Datenschutz Impressum

Dokument-Nr. 5266
Pacelli, Eugenio an Rossum, Willem Marinus van
München, 15. April 1921

Regest
Weisungsgemäß hat sich Pacelli an den Pfarrer von Mindelheim, Jacob Burkhard, mit der Bitte gewendet, Schwester Maria Restituta der Missionsschwestern Unserer Lieben Frau von Afrika zu befragen, ob sie wieder in die Gemeinschaft aufgenommen werden möchte. Er ließ dabei durchklingen, dass es nach Ansicht der Kongregation für die Glaubensverbreitung die günstigste Lösung wäre, wenn sie die Gemeinschaft verlassen und die Kongregation eine bestimmte Geldsumme für ihren Lebensunterhalt zahlen würde. Pacelli zitiert aus dem Antwortschreiben der Schwester, das er von Burkhard erhalten hat: Sie wurde nicht aus der Kongregation entlassen, sondern sie lebt infolge eines gewährten Indults nach Kanon 638 und 639 CIC/1917 als Exklaustrierte und möchte bei günstigeren Verhältnissen wieder in ein Kloster der Kongregation eintreten. Als Beleg legte sie ein Schreiben der Oberin der Linzer Missionsschwestern Maria Ignatiana vom 22. August 1919 sowie ein freundliches Schreiben der Generaloberin der Missionsschwestern in Saint-Charles Marie Salomé vom 8. März 1921 bei, die Pacelli beide mit der Bitte um Rückgabe übersendet. Die Generaloberin erklärt in ihrem Schreiben, dass sowohl die deutsche Nationalität als auch der intrigante und eigenwillige Charakter von Schwester Restituta verhindern würden, dass sie in einer anderen Gemeinschaft aufgenommen werden könne. Dennoch hofft sie, die Schwester in einem Haus der Kongregation, möglicherweise im neugegründeten Kloster in Carlstal bei Trippstadt, wiederaufnehmen zu können. Dieser Brief erklärt nach Pacelli den Wunsch der Schwester, wieder in die Gemeinschaft aufgenommen zu werden. Sowohl Pfarrer Burkhard als auch die Oberin der Englischen Fräulein in Mindelheim Raymunda Füchsle halten das Benehmen der Schwester Restituta für einwandfrei und plädieren für ihre Wiederaufnahme in die Kongregation.
Betreff
Circa Suor Maria Restituta (Frida Ansprenger)
Eminenza Reverendissima,
Appena giuntomi il venerato Foglio dell'Eminenza Vostra Reverendissima Nr. 4155/20 in data del 6 corrente, mi sono rivolto al Rev. Sac. Jacob Burkhard, parroco di Mindelheim, pregandolo di interpellare Suor Maria Restituta (al secolo Frida Ansprenger), se intenda rimanere fuori della Congregazione delle Religiose Missionarie di N. S. d'Africa od esservi riammessa. Al tempo stesso ho lasciato intendere, in conformità della mente di cotesta Sacra Congregazione, che, tutto considerato, sembrava preferibile la prima soluzione, aggiungendo che l'Istituto s'impegnerebbe di passare alla suddetta Suora una determinata somma per il suo mantenimento.
Mi è giunta ora la risposta del prelodato parroco in data di ieri, nella quale egli mi significa che Suor Re-
504v
stituta, interrogata al riguardo, ha dichiarato quanto segue:
"1o) Io non sono stata dimessa dalla Congregazione, ma vivo nel mondo con dispensa della S. Sede, osservando i miei voti.
2o) Il mio desiderio è di rientrare al momento favorevole, in una casa della Congregazione"(1).
A complemento di tale dichiarazione la medesima Suora ha presentato:
1o) una lettera della Superiora Suor Maria Ignatiana del 22 Agosto 1919, nella quale si chiede il di lei consenso per la domanda di exclaustrazione , tuttavia colla espressa assicurazione – il che, del resto corrisponde al concetto stesso della exclaustrazione, la quale è un indultum temporarium manendi extra claustra (can. 638 e 639) – che ciò non importava alcuna espulsione dall'Istituto, del quale Suor Restituta continuerebbe, come prima, a far parte.
2o) una recente lettera scritta in data dell'8 Mar-
505r
zo scorso (1921) dalla Casa madre di Saint-Charles. Essa è concepita in termini intimi e cordiali; e mentre nella istanza al S. Padre del 3 Aprile 1920 la Superiora Generale affermava di Suor Restituta che "sa qualité d'allemande, ainsi que son caractère intrigant et bizarre empêchent de l'admettre dans aucune autre Communauté", nella succitata lettera invece si legge fra l'altro: "Nous n'oublions pas combien vous avez vous-même travaillé et peiné pour la Congrégation" e si aggiunge: "J'espère que le moment viendra où vous pourrez de nouveau rejoindre une de nos maisons". Tale diversità può forse spiegarsi, in parte, col fatto che, secondo si desume dalla medesima lettera, le Religiose in questione hanno fondato una nuova casa in Carlstal b. Trippstadt Bez. Kaiserslautern, sebbene però debbano, a quanto sembra, abbandonare quella di Linz. Ad ogni modo, in seguito alle surriferite espressioni, è ben comprensibile il persistente desiderio di Suor Restituta di rientrare nell'Istituto.
Mi permetto di accludere al presente rispettoso Rapporto ambedue le lettere in discorso, con preghiera di cortese restituzione.
Infine il parroco Burkhard nella summenzionata risposta attesta che "Suor Restituta tiene una condotta irreprensibile e merita di essere richiamata nella Congre-
505v
gazione". Ciò conferma quanto mi era stato già comunicato dalla Superiora delle Dame Inglesi di Mindelheim, come ebbi a riferire nel mio Rapporto alla S. Congregazione dei Religiosi N. 18386 del 21 Ottobre 1920.
Chinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Pacelli Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
(1) "Ich bin aus der Congregation nicht entlassen worden, sondern lebe nur mit Dispense des Apostolischen Stuhles unter Beobachtung meiner Gelübde in der Welt.
Mein Wunsch ist es, bei günstigeren Verhältnissen wieder in ein Kloster der Kongregation einzutreten."
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Rossum, Willem Marinus van vom 15. April 1921 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 5266, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/5266. Letzter Zugriff am: 10.07.2020.
Online seit 14.05.2013, letzte Änderung am 02.11.2015