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Dokument-Nr. 8008

[Erzberger, Matthias]: L'ascensione del Centro. Articolo di un prete protestante, vor dem 18. Juni 1918

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Nello stimato giornale liberale "Deutsche Politik" (politica tedesca), Fascicolo No. 4 del 25 gennaio, edito dal noto politico Paul Rohrbach, il sacerdote protestante della Germania meridionale, dottore Friedrich Holdermann, ha pubblicato un articolo intitolato "L'ascensione del Centro" nel quale si occupa dell'importanza politica ognor crescente del partito del Centro, e viene al risultato che questo partito è divenuto un fattore decisivo nella vita politica della Germania. L'articolo è tanto più notevole in quanto che scritto da un protestante, e perché dimostra che i circoli protestanti della Germania seguono con grandissimo interesse il crescere della potenza politica del Centro. Crediamo, quindi, che non sia privo d'interesse conoscere nel suo testo originale l'articolo che sopra, del quale diamo qui appresso una traduzione letteralmente fedele. Come passi notevoli rileviamo che l'autore presenta come elementi favorevoli allo sviluppo del Centro, oltre all'organamento del lavoro pacifico alla grande arte realistica della sua politica, all'ascensione materiale dei cattolici tedeschi, all'attività positiva nello Stato, anche lo stretto contatto col Centro della Chiesa cattolica. Giacché l'autore scrive che il Centro, prevedendo col suo finissimo tatto gli avvenimenti futuri, si è già deciso di rigare a sinistra, osserviamo che la stampa del Centro non ha mancato di risponder subito che l'autore dell'articolo si inganna a partito, e che il Centro, in tutte le grandi e future questioni della politica generale di Stato, civiltà ed economia, si deciderà secondo il suo tradi-
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zionale programma di partito e secondo quello che riterrà più conveniente e consentaneo coi tempi nuovi.
L'ascensione del Centro.
del dottore Friedrich Holdermann.
Questo grande partito confessionale appartiene ai più forti problemi della nostra vita politica tedesca. Solo se ci immaginiamo che abbia a mancare, si comprende subito in che misura viene influenzato, dal fatto della sua sola esistenza, tutto il corso della politica interna. Oggigiorno il Centro ha da registrare una tale ascensione che è senza riscontro alcuno nella vita dei partiti in Germania. Il Centro ha superato tutte le opposizioni e tutti gli ostacoli venutigli dall'alto e dal basso. A differenza di altri partiti, tutta la sua struttura interna e il suo modo di pensare non sono stati toccati, e tanto meno scossi, dagli effetti rivoluzionanti della guerra. Al contrario; il partito uscirà dalla guerra internamente rinforzato. La posizione parlamentare del Centro ha continuato a crescere durante il conflitto mondiale. La politica geniale dei signori Haase e compagni, ha fatto più che mai del Centro un fattore decisivo. Ormai si può dire che sia il più forte partito nella maggioranza del Reichstag. Senza il Centro questa maggioranza sarebbe impossibile; ed essa esiste e può esistere solo finché il Centro lo vuole. L'influenza del Centro era grande anche prima della guerra; in questi ultimi anni, poi, è cresciuta considerevolmente. Il Centro è riuscito ad ottenere l'abolizione della legge sui Gesuiti, aspi-
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rata, invano per 4 decenni; l'ha ottenuta – notisi – nello stesso anno in cui i protestanti commemorarono la Riforma, dato lo stato delle cose, ciò non importa un mutamento essenziale; ma per il Centro è, naturalmente, una gran vittoria morale, durante la guerra esso è riuscito ad ottenere ciò che gli fu sempre negato in tempo di pace: la partecipazione al Potere nello Stato. I suoi membri, (non certo presi a caso) i suoi capi, sono stati chiamati al Governo. Spahn quale Ministro della Giustizia e il suo vecchio capo, Hertling, in qualità di Cancelliere dell'Impero. Pensiamo un po': un uomo del Centro alla testa dell'Impero germanico! Ciò mostra meglio di qualsiasi altra cosa, l'enorme mutamento delle cose in Germania durante la guerra. Ma mostra ancora l'ascensione senza esempio del partito del Centro.
