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Dokument-Nr. 6674
[Schulte, Karl Joseph] an Pacelli, Eugenio
Köln, 30. Juli 1922

Traduzione
Ringrazio rispettosamente l' E. V. per il cortese invio della lettera del Segretario di Stato Sig. Becker in data del 1 Luglio intorno alle "Aufbauklassen". Le comunicazioni ivi contenute lasciano, sotto vari aspetti, serie preoccupazioni circa il futuro ordinamento delle scuole elementari cattoliche. Il fatto che la Prussia, diversamente da altri grandi Stati della Germania, come la Baviera ed il Württemberg, ha creduto di sopprimere gran parte delle scuole di magistero confessionali con semplice decreto ministeriale, è, a mio parere, giustificato in modo del tutto insufficiente colle parole "la formazione dei maestri praticata finora non corrisponde allo scopo inteso dalla Costituzione del Reich." Il Sig. Segretario di Stato non considera affatto quali gravi conseguenze e quale cambiamento di tutta la situazione importi la prematura trasformazione delle scuole magistrali confessionali in scuole superiori promiscue. E tanto maggiormente avrebbe dovuto riconoscere i pericoli di tale trasformazione nei riguardi della scuola confessionale, in quanto che egli stesso non vede chiaramente di qual genere sarà "la formazione speciale", che dovrà far seguito alle anzidette scuole superiori. Mi riesce nuovo che il Centro si sia dichiarato d'accordo colla soppressione delle scuole magistrali cattoliche. In ogni caso questo consenso, se pur veramente vi è stato, non può aver avuto luogo che a fatto compiuto. Ma anche di ciò io dubito. Di positivo so questo, che il Centro crede di dover addossare al popolo cattolico il compito di provvedere
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al più presto possibile alla creazione di istituti pedagogici cattolici, come già se ne va formando uno in Münster, affinché essi possano venir poi designati come istituti per la formazione dei maestri elementari cattolici. In realtà sarà difficile di assicurare per l'avvenire anche l'unico istituto pedagogico cattolico nascente, come si è accennato, in Münster. Dall'esposto del Sig. Segretario di Stato risulta che il Centro fra breve domanderà allo Stato la creazione di simili istituti; vale a dire che lo Stato si lascerà tutt'al più costringere coi mezzi parlamentari dal popolo cattolico ad erigerli, ma non vi si indurrà di propria iniziativa. Fino a qual punto queste scuole professionali – se pur mai sorgeranno – avranno carattere confessionale, non si può ancora prevedere. Iddio solo sa quale sarà la confessionalità di queste scuole strappate per forza allo Stato.
È doloroso il fatto che l'Associazione dei Maestri elementari cattolici è d'accordo con le associazioni non cattoliche nell'esigere che in avvenire tutti i maestri elementari debbano ricevere la istruzione professionale nella Università. Temo che essi giungano forse sino ad opporsi ai progettati istituti pedagogici, più o meno confessionali, qualora i medesimi non avessero pienamente il carattere universitario. Da lungo tempo nel ceto dei maestri elementari domina una malsana ed esagerata stima della formazione universitaria. Tale tendenza non nasce dalla persuasione che senza la detta formazione non si possa avere un buon maestro elementare, ma dalla brama di vedere la classe dei maestri elementari equiparata ai cosidetti ceti accademici. Sono abba-
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stanza numerosi fra i dirigenti nel ceto dei maestri elementari
cattolici coloro che lo confessano apertamente. È funesto che agli occhi di costoro passi completamente in seconda linea ciò che nella formazione di un maestro veramente cattolico dovrebbe essere la cosa principale, vale a dire la parte religiosa e morale. Sono convinto che molti deputati e capi del movimento dei maestri, buoni del resto, non veggono chiaramente ove conduce la via intrapresa d'un prematuro cambiamento nella formazione dei maestri. Bisogna peraltro pur troppo concedere che le antiche scuole magistrali non sono generalmente in buona memoria presso i maestri. Esse spesso erano dirette da un Collegio di insegnanti scelti alla rinfusa, ed i programmi di studio erano in buona parte dettati da spirito pedantesco. Ed ora invece si vorrebbe che la formazione dei maestri, troppo costretta per il passato, venga mutata nell'estremo opposto. Faccia Iddio che si riconosca, prima che non sia troppo tardi, la stravaganza di tali disegni! Che il Sig. Ministro creda non correre gli interessi della Chiesa rischio dalla istituzione delle "Aufbauklassen" in luogo delle antiche scuole magistrali, va bene; si può tuttavia dubitare se egli veramente conosca ed apprezzi gli interessi medesimi. Per mio conto ritengo che la scuola elementare cattolica è finita, se la formazione religiosa e morale dei maestri cattolici non verrà assicurata in modo ben diverso da quel che risulterebbe dalle idee, quanto mai elastiche ed ipotetiche, esposte dal Sig. Segretario di Stato.
Con la consueta venerazione e devozione ecc.
Empfohlene Zitierweise:
[Schulte, Karl Joseph] an Pacelli, Eugenio vom 30. Juli 1922 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 6674, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/6674. Letzter Zugriff am: 04.08.2020.
Online seit 31.07.2013