die Regierung und die Schaffung einer Propagandastelle für die Volksaufklärung vereinbart. Dieses Programm wurde am nächsten Tag vom Rätekongress angenommen, von den Kommunisten aber heftig kritisiert. Pacelli bemerkt, dass dieses Programm eine völlig neue politische Situation in Bayern hervorgebracht hat, die in der Teilung der Macht zwischen Regierung, Landtag und Räten besteht. Die Schwächung des Landtags und die Übertragung legislativer Machtbefugnisse auf die Regierung bis zum Inkrafttreten der neuen Verfassung erinnern seiner Ansicht nach an eine Diktatur. Am 17. März traten die Landtagsabgeordneten zusammen und wählten Johannes Hoffmann zum neuen Ministerpräsidenten. Pacelli betont schließlich, dass in Deutschland lediglich Bayern von radikalen Kräften beherrscht werde. Die Bayerische Kammer, die einmal als "Dunkelkammer des Reichs" gekennzeichnet wurde, sei jetzt die einzige "rote Kammer" des neuen deutschen Freistaates.
Betreff
Crisi di Governo in Baviera
Eminenza Reverendissima, Facendo seguito al mio rispettoso Rapporto N. 12243 in data del 4 corrente, compio il dovere di continuare a riferire all'Eminenza Vostra Reverendissima la cronaca degli avvenimenti politici svoltisi in questi giorni nella Baviera.
Mentre sembrava che il nuovo Governo, eletto dal Congresso dei Consigli, fosse un fatto compiuto, si apprendeva dai giornali – tuttora sotto il controllo del Consiglio centrale – che il Governo invece era in piena crisi.
Il Deputato Dr.  Suessheimsocialista della maggioranza – in una conferenza tenuta il giorno 3 corrente a Fürth aveva detto: "Gli Spartachiani e gli Indipendenti si sono dati da fare per creare un Ministero. Ora un Ministero, nelle circostanze attuali, è soltanto possibile sulla base della democrazia e della socializzazione. Un Ministero deve essere l'esponente non soltanto di una corporazione particolare, ma deve avere a base la rappresentanza di tutto il popolo. Qualunque altro Ministero mancherebbe della necessaria fiducia e non avrebbe i
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mezzi di poter governare". Per tale ragione egli stesso (il Suessheim) aveva rifiutato l'offerta fattagli di un portafoglio. Parimenti aveva rifiutato il Segitz. Niekitsch non poteva essere Ministro, succedendo ad Hoffmann, incontestabilmente una delle più autorevoli personalità del passato Ministero. Anche Endres (designato pel Ministero della giustizia) aveva dichiarato l'impossibilità di entrare nel progettato Ministero.
In seguito a tale sensazionale rivelazione del detto Deputato si chiariva il fatto, che in tutti aveva destato un impressionante stupore, che cioè dei Ministri nominati dal Congresso dei Consigli nessuno si era fatto vivo in pubblico e nessuno aveva preso possesso del proprio dicastero.
Il giorno 5 la "Münchener Post" (organo dei socialisti della maggioranza) pubblicava: "Nella sessione dei Consigli del giorno 28 Febbraio la proposta di Mühsam per una Repubblica dei Consigli fu respinta con 234 voti contro 70. Contro tale proposta si erano schierati i socialisti della maggioranza, la Lega dei contadini ed un forte gruppo di socialisti indipendenti. Parimenti si aveva il proposito di rivovare <riconvocare>1 il Landtag. Ciò rappresenta una necessità vitale per la Baviera. Le nostre riserve di grano finiranno nelle prime settimane di Maggio. La Baviera deve trattare con l'America, affine di avere dei viveri per la fine di Maggio. Queste trattative
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erano state già iniziate dal Ministro Auer col rappresentante in Monaco dell'America. Ora costui – Mr.  Field – è andato via a causa dei moti della città; ed è impossibile sperare dall'America dei viveri, se noi – come ha dichiarato Wilson – non avremo un Governo legalmente costituito e che goda veramente la fiducia del popolo. Soltanto un Governo eletto dal Landtag può avere queste due qualità, di parlare cioè in nome del popolo ed essere atto a trattare coll'Estero. La sollecita riconvocazione del Landtag è una necessità assoluta".
