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Dokument-Nr. 4064
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
Berlin, 27. Januar 1927

Betreff
Articolo del Rev.mo Mons. Prof. Egone Schneider (Paderborn) sulla permanenza in vigore della Bolla De salute animarum
Eminenza Reverendissima
Credo mio dovere di segnalare all'Eminenza Vostra Reverendissima un articolo del Rev.mo Mons.  Egone Schneider, già Uditore della S.R. Rota, ed ora Professore di diritto canonico nell'Accademia vescovile filosofico-teologica di Paderborn.
Il detto articolo è apparso sull'ultimo fascicolo della Rivista Theologie und Glaube (18. Jahr, 1926, 6. Heft, pagg. 805-828), edita dai Professori della menzionata Accademia, e porta il titolo "Die heutige Rechtskraft der Bulle De salute animarum".
In esso l'Autore prende in esame la questione, se la Bolla De salute animarum sia oggi ancora in vigore; questione, egli osserva, d'importanza non solo teorica, ma anche eminentemente pratica, essendo essa "decisiva per la provvista delle Sedi vescovili e dei canonicati in Prussia, e non senza influenza per
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i sussidi dello Stato alla Chiesa cattolica". Senza menzionare nemmeno l'Allocuzione concistoriale di Benedetto XV di s.m. del 21 Novembre 1921, e citando una sola volta in nota, quasi per transennam, i ben conosciuti articoli della Civiltà Cattolica su "i diritti o privilegi tollerati o concessi dalla S. Sede ai governi civili", egli sostiene che la succitata Bolla vige tuttora pienamente. Perdura quindi il diritto dei Capitoli cattedrali alla elezione del Vescovo, come il diritto dei Vescovi alla provvista della seconda dignità del Capitolo. È ben vero che la Curia (= la S. Sede) potrebbe con legge unilaterale, che obbligherebbe Vescovi e Capitoli, sottrarre a questi il loro rispettivo diritto; ma una tale legge non pregiudicherebbe il diritto dello Stato fondato sulla Convenzione concordataria; il Governo potrebbe quindi esigere in base alla Bolla "De salute animarum", che la Chiesa rispetti e riconosca in pratica i diritti dei Vescovi e dei Capitoli (pagg. 815-816).
Che anzi lo Schneider va anche più oltre, ed afferma che il diritto di cooperazione negativa, concesso già al Re di Prussia nel Breve Quod de fidelium ("quos ... nec Serenissimo Regi minus gratos esse noveritis"), è passato al nuovo Stato repubblicano, e che esso non è in opposizione coll'articolo 137
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della Costituzione del Reich , col quale sono inconciliabili soltanto i diritti di cooperazione positiva. Ammette tuttavia che la Prussia può (dunque non deve) rinunziare ai suoi diritti di fronte alla Curia o concludere colla S. Sede una nuova Convenzione in sostituzione della Bolla De salute animarum (pag. 828).
Siffatte asserzioni, contrarie ai principi della S. Sede ed alla sua attitudine non solo riguardo alla Prussia, ma anche di fronte ad altri Stati della Germania (come il Baden, il Württemberg e l'Hessen), da parte di un Prelato e Professore in un Istituto vescovile, sembrano, a mio umilissimo avviso, assai deplorevoli e tali da dare nelle mani del Governo armi per impedire la già così ardua azione della S. Sede diretta a rivendicare la libertà del Sommo Pontefice soprattutto nella nomina dei Vescovi. Non ho bisogno poi di mostrare quanto simili pubblicazioni intralcino pure le pendenti ed ancora tanto incerte trattative concordatarie.
Da quanto mi è stato riferito confidenzialmente, l'articolo di Mons. Schneider non sarebbe che la riproduzione, forse con qualche adattamento, di un Voto, che egli scrisse già su
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richiesta dell'Ambasciata di Germania presso la S. Sede, e per il quale avrebbe ricevuto un non esiguo compenso.
Chinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 27. Januar 1927 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 4064, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/4064. Letzter Zugriff am: 18.01.2020.
Online seit 25.02.2019, letzte Änderung am 26.06.2019