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Dokument-Nr. 7191

[Erzberger, Matthias]: Il trattamento dei prigionieri tedeschi in Francia discusso nella Commissione principale del Reichstag, vor dem 23. Januar 1918

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Nella seduta della Commissione principale del Reichstag del 15 gennaio, fu discussa la questione del trattamento dei prigionieri in Francia. Dalla relazione del generale Friedrich, addetto al Ministero prussiano, risultò che i soldati tedeschi i quali hanno la sventura di cadere in prigionia francese, son molto più da compiangersi dei loro camerati prigionieri degli Inglesi. Il trattamento è ancor oggi deplorevolissimo; in parte assolutamente disumano. Solo procedendo a forza di rappresaglie è possibile ottenere miglioramenti nel trattamento; e questo dicasi anche per gli Alsaziano-Lorenesi, trascinati via dalle loro terre e trattenuti ancora in grandissimo numero dal Governo francese.
La discussione si svolse come appresso:
Il deputato Erzberger (Centro) domandò quali erano stati i motivi che avevano indotto il Governo a prendere le sue nuove misure riguardo all'internamento di Francesi d'ambo i sessi dei territori della Francia del Nord. Disse supporre che la causa si dovesse ricercare nel cattivo trattamento degli Alsaziano-Lorenesi trascinati in Francia e nel rifiuto del Governo francese di restituirli. Aggiunse che il Governo avrebbe dovuto presentare un memoriale riguardante il suo contegno e quello del Governo francese relativamente al trattamento dei prigionieri. "Allora" – osservò – "si vedrebbe quanto più alti ed umani sono i sentimenti dei Tedeschi dinanzi ai Francesi. Mentre in Francia il trattamento dei prigionieri è peggiore di tutti, in Inghilterra diviene di giorno in giorno migliore."
Il generale Friedrich confermò che la Francia viene ad essere l'ultimo di tutti gli Stati civili in
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quanto al trattamento dei prigionieri. – "Nella seduta plenaria del Reichstag" – disse – "è stato detto apertamente che il Governo tedesco non può sopportare che i suoi bravi guerrieri sieno abbandonati all'arbitrio dei nemici. Se i Francesi non muteranno il loro contegno, verranno ordinate nuove e più severe misure di rappresaglia. Il grave torto che i Francesi han fatto ai nostri Alsaziani e il loro rifiuto di restituirceli ha determinato la misura che 600 Francesi sono stati trasportati in Lituania e 400 donne francesi a Holzminden. Gli Alsaziani ritenuti in Francia contrariamente a qualsiasi diritto internazionale sono almeno 800. I Francesi non si sono curati né delle nostre proteste né delle nostre trattative. Gli internati verranno trattenuti finché i Francesi non ci avranno restituito fin l'ultimo Alsaziano. Questo è il nostro indiscutibile diritto che anche i neutrali riconosceranno. Ho un buon ricordo dei negoziati a Berna cogli Inglesi e coi rappresentanti di altre nazioni. Le due parti erano evidentemente animate dalla buona volontà di avviare lo scambio dei prigionieri. Anche i negoziati a Copenhagen ebbero un risultato soddisfacente. A Berna il Governo tedesco ebbe da superare forti ostacoli per addivenire alla permuta di 60.000 padri di famiglia. I Francesi non fecero altro che porre ostacoli d'ogni genere. La Svizzera appoggiò energicamente i nostri sforzi. Spero che i Francesi rifletteranno bene a quel che fanno, che entreranno in trattative con noi per addivenire alla permuta di nuovi prigionieri e tratteranno meglio i nostri compatriotti. Il 1 febbraio commissioni di medici svizzeri ispezioneranno in Francia e in Germania i prigionieri delle due parti, ed io spero che avremo per risultato una ulteriore reciproca permuta o internamento di prigionieri in Isvizzera [sic]. La nobile arrendevolezza