Questo interessante articolo dette luogo ad una riunione tenutasi a Norimberga fra i socialisti della maggioranza e quel<g>li2 indipendenti, per fissare un programma comune di azione, che potesse venire accettato da tutti i partiti. Il programma suddetto conteneva i seguenti articoli:
1°) Immediata convocazione del Landtag per una breve seduta; formazione di un Ministero socialista composto dalle due frazioni dei socialisti medesimi; riconoscimento di tale Ministero da parte del Landtag; presentazione di una costituzione provvisoria.
2°) Concessione di larghi e pieni poteri da parte del Landtag al Ministero pel disbrigo degli affari.
3°) Creazione di un ufficio stampa per illuminare il popolo.
4°) Il potere legislativo ed esecutivo durante il tempo del regime provvisorio rimane unicamente nelle mani del Ministero. Un rappresentante dei Consigli dei soldati, operai e contadini può
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con voto consultivo prendere parte alle sedute del Consiglio dei Ministri.
Seguono altri articoli che non riflettono direttamente la questione del Governo.
È da rilevarsi che il su esposto programma era firmato da vari socialisti indipendenti, i quali fino ad ieri rappresentavano l'ala sinistra del loro partito, come il Ministro per le cose sociali Unterleitner ed il Segretario del defunto Eisner, Fechenbach. Anche parecchi influenti membri della Lega dei contadini avevano dichiarato di aderirvi.
Da due giorni si era aperta su tale programma la discussione nel Congresso dei Consigli, che tenne sedute nelle ore antimeridiane e pomeridiane, quasi ininterrottamente. Oratori pro e contro il programma di Norimberga si batterono come leoni. Il Deputato Suessheim, il Ministro Unterleitner ed il Fechenbach sostenevano a spada tratta il programma. Landauer –spartachiano – si agitava con proposte, che si succedevano l'una dopo l'altra, allo scopo di far rimanere il potere nelle mani del Congresso dei Consigli, almeno il più che fosse possibile.
Intanto si presentava una nuova lotta. Gli operai disoccupati avrebbero voluto una loro rappresentanza diretta in seno al Comitato d'azione. La proposta fu dibattutissima. Le tribune presero parte alla discussione con mezzi anche non parlamentari. Il clamore giunse al colmo fino a che il Congresso decise favorevolmente per
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la rappresentanza suddetta. Così si perdette un'altra giornata, quella del 6, e la questione della fondazione del Governo venne rimandata al giorno dopo.
In tali circostanze, e per reagire contro la prepotenza degli estremi, si andava però frattanto delineando una tendenza, secondo la quale, nel caso in cui il Congresso non avesse deliberato per la convocazione del Landtag, questo avrebbe dovuto esser radunato in un'altra città. Vi sarebbe stato il pericolo di un grave conflitto fra i due Governi, ma, come affermavano i sostenitori di questo progetto, Monaco, non essendo tutta la Baviera, sarebbe rimasta isolata. È da rilevarsi che tale tendenza faceva capo al Fechenbach, che era l'interprete più fido del pensiero di Eisner. Egli ebbe il coraggio di gridare in pubblico Congresso sul viso al gruppo spartachiano Mühsam-Toller-Landauer: "Voi non siete la Baviera; voi siete appena Monaco!"; grido che gli costò invettive da parte degli spartachiani come queste: "Vigliacco! traditore! Fechenbach-Annibale! Apostata!"
Finalmente il giorno 7 si potette avere una riunione in Monaco dei deputati del Landtag appartenenti alla frazione dei socialisti dalla maggioranza, di quelli della Lega dei contadini e di una Commissione del Congresso dei Consigli. In questa riunione improvvisamente si passò sopra all'accordo di Norimberga, come se esso non fosse esistito, e si accentuò la corrente in favore del sistema dei Consigli.
