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Dokument-Nr. 4043
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 22. Oktober 1917

Regest
Pacelli übersendet einen Bericht, den Erzberger aus der Schweiz erhalten hat. Die darin beschworenen Gefahren für den Heiligen Stuhl aufgrund der Situation in Italien bestehen tatsächlich. Pacelli bedauert mit Gasparri die gegenwärtige Blindheit und Starrköpfigkeit Deutschlands. Er berichtet von einem Besuch Bethmann Hollwegs vor einigen Tagen; wäre dieser noch an der Macht gewesen, hätte die päpstliche Friedensdiplomatie größeren Erfolg gehabt. Er ist durch die Impulsivität und Unbedachtheit Erzbergers zu Fall gekommen. Pacelli hofft, der neue Kanzler werde aufgeschlossener als der bigotte Protestant Michaelis. Erzberger ist zurzeit den Attacken von Katholiken und Parteigenossen ausgesetzt; Hertling äußerte sich gegenüber Pacelli häufig scharf gegen ihn und nannte ihn einen Agenten Bülows, dessen Berufung zum Kanzler er für eine Katastrophe hielte. Wie alle konservativen Katholiken, die Erzbergers Friedensresolution und die Parlamentarisierung Deutschlands ablehnen, ist auch Kardinal Hartmann Erzberger feindlich gesinnt. Trotz all dem möchte sich Pacelli bei aller Vorsicht nicht von Erzberger distanzieren, dessen Eigenschaften und Tatkraft er lobt und der der Nuntiatur und dem Heiligen Stuhl viele Dienste geleistet hat, obwohl es ihm an Klugheit und Diskretion mangelt.
[Kein Betreff]
Confidenziale e personale
Eminenza Reverendissima,
Ho l'onore d'inviare qui unita all'Eminenza Vostra Reverendissima una relazione giunta dalla Svizzera al Sig.  Erzberger e da questo ora rimessami. Per ciò che riguarda la situazione in Italia ed i pericoli, cui troverebbesi esposta la S. Sede, essa pur troppo non è lieta; ma probabilmente Vostra Eminenza non vi apprenderà nulla di nuovo. In ogni modo, Iddio proteggerà il Nostro sapientissimo ed amatissimo Santo Padre e l'Eminenza Vostra, che con tanto zelo ed abnegazione lavora per il bene della Chiesa e dell'umanità!
Ciò che l'Eminenza Vostra si degnava scrivermi colla venerata Sua lettera confidenziale del 13 corrente1, è verissimo, e niuno più di me deplora la cecità e l'ostinazione degli uomini che governano attualmente la Germania. Pochi giorni or sono, venne a visitarmi privatamente qui a Monaco il Sig. Bethmann-Hollweg. Io gli ricordai quanto mi aveva manifestato, in occasione della mia prima visita a Berlino, circa le varie questioni riferentisi alla pace, ed egli tutto ap-
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provò e confermò. Credo che se il Bethmann-Hollweg fosse rimasto al potere, la risposta della Germania all'Appello Pontificio sarebbe stata più conforme ai desideri giustissimi di Vostra Eminenza ed all'interesse stesso delle Potenze centrali. E dire che egli fu rovesciato proprio dall'ottimo Erzberger, al quale tuttavia, come mi soggiunse pure non senza amarezza, mostrava la massima fiducia! Io non voglio con ciò muover lamenti contro l'Erzberger, il quale fu tratto a quel passo, di cui forse non misurò la portata, dal suo carattere piuttosto impulsivo; ma sventuratamente le conseguenze sono state assai dannose. Vedremo ora se in seguito alla crisi, che si annunzia imminente, salirà al potere un uomo di vedute più larghe del protestante-bigotto Michaelis.
Per tornare al Sig. Erzberger, egli è in questo momento oggetto di grandi inimicizie e di vivissimi attacchi, anche da parte di molti ragguardevoli cattolici e membri del Centro. Lo stesso Sig. Conte von Hertling mi ha spesso parlato fortemente contro di lui, come di un uomo squilibrato, pericoloso e compromettente. Mi ha aggiunto che l'Erzberger è l'agente del Principe Bülow, il cui ritorno eventuale al Cancellierato l'Hertling considera (in seguito ai noti antichi dissapori col Centro) come una catastrofe; cosa, però, di cui sotto vari rispetti, si potrebbe forse dubitare. Ho saputo che pure l'Emo Card. Hartmann (di sentimenti
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– mi si dice – abbastanza pangermanisti) è recisamente avverso all'Erzberger, come lo sono tutti i cattolici conservatori, che condannano la nota manifestazione del Reichstag per la pace promossa dall'Erzberger stesso e le di lui tendenze in favore della "parlamentarizzazione" della Germania. Malgrado tali opposizioni, io non credo di poterlo abbandonare, giacché è intelligente, buono, animato dalle migliori intenzioni, di un'attività fenomenale ed ha reso e rende (solo forse fra gli uomini politici del Centro), spontaneamente, moltissimi servigi alla Nunziatura e alla S. Sede; ma naturalmente debbo usare la massima circospezione, tanto più perché fra le sue innegabili egregie qualità la prudenza, la misura e la riservatezza non si trovano certo in prima linea.
Dopo di ciò, augurando all'Eminenza Vostra dal Signore ogni Grazia ed ogni benedizione, con sensi d'inalterabile devozione, di vivissima riconoscenza e di profondissimo ossequio m'inchino al bacio della S. Porpora ed ho l'onore di professarmi
Dell'Eminenza Vostra Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
1"del 13 corrente" hds. unterstrichen, vermutlich vom Empfänger.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 22. Oktober 1917 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 4043, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/4043. Letzter Zugriff am: 10.12.2019.
Online seit 24.03.2010, letzte Änderung am 10.09.2018