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della Svizzera ha reso possibile l'internamente colà di padri di famiglia sani. La nostra proposta di permutare 20.000 padri di famiglia da una parte e 20.000 dall'ultra fu rigettata dalla Francia. Proponemmo allora di rilasciare 5.000 padri francesi contro 4.000 padri tedeschi: anche questo non lo vollero. I tentativi di fuga dei prigionieri tedeschi vengono severamente puniti in Francia; in Germania e in Inghilterra, invece, e grazie ad accordi reciproci ricevono soltanto 14 giorni di prigione. In quanto al sabotaggio ci siamo potuti accordare soltanto coll'Inghilterra: questo non dev'essere né praticato, né, comunque, appoggiato. In Francia, invece, il sabotaggio è appoggiato ufficialmente. È questa una verità purtroppo assodata; una verità che noi rileviamo per smentire le notizie di giornali avversari che tenterebbero di negarla. Ingiurie, maltrattamenti, spogliazioni dei prigionieri sono in Francia all'ordine del giorno. Noi abbiamo protestato più volte e domandato misure che abolissero simili vergogne. Abbiamo domandato ancora che i sottufficiali e prigionieri di tutti i gradi vengano adibiti esclusivamente alla sorveglianza. Soggetto di ulteriori trattative saranno: il servizio per la distribuzione e la consegna dei doni e il servizio postale; il servizio ausiliare ecclesiastico e la distribuzione dei libri. La Francia non deve rimanere in dubbio su questo: che se non la smetterà coll'indegno trattamento dei nostri prigionieri ordineremo nuove misure di rappresaglia. Noi abbiamo 410.000 prigionieri francesi ed oltre 7.000 ufficiali, cioè a dire molto più del doppio dei prigionieri tedeschi in Francia. Verrà il momento che, se noi non vogliamo proprio lasciare in asso i nostri bravi soldati, dovremo procedere contro i prigionieri francesi."
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Deputato principe di Sch ö naich-Carolath, liberale-nazionale: "I negoziati ci mostrano una pagina nera nella storia del trattamento dei prigionieri. L'unico spiraglio di luce è che il vergognoso trattamento in Francia è migliorato un pochino. Se i governanti della Repubblica non si decideranno di renderlo sopportabile, noi dovremo usare la forza senza riguardi. È incomprensibile come dame francesi della migliore società maltrattino i nostri prigionieri e li percuotano coll'ombrello. Ritengo opportuno un memoriale del Governo che tratti le questioni e i negoziati sui prigionieri. I nostri bravi soldati in captività devono essere protetti; e noi, considerato il contegno del Governo francese, salutiamo le misure di rappresaglia decise nell'interesse degli Alsaziano-Lorenesi in Francia."
Deputato Barone vo n Gamp (frazione tedesca): "Io non posso elle ringraziare l'amministrazione per tutto quel che fa all'intento di migliorare la sorte dei nostri prigionieri. Quando le proteste non giovano, non c'è altra via che quella di essere reciprocamente brutali. È inaudito quello che debbono sopportare in Francia i nostri soldati. Il Ministro della Guerra avrebbe dovuto procedere già da lungo tempo e con mezzi più energici."
Deputato Stücklen (socialista): "Ritengo assolutamente necessario che si riunisca in un memoriale tutto quello che noi abbiamo fatto nell'interesse dei prigionieri. La popolazione civile francese tratta i nostri prigionieri in modo selvaggio, e ciò sta in stridente contrasto col trattamento dei prigionieri in Germania. Se misure di rappresaglia dovessero risultare inevitabili, sono i Francesi della migliore società che debbono essere presi anzitutto in considerazio-
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ne. Ciò conseguirebbe l'effetto voluto."
Generale Friedrich: "La situazione dei prigionieri in Corsica è migliorata, sebbene il Governo francese non abbia soddisfatto intieramente la nostra richiesta di non impiegare i soldati tedeschi nelle zone paludose. La prima misura di rappresaglia fu ordinata già il 1915. Al Ministro della Guerra e all'amministrazione dell'esercito non si può muovere la rampogna di aver agito troppo tardi; noi abbiamo domandato fin dal primo momento un trattamento umano dei nostri prigionieri. Noi elaboreremo e presenteremo al Reichstag il memoriale desiderato."
Dopo brevi dichiarazioni del deputato Cohn-Nordhausen (socialista indipendente) che disse di condividere l'opinione del deputato Stücklen, la discussione sulla questione del trattamento dei prigionieri ebbe termine.
Empfohlene Zitierweise:
[Erzberger, Matthias], Il trattamento dei prigionieri tedeschi in Francia discusso nella Commissione principale del Reichstag vom vor dem 23. Januar 1918 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 7191, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/7191. Letzter Zugriff am: 16.12.2019.
Online seit 02.03.2011