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Dokument-Nr. 8048
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 30. Dezember 1917

Regest
Von dem Bussche schrieb Pacelli am 28. Dezember 1917, dass nach Informationen des nach Damaskus übersiedelten deutschen Generalkonsuls die Evakuierung und anschließende Besetzung Jerusalems am 8. Dezember durch die Briten geordnet und ohne Plünderungen vonstatten gegangen sei. Die türkischen Befehlshaber hatten vorher gegen die weitere Anwesenheit des Lateinischen Patriarchen, Cammassei, Einspruch erhoben. Deshalb sei er mit einem von den Türken gestellten Auto mit einer deutschen Ehreneskorte nach Nablus und dann auf eigenen Wunsch nach Nazareth gebracht worden, wo er sich noch immer aufhalte. Berichte in der Presse der Entente, der Weihbischof sei in Jerusalem schlecht behandelt und Reliquien seien aus der Grabeskirche entwendet worden, hatten Pacelli veranlasst, von dem Bussche um Aufklärung zu bitten.
Betreff
Notizie sulla evacuazione di Gerusalemme e sull'Eccellentissimo Patriarca Monsignor Camassei
Eminenza Reverendissima,
Sua Eccellenza il Signor von dem Bussche, Sotto-Segretario di Stato per gli affari Esteri in Berlino, mi ha diretto in data del 28 corrente una lettera, che, tradotta dal tedesco, suona così:
"Dopo che furono riattivate le comunicazioni telegrafiche con Damasco, interrotte per una tempesta di neve in Anatolia, noi abbiamo ricevuto informazioni dal Rappresentante del nostro Console generale in Gerusalemme, il quale lasciò la città e si trasferì a Damasco la sera dell'otto, vigilia dell'occupazione.
Secondo tali notizie l'evacuazione della città si è effettuata in perfetto ordine e non è avvenuto nessun saccheggio. Inoltre, come gli impiegati del Consolato informano, senza dubbio è accaduto, che le Autorità turche, verso la metà di Novembre, hanno fatto opposizione contro la prolungata permanenza del Patriarca latino di Gerusalemme, Monsignor Cammassei. Perciò dalle Autorità turche fu messo un'automobile a disposizione del Patriarca pel suo viaggio a
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Nablus. Da parte tedesca gli fu concesso come protezione e scorta di onore il luogotenente Conte Galen. In Nablus il Patriarca fu ricevuto come ospite dallo Stato Maggiore tedesco che si trovava ivi di quartiere, e poi, in conformità del suo desiderio, con l'Automobile fu fatto proseguire per Nazareth, dove ancora oggi si trova e dove è trattato con tutti gli onori dovuti alla sua alta posizione.
Le notizie della stampa dell'Intesa su pretesi maltrattamenti al Vescovo ausiliare di Gerusalemme e sulla rimozione delle Religiosi <Reliquie>1 della Chiesa del San<to> 2 Sepolcro mi hanno spinto a richiedere ulteriori informazioni telegrafiche. Non mancherò di comunicare a Vostra Eccellenza a suo tempo il risultato; però, a mio parere, è sommamente inverosimile che tali notizie corrispondano alla realtà dei fatti."
Chinato a bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore <di> confermarmi
di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
1Hds. gestrichen und eingefügt von Pacelli.
2Hds. eingefügt von Pacelli.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 30. Dezember 1917 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 8048, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/8048. Letzter Zugriff am: 20.09.2019.
Online seit 24.03.2010, letzte Änderung am 29.09.2014