Questo fatto è la miglior prova che anche nelle condizioni attuali e senza che sia stato cambiato un solo paragrafo della costituzione, le forze possano dal basso ascendere verso l'alto e pervenire al Potere quando esiste la forza e la volontà per ciò fare. Comunque, questo è proprio il caso del partito del Centro, al quale nessun favore ha spianato la strada. Per decenni e decenni ha appartenuto ai "nemici dell'Impero". Quale rappresentante della minoranza confessionale veniva fatto segno alla sfiducia e all'opposizione della maggioranza. Non si è scoraggiato ed ha, ciò nonostante, conquistato il suo posto. Questo non era possibile che grazie ad un lavoro enorme; ad un lavoro minuzioso e indefesso d'organamento, grazie ad un contatto ininterrotto mantenuto col popolo a mezzo delle più svariate fila. Anche per i parti-
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ti politici il lavoro è il segreto del successo. Dopo il partito socialista, nessun altro partito ha lavorato tanto quanto il Centro. Per questo la sua ascensione è basata sul merito. Il fatto può servire di ammonizione a qualsiasi partito e soprattutto al Liberalismo che deve sentirsi svergognato.
Vero è che il Centro ha un grandissimo vantaggio sugli altri. A sua disposizione trovasi 1'organizzazione più grande del mondo: la Chiesa cattolica. Tutti i tentativi che esso fa di negare il suo carattere confessionale non possono esser presi sul serio. Un rapido sguardo sulla carta delle confessioni della Germania mostra dove siano eletti i deputati del Centro. L'impoliticamento della Chiesa cattolica, effettuatosi con un continuo crescendo a partire dalla seconda metà del secolo scorso, ha dato al Centro le premesse necessarie di una stupenda organizzazione che giunge fino al più remoto villaggio. Con ciò non intendiamo di svalutare il lavoro che fu necessario per creare questa organizzazione, per animarla, per mantenerla, per compierne l'evoluzione e per farne sempre più un potente apparato funzionante fino ai suoi più minimi dettagli. No, perché questo lavoro è davvero poderoso. Tuttavia non avrebbe mai ottenuto il meraviglioso successo di cui oggi si vanta se dietro il partito non ci fosse stata, vigoroso sostegno, la Chiesa colla sua autorità; se non ci fosse stata la religione colla potenza che esercita sui cuori; e la forza del sentimento metafisico nel mondo. Son queste le energie più potenti che esistono nella terra; e l'enorme sbaglio di non riconoscerle, di credere di poterle vincere colla forza politi-
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ca, l'errore commesso col Kulturkampf di Bismarck le ha invece rinforzate virtù – proprio come il socialismo in virtù della legge contro i socialisti.
Eppure è degna di essere rilevata la grande arte di politica reale che distingue la politica del Centro, nonostante tutti i princìpi della sua posizione e la compattezza e saldezza colle quali persevera. Quest'arte gli rende possibile di riunire in sé forti contrasti, come aristocratici e democratici, capitalisti ed operai, contadini e grandi latifondisti, e di trovare in una linea media che dà a ciascuno qualcosa, il pareggiamento di così disparati interessi. Nonostante il suo atteggiamento – pur fondato su princìpi di massima – dinanzi allo Stato moderno, nato in un mondo diametralmente differente dal suo, il Centro si è posto saldamente sul suo medesimo punto di vista, e maneggia i suoi strumenti – parlamento, voto, stampa, ecc. – con una tecnica perfettissima e col massimo successo. Il Centro ha fatto della legislazione positiva e della politica governativa, ma si è sempre mantenuto indipendente. Per quanto conservatore fino al midollo, pure accorgendosi che i tempi lo richiedevano, ha formato un blocco colla sinistra, senza però rompere del tutto i ponti colla destra. Nessuno sa esattamente fino a che punto il Centro intende andare a braccetto col socialismo. Quale sia la sua opinione intorno alla cosiddetta parlamentarizzazione, sarà difficile stabilire. Esso ha celebrato il più grande trionfo che poteva sperare, imperocché il suo capo siede nella poltrona di Bismarck. La soddisfazione è grandissima, senza dubbio, ed a ragione. Ma nessuno avrà osservato
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che la stampa del Centro abbia, per questo avvenimento unico e straordinario nella storia del Partito, perduto per un sol momento la padronanza politica di se stessa, e manifestato apertamente il suo giubilo. Ancora una volta dobbiamo ammirare la prudenza colla quale il Centro procede ai suoi affari, e come sa bene padroneggiarsi. È questa arte secolare della Chiesa romana, è la tradizione di una potenza universale da molti secoli maestra di politica.
