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Dokument-Nr. 4137
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 01. April 1921

Regest
Pacelli übersendet die Antwort des bayerischen Außenministers von Kahr auf seinen Brief vom 6. Februar 1921 bezüglich der Beschleunigung der Konkordatsverhandlungen und gibt den Text in italienischer Übersetzung wieder. Die Gründe für die Verzögerung liegen von Kahr zufolge sowohl an der Überlastung sowie an einer Erkrankung des bayerischen Kultusministers Matt als auch an bislang nicht geklärten Zuständigkeiten zwischen Bayern und dem Reich. Bezüglich zweier Punkte fügt Pacelli seine kritischen Anmerkungen hinzu: Erstens treffe die Behauptung von Kahrs nicht zu, dass die Reichsregierung nach der Erklärung vom 13. November 1920 die bayerischen Konkordatsverhandlungen hätten behindern können, da die Vorlage des Konkordatsentwurfs an das Reichskabinett vor der Einbringung im bayerischen Landtag lediglich die Gelegenheit dafür habe bieten sollen, zu prüfen, ob einzelne Bestimmungen im Widerspruch zur Reichsverfassung stünden. Nichtsdestoweniger gibt Pacelli zu, dass ungerechtfertigte Vorkehrungen der Reichsregierung nicht auszuschließen seien, falls der bayerische Konkordatsentwurf nicht mit dem Reichsschulgesetzentwurf übereinstimmen sollte. Zweitens habe von Kahr angemerkt, dass Matt vor seiner Antwort durch die derzeit in Planung befindlichen Reichsgesetze zum öffentlichen Schulwesen habe Klarheit schaffen wollen. Pacelli erklärt, dass es sich hierbei um den neuen Reichsschulgesetzentwurf handele, der die Beibehaltung der Gemeinschaftsschule als Regelschule gemäß der Reichsverfassung vorsehe. Trotz einiger für die Religion gefährlicher Klauseln erscheint dem Nuntius dieser Entwurf besser als der vorherige, weil wichtige Punkte der Zuständigkeit der Ländergesetzgebung überlassen würden, was für Bayern vorteilhaft, aber für das radikale Sachsen nachteilig sei. Verschlechterungen seien in der Reichstagsdebatte nicht zu befürchten, da der Entwurf auf dem Boden der Reichsverfassung stehe, deren Fehler man nun zu spüren bekomme. Allerdings sei es auch zu bezweifeln, dass die katholischen Abgeordneten Verbesserungen werden erreichen können. Abschließend verweist Pacelli darauf, dass er sein Drängen für die Beschleunigung der Konkordatsverhandlungen fortgesetzt und mittlerweile erfahren habe, dass Matt derzeit am zweiten Teil seiner Denkschrift zum Bayernkonkordat arbeite.
Betreff
Sulle trattative per il Concordato bavarese
Eminenza Reverendissima,
In risposta alla lettera da me indirizzatagli il 6 Febbraio scorso (cfr. Rapporto N. 19556 del 7 d.m.) allo scopo di sollecitare le trattative per il Concordato bavarese, il Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Esteri, Sig. von Kahr, mi ha inviato in data del 26 Marzo p.p. una Nota (pervenutami ieri l'altro), della quale mi do premura di rimettere qui acclusa copia all'Eminenza Vostra Reverendissima e che, tradotta in italiano, è del seguente tenore:
"Non ho mancato di portare immediatamente a conoscenza del Sig. Ministro dell'Istruzione e del Culto la pregiata Nota dell'Eccellenza Vostra N. 19541 del 6 Febbraio del corrente anno. In base allo scambio di vedute interve-
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nuto col medesimo al riguardo ho l'onore di comunicare a Vostra Eccellenza quanto segue:
Il Governo bavarese non disconosce in alcun modo la speciale importanza e la grande portata politica delle iniziate trattative per il Concordato bavarese. Esso ha quindi il massimo interesse che questo affare, non meno importante che difficile, raggiunga al più presto possibile una soddisfacente soluzione, e, come l'Eccellenza Vostra ben sa, tiene in maniera particolare a che le trattative siano condotte a termine prima del di Lei trasferimento a Berlino.