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Nella seduta pomeridiana, però, Hoffmann, della Lega dei contadini, la quale più di tutti gli altri partiti spingeva per la soluzione della crisi e per la convocazione del Landtag, annunziò che si era venuto ad un accordo fra le due frazioni dei socialisti e la Lega suddetta (senza però chiedere il consenso dei partiti borghesi) sul seguente programma:
1. Sollecita convocazione del Landtag per una breve seduta; formazione di un Ministero socialista formato dalle due frazioni con la creazione di un Ministero per l'agricoltura e le foreste, da occuparsi da un membro della Lega dei contadini, dietro parere del Consiglio dei soldati, operai e contadini; riconoscimento da parte del Landtag di questo Ministero; presentazione di una Costituzione provvisoria.
2. Concessione di ampi e larghi poteri da parte del Landtag a tale Ministero per il disbrigo degli affari del paese.
3. Completamento e perfezionamento della sezione propaganda per illuminare il popolo.
4. Il potere legislativo ed esecutivo rimane, durante il regime provvisorio, unicamente nelle mani del Ministero. Un rappresentante del Consiglio dei soldati, operai e contadini può con voto consultivo assistere alle sedute del Consiglio dei Ministri.
5. Sollecita creazione di una libera milizia popolare, formata da operai organizzati; sollecito scioglimento
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dell'attuale esercito.
6. Nelle rappresentanze dei Comuni, dei Distretti, dei Circondari e dello Stato i Consigli dei soldati, operai e contadini hanno il diritto di una pratica cooperazione per mezzo di Commissioni. Nel Ministero degli Interni si deve creare una sezione per la organizzazione dei Consigli e nominarne i membri col consenso del Comitato di azione.
7. Ai Consigli dei soldati, operai e contadini appartiene inoltre il diritto di presentare al Landtag ed al Governo lagnanze, petizioni e proposte di leggi e lasciar difendere queste ultime ogni volta da un loro rappresentante. Ai nuovi Consigli da eleggersi spetta l'appello al popolo contro le conclusioni del Landtag (Referendum).
8. Le nuove elezioni dei Consigli debbono farsi al più presto in base al voto proporzionale. Circa il diritto di voto attivo e passivo si stabiliranno speciali regole dall'intero Ministero colla cooperazione del Comitato di azione.
9. I diritti dei Consigli debbono essere fissati immediatamente per legge, prendendo in considerazione i punti 6 e 7.
Il giorno seguente – l'8 – questo programma fu accettato dal Congresso, dopo un'accanita discussione fra le grida assordanti degli Spartachiani contro i maggioritari: "Traditori! Vergognatevi!"mentre Mühsam ripeteva sacrilegamente le parole: "Padre, perdona loro perché non sanno quel che fanno"!
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Levien dichiarava che i Comunisti rifiutavano qualunque cooperazione al governo; una donna, Heymann, anch'essa del Congresso, esclamava che la risoluzione era uno schiaffo in faccia agli operai; Toller annunziava che la sinistra passa armi e bagagli all'opposizione e minacciava la terza rivoluzione; le tribune gridavano ironicamente: "Viva il Re! Abbasso il Congresso!"
Coll'accoglimento del suddetto programma si veniva a formare in Baviera una situazione politica del tutto nuova: la spartizione del potere fra il Ministero, il Landtag ed i Consigli. Dovendo, durante il regime provvisorio, tutta la potestà legislativa ed esecutiva rimanere soltanto nelle mani del Ministero, un tale potere del nuovo Governo, sebbene fondato sul consenso dei rappresentanti del popolo, pure si avvicina abbastanza ad una dittatura. Il Landtag poi apparisce molto diminuito nelle sue funzioni e nell'esercizio della sua volontà sovrana. Esso non forma, il Ministero, giacché lo deve semplicemente confermare, né può esercitare le sue funzioni legislative, fino alla compilazione della Costituzione. Invece i diritti dei Consigli fin dal 21 Febbraio – giorno in cui scoppiò la seconda rivoluzione - sono accresciuti straordinariamente.
Membri dei Consigli possono prendere parte con voto consultivo alle sedute del Consiglio dei Ministri; il Comitato di azione dei Consigli dei soldati, operai e contadini si associa alla formazione di un Ministero socialista; nel Landtag stesso
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entrano i Consigli come un nuovo elemento, potendo essi presentare e difendere proposte di leggi ecc.; il loro potere importantissimo e decisivo arriva fino al punto che essi possono appellare al Referendum popolare contro le conclusioni del Landtag stesso. Come ha scritto il Fechenbach in un notevole articolo su Eisner, questo programma formalmente si oppone alla Repubblica dei Consigli, ma di fatto tale sistema di Governo non significa altro che la Repubblica anzidetta.