Ma parallelamente all'ascensione del Centro va, senza dubbio, anche quella degli strati sociali sui quali si appoggia. Oggi ancora la popolazione di confessione protestante è, in Germania, superiore a quella cattolica, sia in prosperità, sia per beni di civiltà, sia per influsso sulle classi dirigenti. Ma senza dubbio i cattolici tedeschi giudicati nel loro complesso hanno progredito enormemente tanto nel campo economico come in quello sociale ed intellettuale. I rimproveri sull'"inferiorità dei cattolici tedeschi" usciti dal campo degli stessi cattolici, sono cessati da lungo tempo. Nel cattolicismo tedesco regna un'operosità ed un'attività intellettuale che desta sempre nuova meraviglia. Non c'è, dunque, da sorprendersi se il Centro, seguendo compatto i suoi fini chiari e ben determinati, giunge all'apice dei suoi desideri. Chi conosce le statistiche sulle nostre scuole superiori, sa come fortemente e incessantemente abbia aumentato la percentuale degli scolari cattolici specie nei ginnasi, cioè a dire in quelle scuole che ancor oggi conducono per la maggior parte alle professioni privilegiate. Un'attività straordinaria per mezzo di istituti sco-
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lastici sotto la direzione della Chiesa e istituti privati, sostiene questo aumento e l'organizzazione fra gli strati più bassi non abbienti, specialmente fra la popolazione rurale. In tal modo si vengono a formare gli individui ecclesiasticamente e politicamente idonei, e mandati poi in mezzo al popolo a coprire i primi posti. Oggigiorno l'ascensione degli strati cattolici e il loro concorso ai pubblici uffici è straordinaria in confronto al passato. Eppure non ci troviamo che al principio di questo sviluppo, il quale si spiega coll'ascensione economica e sociale della popolazione cattolica che ha preso parte anche all'enorme sviluppo della Germania dalla fondazione dell'Impero. Attualmente è il fattore più unito e più forte sullo scacchiere della politica interna. Oggi ha un concetto esatto della sua forza, del suo significato e del suo potere. Qui sono le basi generali sulle quali il Centro ha potuto compiere così fortunosamente la sua carriera politica.
Ma qui stanno anche le forze che hanno determinato il mutamento interno del Centro; mutamento che non è meno grande della sua ascensione esterna. Strati sociali in ascensione economica e culturale non possono, a lungo andare, perdersi nella infruttuosa opposizione e nella negazione dei compiti positivi dello Stato. Essi divengono maturi per l'attività positiva. Essi vogliono partecipare al potere, alla vita dello Stato. La vita nazionale colle sue impellenti necessità, esercita su di essi il suo fascino, li afferra, li trascina nella sua vita, li rende avidi di partecipare ai suoi compiti. Questo processo di fusione si è compiuto nel Centro.