Perciò il Signor Ministro dell'Istruzione e del Culto deplora vivissimamente che non gli sia stato finora possibile di consegnare, come aveva promesso nella lettera in data 26 Agosto dello scorso anno, la continuazione della risposta ai punti da Vostra Eccellenza già presentati a nome della S. Sede. Le cause di tale ritardo sono, da una parte, l'enorme cumulo degli affari correnti di ufficio, che negli ultimi mesi dello scorso anno hanno straordinariamente gravato sul medesimo Signor Ministro, e, dall'altra, una malattia, la quale, come è noto all'Eccellenza Vostra, lo impedì di attendere al lavoro dalla metà di Gennaio alla metà di
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Febbraio e, dopo quell'epoca, la discussione nel Landtag del bilancio del suo Dicastero. A tutto ciò si aggiunsero difficoltà inerenti alla materia stessa e provenienti dalla competenza spettante al Reich in virtù della Costituzione germanica circa alcuni dei summenzionati punti. Il Governo bavarese sapeva che il Reich, in forza della competenza attribuitagli dalla Costituzione medesima, era in procinto di elaborare e di portare alla discussione progetti di legge circa l'ordinamento delle pubbliche scuole e la formazione dei maestri. Tale situazione di fatto non poteva essere trascurata nelle trattative concordatarie concernenti le questioni suindicate, tanto più che, come è detto anche nella dichiarazione scritta rilasciata a Vostra Eccellenza dal Governo del R eich il 13 Novembre del passato anno, il progetto del Concordato bavarese, prima che venga presentato al Landtag, dovrà essere oggetto di uno scambio di vedute col Governo del Reich, il quale per conseguenza, anche se non avesse potuto trovare alcuna contraddizione fra le disposizioni del menzionato progetto e la Costituzione germa-
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nica, sarebbe stato tuttavia sempre in grado di ostacolare la conclusione del Concordato (1).Di questa eventualità dovevasi dunque tenere particolarmente conto, fino a che non constasse in qual senso la legislazione del Reich avrebbe regolato quelle materie, riguardo alle quali, come si è già accennato, sono in preparazione od in vista speciali leggi del Reich. Ora però che si conosce con qualche sicurezza in qual modo la legislazione del Reich determinerà prossimamente le più importanti questioni relative alla scuola (2), il Signor Ministro dell'istruzione
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e del Culto è in grado di pronunziarsi circa le proposte
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della Santa Sede concernenti tal punto, senza timore di vedere poi intralciate le corrispondenti disposizioni concordatarie dalle leggi del Reich in corso di preparazione. Il Signor Ministro quindi, secondo che mi ha espressamente assicurato, non tarderà adesso di proseguire come meglio potrà i negoziati con Vostra Eccellenza, e confida che essi saranno condotti ad una soddisfacente conclusione nel più breve tempo compatibile colla ponderata trattazione di una così difficile ed importante materia.
Gradisca ecc."
Da parte mia non ho mancato di rinnovare, sia direttamente che indirettamente (specialmente per mezzo del Sig. Held, capo della frazione della Bayerische Volkspartei al Landtag), le consuete insistenze, e mi è stato dato per certo che il Sig. Ministro del Culto, profittando delle attuale ferie pasquali, lavora in realtà attivamente per portare a termine la tanto attesa risposta.
Chinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
(1) Questa affermazione non è per sé esatta, giacché, a norma della succitata dichiarazione del 13 Novembre 1920, l'esame del progetto di Concordato bavarese da parte del Governo del Reich dovrà limitarsi a constatare, se qualche disposizione di esso si trovi eventualmente in opposizione colla Costituzione germanica. Tuttavia non è escluso che il Governo di Berlino avrebbe potuto tentare, sebbene illegittimamente, di creare ostacoli alla definitiva conclusione del Concordato bavarese, qualora il relativo progetto non fosse stato in armonia coi principi della legge scolastica in preparazione.
(2) Si allude qui ad un nuovo progetto di legge scolastica, che verrà
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prossimamente sottoposto al Reichstag. Detto progetto, di cui ho potuto procurarmi il testo, conserva la scuola simultanea o meglio comune (Gemeinschaftsschule) come regola nel senso della Costituzione germanica (cfr. Rapporto N. 18421 del 30 Ottobre 1920) e contiene pure alcune clausole pericolose od equivoche, di cui Governi ostili alla religione potrebbero abusare. Tuttavia esso è senza dubbio assai migliore del precedente, di cui ebbi a far parola nel rispettoso Rapporto N. 18297 del 20 Ottobre 1920, e lascia la determinazione di molti punti importanti alla legislazione dei singoli Stati (il che è favorevole per la Baviera, sfavorevole invece per altri paesi a tendenze radicali, ad esempio, la Sassonia). Non essendo, d'altra parte, possibile attualmente lo sperare d'introdurre cambiamenti nella Costituzione del Reich, sulla quale si fonda il disegno di legge in discorso, e di cui <il medesimo>1 risente quindi pur troppo i difetti, esso è, – a giudizio di persone competenti da me interrogate, – qualora, beninteso, non subisca peggioramenti nella discussione dinanzi al R eichstag, relativamente tollerabile. Naturalmente i deputati cattolici si adopereranno per ottenere miglioramenti; è dubbio però, se e fino a qual punto i loro sforzi in tal senso saranno coronati da successo.
1Hds. eingefügt von Pacelli.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 01. April 1921 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 4137, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/4137. Letzter Zugriff am: 20.08.2019.
Online seit 14.05.2013