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Dokument-Nr. 8418

[Erzberger, Matthias]: Il Cancelliere parla nella Commissione principale del Reichstag sul ritiro di von Kühlmann e del corso della politica del Governo, 11. Juli 1918

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Avevamo riferito che i partiti della maggioranza domandavano dal Cancelliere dichiarazioni, per sapere se il cambiamento al Segretariato di Stato agli Esteri avrebbe portato seco o no un mutamento nel corso della politica del Governo. Il Cancelliere si era già dichiarato pronto a fare le dichiarazioni richieste. L'11 giugno egli giunse a Berlino dal Gran Quartiere generale accompagnato dall'ammiraglio von Hintze candidato al portafoglio degli Esteri, e nel medesimo giorno alle ore 11½ antimeridiane diede nella Commissione principale del Reichstag le informazioni desiderate sulla situazione.
Parlò circa venti minuti e cominciò dichiarando di voler esporre tutto apertamente alla Commissione principale, purché le informazioni si muovessero nell'àmbito segnato dalla mozione Erzberger. Infatti, l'on. Erzberger aveva fatto la proposta che, corrispondentemente ad una antica usanza e per evitare una relazione falsa o tendenziosa nella stampa, i rappresentanti del Governo dessero essi stessi i loro discorsi alla stampa e che i rapporti sui discorsi dei deputati fossero sottoposti al controllo da persone incaricate all'uopo. Sul discorso tenuto del Cancelliere fu pubblicato subito il seguente rapporto semiufficiale:
Il cambiamento nella direzione dell'Ufficio degli Esteri non cambierà nulla nel corso di tutta quanta la politica dell'Impero. Tanto la politica interna quanto quella estera dell'Impero si muoverà come per lo passato sulla linea tracciata dal Cancelliere nei suoi precedenti discorsi.
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Per quel che concerne la volontà del Governo, tutte quante le promesse fatte nei rapporti di politica interna saranno mantenute. Il Governo insisterà con tutta la sua energia perché le riforme avviate sieno portate a compimento.
In quanto all'estero, la politica dell'Impero rimane fermata programmaticamente nella risposta alla Nota di pace del Papa. Tutto il mondo sa che il Governo tedesco è pronto onestamente e da lungo tempo alla pace. Nulla è stato cambiato sin qui in questo senso né nulla sarà cambiato in avvenire. In contrasto con questo fatto sta la volontà d'annientamento del nemico la quale spicca in modo troppo stridente. Ultimamente è risultata ancora dai discorsi di Wilson e di Balfour. Finché non si avrà qui un cambiamento, noi saremo costretti a continuare la lotta per la nostra libertà ed il nostro benessere. Ma tanto il Governo politico dell'Impero come il Supremo Commando dell'esercito sono completamente d'accordo in questo: di essere pronti ad accedere a proposte di negoziati veramente serie delle Potenze avversarie.
Il Cancelliere toccò quindi più dettagliatamente i futuri problemi politici in Oriente ed in Occidente e venne al risultato che il programma del Govern o coincide in tutte le direzioni colle dichiarazioni fatte nel novembre 1917 ed approvate dalla maggioranza del Reichstag.
Il mutamento avvenuto nell'Ufficio degli Esteri non si deve a contrasti d'opinioni ma a considerazioni di genere personale, sulle quali il Cancelliere ha dato spiegazioni confidenziali. L'ambasciatore von Hintze, probabile successore del Segretario di Stato von Kühl-
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mann, ha fatto la dichiarazione impegnativa di seguire in ogni rapporto la politica praticata sin qui dal Cancelliere.
Parlarono quindi gli oratori dei vari partiti. Dopo il Cancelliere prese la parola qual primo oratore il deputato Gröber (Centro). Egli disse che le dichiarazioni del Cancelliere erano tranquillizzanti. Il Cancelliere si è richiamato a ragione sul fatto che l'estero nemico continua a proclamare le sue velleità di annientamento. È su questo che si deve contare. Ma d'altra parte bisogna constatare che noi ci troviamo come per lo passato sul terreno della pace d'accomodamento.
Dopo il deputato Gröber, parlò l'on. Scheidemann per i socialisti maggioritari e trattò di varie questioni di politica interna ed estera. Disse di scorgere nelle parole del Cancelliere soprattutto l'assenza di chiarezza sulla questione belga; chiarezza di cui evvi assoluto bisogno. Accennò quindi all'urgentissima necessità di scogliere finalmente la promessa del suffragio. La sua critica però non fu aspra abbastanza da far credere che anche la maggioranza socialista avrebbe, nel corso della discussione, negato al Governo Hertling-Payer gli ulteriori crediti di guerra.
Il deputato Fischbeck, che parlò in nome del partito democratico progressista si mostrò soddisfatto delle dichiarazioni del Cancelliere, ma disse che il suo partito non avrebbe assunto subito un contegno definitivo, volendo prima vedere ai fatti il nuovo Segretario di Stato.
Mancano all'ora presente i discorsi dei conservatori e dei liberali-nazionali perché la seduta fu rimandata al 12.
L'impressione al Reichstag è stata questa: che nessuna delle frazioni della maggioranza ritiene il momento presente adatto per cambiare l'atteggiamento dinanzi al Governo Hert-
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ling. Le assicurazioni del Cancelliere che le riforme interne dovranno esser condotte a porto con tutta energia e che la politica estera si atterrà, anche in seguito, alla Nota di risposta al Papa, nonché il fatto che d'accordo col Supremo Commando dell'esercito, il Governo è pronto ad accedere a proposte di pace veramente serie, furono accolte da ogni parte con vivo compiacimento. In quanto alle ragioni del ritiro del Segretario di Stato von Kühlmann il Cancelliere non si sbottonò troppo. Dalle sue parole si è creduto di comprendere che esistessero già sin dal principio dell'anno, se non proprio discordi fondamentali di parere, almeno diversità di opinioni sul trattamento ufficiale dei problemi di politica estera. Le questioni sorte da questa divergenza di vedute indussero il Kühlmann, al quale non sono mancati grandi elogi per la sua innegabile abilità, a dimettersi.
Dai discorsi dei vari oratori si è compreso esistere il desiderio nelle varie frazioni, fino alle file socialiste, di accordare ulteriore fiducia al Governo Hertling-Payer e di vedere all'opera il nuovo Segretario di Stato. La maggioranza del Reichstag rimarrà insieme compatta; e i socialisti approveranno i nuovi crediti se anche con riserve. Il colloquio del Vicecancelliere signor von Payer col nuovo candidato all'Ufficio degli Esteri, signor von Hintze, ha avuto un risultato così soddisfacente che non si parla più di una crisi-Payer.
Empfohlene Zitierweise:
[Erzberger, Matthias], Il Cancelliere parla nella Commissione principale del Reichstag sul ritiro di von Kühlmann e del corso della politica del Governo vom 11. Juli 1918 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 8418, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/8418. Letzter Zugriff am: 12.12.2019.
Online seit 02.03.2011