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L'ascensione del Centro – una volta considerato come un nemico dell'Impero – fino ai più alti uffici nell'Impero, è stato soltanto possibile e viene, se non salutata con gioia, certo sopportata e compresa dalla grande maggioranza dei Tedeschi (ciò che sarebbe stato impossibile ancora qualche anno fa) perché il Centro si è posto definitivamente sotto il pensiero dello Stato germanico e si è adattato alla vita comune della nazione. La guerra ha avuto forza decisiva comprovando i puri sentimenti nazionali dei cattolici tedeschi. Nessuno può, ormai, più dubitarne. Questo è, contemporaneamente, un grandioso trionfo del pensiero statale. Questo pensiero si è rivelato come la potenza più forte che supera di balzo le differenze create dalle varie confessioni. Che oggi il Centro possa avere piena partecipazione al Governo, e abbia persino il suo capo alla testa del Governo stesso, è una prova che noialtri Tedeschi cominciamo finalmente a non far più la politica partendoci da punti di vista ideologici, ma una politica pratica, positiva e nazionale. Che progresso enorme nella unità interna e nella forza della nazione per il presente e per l'avvenire! E quanto ci sarà utile nel futuro!
Nessun partito uscirà dalla guerra più forte e più compatto del Centro. I suoi grandi successi rinforzeranno grandemente la coscienza degli strati sociali che lo compongono. Ciò lo aiuterà, certamente, anche quale partito, subito dopo la guerra. Più che mai potrà contare sull'appoggio di tutti i suoi membri. Non si può però dire se questa compattezza sarà di lunga durata. L'avvenire ce lo mostrerà. La sua grande forza agitatoria si è rin-
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forzata ancor più nei contrasti, nella lotta, nel carattere di minoranza della popolazione cattolica, nella lotta con uno Stato che escludeva i cattolici dal potere, che li trattava con meno riguardo degli altri, che limitava la libertà della Chiesa. Comunque sia, è un fatto che non ha impedito che nel medesimo tempo il cattolicismo tedesco e la sua Chiesa in Germania raggiungessero una posizione come in nessun altro paese del mondo. Dopo l'abolizione della legge sui Gesuiti, dopo la partecipazione del Centro al Governo e quindi al potere, dopo la sua ascensione fino alle più alte cariche dell'Impero, non si potrà più dire che il cattolicismo in Germania vien sottoposto a persecuzioni, trattato con poco riguardo o privato dei suoi diritti. Ed è giusto che sia così. Questo sviluppo andrà compiendosi fino alla sua fine. Molto probabilmente il Centro andrà ancor più rinforzandosi ed accederà a posizioni invano agognate sin qui; ma coll'andar del tempo si verrà a questo: che molte forze nazionali, legate sin qui al Centro dalla sola confessione ma politicamente orientate verso sinistra, si libereranno, e, insieme colla diminuzione della tensione confessionale, assumeranno un carattere puramente politico. Quello che, – impregiudicati rimanendo i meriti politici del Centro che sono molti specialmente oggi – non può reputare una fortuna per la Germania che vi sia qui un grande partito confessionale con posizione dominante, quegli saluterà un tale sviluppo. La eminente posizione che il Centro possiede oggi corrisponde alla transizione dallo Stato aristocratico allo Stato democratico nel quale ci troviamo. La sinistra parlamentare non è ancora forte abbastan-
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za né ha spalle per addossarsi quest'ultimo; ma col tempo se le farà. Allora anche i princìpi fondamentalmente contrastanti, che la guerra ha rigettato indietro, torneranno di nuovo. Allora le vie fra la destra e la sinistra si separeranno. Corrisponde all'epoca attuale di transizione come anche alla natura del Centro, riunente in sé le forze delle due parti, nonché alla sua forza parlamentare, che esso guidi oggi. Il tutto prova questo: anche il Centro sa che in Germania la via conduce definitivamente a sinistra. E per la sinistra s'è deciso.
Empfohlene Zitierweise:
[Erzberger, Matthias], L'ascensione del Centro. Articolo di un prete protestante vom vor dem 18. Juni 1918 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 8008, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/8008. Letzter Zugriff am: 31.10.2020.
Online seit 02.03.2011