Datenschutz Impressum

Dokument-Nr. 501
Pacelli, Eugenio an Pizzardo, Giuseppe
Berlin, 11. März 1926

[Kein Betreff]
Persönlich
Mio carissimo Monsignore
Colla Sua amabilissima lettera del 27 Febbraio Ella ha voluto inviarmi graditissimi auguri in occasione del 50o  compleanno, che Lei era stato detto che io festeggiavo(?!). Si abbia alla Sua volta affettuosissimi voti di ogni bene per il Suo prossimo Onomastico. Che il grande Patriarca S. Giuseppe L'assista sempre e Le conceda, oltre le più elette grazie spirituali, la salute necessaria per resistere al continuo ed assillante lavoro, cui Ella deve sottoporsi nel servigio della S. Sede.
Stamane è giunta la bellissima fotografia del S. Padre da Lei già annunziatami. Avrei voluto ringraziare con lettera diretta a Sua Santità; ma poichè lo scrivere direttamente al S. Padre è privilegio riservato ai Nunzi di prima classe ed a me non consta di essere tale, così prego Lei di voler metter ai piedi dell'Augusto Pontefice l'espressione della mia più profonda gratitudine per la grande Sua degnazione.
Date le enormi difficoltà, cui mi trovo qui esposto per il regolamento dei rapporti fra Chiesa e Stato (difficoltà delle più svariate ed anche delle più inattese), credo che sarebbe necessario che io venissi a Roma, affine di poter esporre meglio di viva voce la situazione ed essere ben sicuro del pino da seguire, quale io me lo sono proposto. Vorrebbe Ella farmi sapere se 1 tale venuta sarebbe costì permessa ed<e, quatenus affirmative,>2 inviarmi il relativo passaporto della S. Sede? Creda pure, carissimo Monsignore, che soltanto stringenti ragioni di affari mi muovono a questa domanda. Nulla 3 altrimenti (tranne il piacere di rivedere mio povero fratello, le sorelle e qualche amico, per es. Lei) nulla mi attira a venire a Roma; anzi è per me un vero sacrificio!
Ed ora vengo ad un punto che mi dà grave angustia, vale a dire al telegramma cifrato N. 15 giuntomi ieri mattina col segreto del S. Officio. Ella sa che anche la rivelazione indiretta 4 per tale segreto importa la scomunica. Ora in questo caso tale rivelazione è del tutto inevitabile. Cominci qui in casa. Tutti si accorgeranno della cosa. Dovrò chiudermi per
105v
due o tre ore col sacerdote consacrando nella cappella, escludendo con misura insolita tutti gli altri dalla celebrazione della mia Messa, e ciò dopo aver preso gli abiti pontificali, ecc. Inoltre io non ho pur troppo qui la parte del Pontificale, che contiene la consacrazione dei Vescovi. In occasione del mio giubileo sacerdotale Pustet mi regalò il Pontificale Romano in sei parti legate separatamente, ma ieri, con mia costernazione, dovetti constare che, mentre vi sono le cerimonie per le sacre ordinazioni, cresima, consacrazioni di chiesa, ecc. ecc., manca precisamente quella ora necessaria. Qui non è come in Roma od anche come in Monaco, ove si trova subito tutto in questo genere; vi è il solo Vescovo Ausiliare, cui potrei eventualmente rivolgermi, e che spero (non son sicuro) che avrebbe la cosa; ma sarebbe anche ciò una rivelazione indiretta, giacchè, sapendo poi che vi è stato qui un sacerdote così e così, farebbe subito la necessaria induzione. Ciò tanto più che io ho gli abiti pontificali soltanto per uno (ed anzi non ho nemmeno il viola che sarebbe, se pur non erro, necessario in quel giorno per il consecrante); dovrei quindi domandare anche questi, e di più anche i sacri olii. L'unico modo per evitare, almeno in questa parte, la rivelazione, sarebbe che il consacrando, che suppongo venga da Roma, porti egli con sè tutte queste cose. Così almeno eviterei di ricorrere alla Delegatura vescovile e si eviterebbe un grave pericolo che la cosa di là si divulghi ancor più... Poichè poi l'ottimo Mons.  Centoz, il quale non potrà non accorgersi della cosa, parmi veramente che sia ecclesiastico in cui la S. Sede possa avere fiducia se gli si impone il segreto del S. O., mi sembra che, per rendere quella sacra funzione in qualche modo più decorosa, potrebbe col relativo permesso e sotto lo stesso segreto assistere; altrimenti saprà egualmente ed inevitabilmente la cosa e non sarà per sè legato da segreto. Tutto questo espongo non perchè io voglia fare la minima5 difficoltà di eseguire gli ordini avuti, ma soltanto per esporLe le angustie in cui mi trovo 6 e le difficoltà insormontabili che offre il caso. Data la grande ristrettezza del tempo, La supplico di farmi conoscere colla maggior possibile sollecitudine come mi devo regolare 7.
In gran fretta con inalterabile affetto
Sempre Suo affmo
+ Eugenio Pacelli
1Hds. von Pacelli unterstrichen.
2Hds. gestrichen und eingefügt von Pacelli.
3Hds. von Pacelli unterstrichen.
4Hds. von Pacelli unterstrichen.
5"la minime" hds. von Pacelli hinzugefügt.
6Hds. von Pacelli unterschrichen
7Hds. von Pacelli unterstrichen.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Pizzardo, Giuseppe vom 11. März 1926 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 501, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/501. Letzter Zugriff am: 19.09.2019.
Online seit 29.01.2018, letzte Änderung am 26.06.2019