Ciò nondimeno, tanto la Bayerische Volkspartei o Centro (che precedentemente aveva fatto una esplicita dichiarazione di accettare la forma repubblicana) quanto il partito democratico tedesco (borghese), quantunque, come ho detto di sopra, non fossero stati intesi sulla risoluzione circa la formazione del nuovo Ministero, dichiararono sotto alcune condizioni di accettarlo, sia per concedere finalmente al paese pace e tranquillità, sia per provvedere alla disastrosa situazione economica.
Al contrario molti socialisti indipendenti tennero un'assemblea generale in cui, fra le altre cose, affermarono la necessità della dittatura del proletariato, l'opposizione decisa contro il compromesso fatto dai socialisti della maggioranza, e la unione del partito indipendente coi Comunisti, proponendosi per un prossimo tempo una nuova rivoluzione della masse.
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Tale era la situazione, quando fu indetta la convocazione del Landtag pel giorno 17. Malgrado le più gravi preoccupazioni, essa avvenne con perfetta calma, grazie alle misure di straordinario rigore prese dal Comandante della città Dürr, le quali obbligarono gli estremi a rinunziare ai loro piani di nuove agitazioni. In tal guisa si poté svolgere tranquillamente l'ordine del giorno precedentemente fissato, che importava la elezione della Presidenza del Parlamento, l'accettazione della Costituzione provvisoria e la elezione del Ministro Presidente, il quale avrebbe dovuto poi scegliere i suoi collaboratori nel futuro gabinetto puramente socialista. A Presidente del Landtag venne eletto un deputato socialista della maggioranza, mentre al posto di vice Presidente furono nominati un deputato del Centro ed uno del partito popolare tedesco. Come era stato già <precedentemente>3 stabilito, la carica di Ministro Presidente venne affidata al già Ministro dei Culti Adolfo [sic] Hoffmann, dei socialisti della maggioranza.
Fu notevole in questa seduta la dichiarazione fatta dal deputato Speck a nome del partito popolare bavarese (Centro). Egli disse che il suo partito, in vista della gravissima eccezionale situazione, consentiva ad accettare la proposta Costituzione e ad appoggiare l'attuale Ministero, ma sperava, che, in riguardo alla questione delle relazioni fra la Chiesa e lo Stato, non si farebbero proposte che possano portare turbamen-
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ti nelle coscienze, altrimenti il partito si troverebbe nella necessità di mantenere il proprio punto di vista con ogni fermezza e con tutti i mezzi consentiti dal Parlamento.
Finalmente oggi 18 il Ministro Presidente ha presentato al Landtag, che l'ha approvata, la lista dei nuovi Ministri, di cui quattro sono socialisti maggioritari, tre indipendenti ed uno della Lega dei contadini. Il Ministro Presidente è anche Ministro dei culti e degli Esteri.
Data la situazione del Landtag e la formazione dell'attuale Ministero, la Baviera si trova oggi in una condizione ben diversa da quella degli altri Stati della Confederazione. Ad eccezione, infatti, del Braunschweig, dove il Landtag fu violentemente chiuso e finora non è stato riaperto, la sola Baviera è signoreggiata dai radicali. Perfino in Prussia si è potuto tranquillamente radunare il Landtag con tutte le forme della democrazia parlamentare, ma in Baviera la democrazia ha dovuto venire a patti col radicalismo e cedere. La Camera Bavarese, che prima era indicata come "la Camera oscura dell'Impero", oggi è divenuta invece l'unica Camera rossa della nuova Repubblica tedesca.
Chinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
1Hds. gestrichen und eingefügt von Pacelli.
2Hds. gestrichen und eingefügt von Pacelli.
3Hds. gestrichen und eingefügt von Pacelli.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 18. März 1919 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 321, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/321. Letzter Zugriff am: 08.12.2019.
Online seit 04.06.2012, letzte Änderung am 29.09.2014