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Dokument-Nr. 7905
[Bludau, Augustinus] an Pacelli, Eugenio
Frauenburg, 13. Dezember 1920

Traduzione
Mi affretto a dare le desiderate informazioni, in quanto mi è possibile. Disgraziatamente dopo l'occupazione della Prussia occidentale da parte dei polacchi non posso avere relazioni personali con l'Ordinario di Culm, sia per le grandi difficoltà postali, sia perché attirerei su di me e su di lui il sospetto, presso i polacchi, di segrete cospirazioni. Le lettere vengono sorvegliate dalla censura; sono state aperte anche lettere d'ufficio. Nondimeno il Preposto della Cattedrale, Dr. Schröter, espulso dai polacchi, il quale mi ha visitato otto giorni fa, mi ha fornito notizie sufficienti interno alle cose della vicina diocesi. Mons. Vescovo di Culma non ha intenzione di rinunziare al suo ufficio, ciò che già anche prima aveva manifestato a me personalmente. Qualora la rinunzia gli venisse suggerita, ne risentirebbe dolore. Egli conosce bene gli intrighi, tendenti a rimuoverlo ed approvati dall'Emo Dalbor. È pronto anche il successore nella persona del parroco, Dr. von Sychowski. È incredibile quali menzogne e falsità si siano sparse intorno al venerando vegliardo; lo dicono inebetito, inerte, incapace. In realtà però egli gode, come sempre, il pieno vigore delle facoltà mentali e può esercitare tutte le funzioni del suo alto ufficio. Inoltre ha l'aiuto di Mons. Vescovo Ausiliare. Come per il passato, però, così anche ora bisogna deplorare che non sa decidersi a checchessia, se non dopo lunga, troppo lunga
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e matura riflessione, sicché talvolta vi è un ristagno nell'andamento degli affari della Curia. Verso i suoi diocesani di lingua polacca egli è stato sempre un pastore giusto. Agli attacchi ingiuriosi della diocesi, ha opposto un silenzio dignitoso. Egli però è rimasto dolorosamente colpito dal fatto che i polacchi non abbiano riconosciuto quanto egli ha fatto per riparare alla politica di germanizzazione del Governo prussiano, e lo ricompensino con l'ingratitudine. Il Clero polacco, ora, pian piano va persuadendosi che Mons. Rosentreter è stato ingiustamente giudicato e misconosciuto. Specialmente dopo l'espulsione del Preposto della Cattedrale, Dr. Schröter, e del Canonico Treder alcuni sacerdoti polacchi, anche fra i più esaltati, hanno protestato contro l'indegno trattamento del loro Vescovo da parte del Governo polacco. Né della espulsione di questi due, né del licenziamento del Can. Dr. Behrendt dalla sua cattedra nel Seminario è stata data comunicazione al Vescovo. Il rettore del Seminario riceve direttamente da Varsavia ordini riguardanti il regolamento degli studi e la rimozione di scritte tedesche nelle sale del Seminario, e gli viene ingiunto di riferire sul proprio Vescovo, ecc. Del Vescovo non si tiene alcun conto. Sacerdoti della diocesi abbandonano il loro posto per diventare cappellani militari nell'esercito polacco, senza informarne l'Ordinario. Il Governo polacco in Varsavia non riconosce né l'autorità né la giurisdizione episcopale… Sarebbe assai desiderabile che la S. Sede interdicesse energicamente al Governo di Varsavia tutte le intromissioni nelle cose ecclesiastiche e nella amministrazione delle diocesi, altrimenti l'autorità e la disciplina rimarranno distrutte con grave danno della Chiesa Cattolica.1
1Textpassage "Il rettore […] Chiesa Cattolica." hds. am linken Seitenrand markiert, vermutlich vom Empfänger.
Empfohlene Zitierweise:
[Bludau, Augustinus] an Pacelli, Eugenio vom 13. Dezember 1920 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 7905, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/7905. Letzter Zugriff am: 11.12.2019.
Online seit 14.01.2013