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Dokument-Nr. 9447

Erzberger, Matthias: 6. Luglio, 06. Juli 1917

Erzberger ritiene che l'attuale approvazione dei crediti sia la più importante dallo scoppio della guerra. Il Reichstag quando si radunerà nell'autunno, starà di fronte alla campagna d'inverno. Allora si preparerà la offensiva della primavera. Al radunarsi del Reichstag nel 1918, essa avrà raggiunto la fine. Quindi dopo l'approvazione di questi crediti si può contare sopra altro anno di guerra. Ciò che significa lo sappiamo: per la Germania almeno 50 mil. spese. 36 dirette e 15 di danni di guerra. Ciò che di forza popolare significhi nessuno potrebbe computarlo.
Batocki ha ragione se dice che un miglioramento nei viveri non si avrà pel prossimo inverno. Nella questione dei grassi e del carbone si ha invece un peggioramento. Il Governo invece chiede continuamente una maggiore resistenza. Ma si può resistere se si è animati dal pensiero che il resistere procurerà nel prossimo anno una pace migliore. Di fronte a questa possibilità l'oratore ha i suoi dubbi. Certamente i fronti saranno mantenuti, ma la questione sarà divenuta per noi più presente, perché la macchina degli avversari diviene sempre più forte e presso di noi si accentua la mancanza di materie prime. Ciò che riguardi la illimitata guerra sottomarina il Segr. di Stato della Marina ha fermamente ammesso che egli ed altri hanno parlato di 6 mesi, dopo i quali doveva venir la proposta di pace dell'Inghilterra. Non si gioca alcun
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scherzo al Segr. di Stato, ma è storia. Chi si è sbagliato così gravemente non può più aspettare che il parlamento abbia la fiducia necessaria al prolungamento della guerra.
L'ufficio degli Esteri ha ora la difficile missione di pensare a tener ancor fedeli i nostri alleati, specialmente l'Austria. Non si deve rimproverare l'uff. degli esteri se le sue azioni sono in ribasso in Austria: ma anche all'Austria si fece l'assicurazione dei sei mesi.
Non è giusto neppure il nuovo calcolo del Segr. di Stato per l'interno circa la questione del tonnellaggio. Si deve calcolare non solo i bastimenti a vapore, ma anche quelli a vela. Secondo i registri dei Lloyds del 30 Luglio 1914 il tonn. mond. saliva allora a 49.089.552 ton. di cui 3,6 di velieri. Colle nuove costruzioni nel 14, 15, 16 [sic] il tonn. mond. è salito fino a 57 mil. t. Se si sottrae ciò che fu affondato o danneggiato con mine vi è diminuzione di 19,4 mil. t. Alla fine dell'anno si avrà quindi un tonn. mondiale di 38,2. mil.: sottraendo la nostra flotta 35.000.000. L'Ingh. userà del suo meglio questo tonnellaggio. Sottraendo le perdite del 1918 si avrà presumibilmente che alla fine del 1918 si avrà 26-27 mil. tonn. Oggi ogni nave parte, tant'è alto il molo. L'Ingh. ha saputo usare 600 barcotti belgi fluviali in tutto 360.000 tonnellate con cui trasporta le colossali munizioni da Dover a Calais. Al ritorno servirono come lazzaretti e per altri scopi. Essi sono bene protetti da altre navi e a causa del piccolo pescaggio quasi inattaccabili. Quindi nel 1918 abbiamo quasi 30 mil. tonn.
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35 al principio, 27 alla fine. Siccome ogni nave può fare in 1 anno 5  viaggi così con 30 mil. tonn. si possono trasportare 150.000.000 di merci. Quanto ne abbisognano i nemici e neutri? L'oratore non era preciso. Si dice che Inghilterra per viveri o materie prime abbisogni di 30-32 mil. tonn. all'anno. Che tutta l'intesa ne abbisognerà 50-60 mil. Dunque nel resto del mondo ne rimane ancora basta [sic]. Del resto anche oggi si risparmia assai dall'Inghilterra e quindi non si può fare calcolo esatto. Il Gov. può saper meglio se coll'importazione l'Ingh. può avere quanto le abbisogna e quindi se ne 1918 poter durare con tale tonnellaggio. Quanto a ciò si potranno prendere buoni indici dai giornali: i cui annunzi circa i viveri e le merci sono veritieri: ora i giornali dell'Intesa ci fanno sapere da tali annunzi che ci sono ancora buone materie e che gli alleati non anno [sic] dei surrogati e che a Parigi ed Inghilterra si vive oggi come noi nell'inverno 15-16. Del resto il miglior barometro dell'efficacia della guerra sottomarina ce lo indica la disposizione che ha l'Ingh. alla pace. L'Ingh. disse che la Russia doveva conquistare tutta la Polonia. – L'affare Grimm Hoffmann ci da altro indizio. Se un uomo come Hoffmann che così precocemente voleva proporre la pace fu per causa dell'Inghilt. cacciato via, si deve ammettere che l'Ingh. non ha alcuna disposizione alla pace, e che i sottomarini non ne procurarono. Nel computo fatto finora circa i sottomarini si è fatto errore che non dev'essere ripetuto. Si deve calcolare dal tonn. mondiale e giudicare se l'Ingh. se perde 1 mil. ton. al mese è dopo qualche tempo rovinata. Il Segr. di Stato agli Interni disse che oggi ci aspetta solo pace di [colpa?] a discrezione: non so se ciò sia sicuro. Si deve
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anche calcolare se alla fine del 18 staremo meglio o potremo aver pace migliore. Non si deve mettere sul punto di vista che altrimenti la guerra l'avremmo combattuta inutilmente e che i pesi di guerra senza indennità saranno troppo pesanti. Nel prossimo anno avremo altri 50 miliardi debiti: Il nostro popolo potrebbe sopportare quello che finora abbiamo: ma la continuazione della guerra potrebbe portarci alla rovina. Si deve ritornare al momento dello scoppio guerra. L'unione del popolo tedesco si avrà dal punto di vista della guerra di difesa. L'opinione che il Kaiser appoggi le pretese pangermaniste, non è certo esatto. Lo dimostra il fatto che l'ammiraglio Knorr del Gabinetto-marina a causa della sua partecipazione alla Conferenza Adlon fu rimproverato. Disgraziatamente si verifica anche presso gente del tutto leale un atteggiamento del sentimento monarchico e del rispetto al Kaiser. Non si capisce perché i grandi capitani che vinsero battaglie e furono feriti dopo la loro guarigione non furono ricevuti dal Kaiser. Non si capisce che Bülow dopo il suo ritorno dall'Italia non abbia avuto nulla da riferire al Kaiser e che Bernstorff pure non fu ricevuto subito a riferire. L'Imp. d'Austria riceve sempre deputati. Ci si chiede perché ciò non avvenga da noi. Durante la guerra il Kaiser andò del tutto in 2 linea: lo si fa venir fuori solo per tener discorsi ai soldati che fanno loro bene, ma il cui fatto nuoce a chi lo considera. Nessuno sa ciò che il futuro ci porterà. Il Reichstag ha interesse che il Kaiser sia informato di tutto. Ciò che avviene ai monarchi che stanno troppo ritirati lo dice la Russia – anche molti socialisti non hanno interesse che oggi il sentimento monarchico perda ancor di più.
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Col compito dei sottomarini non si avvicinerà la pace: la guerra dev'essere condotta con tutti i mezzi, come fin'ora. Ma se nel Reichstag una grande maggioranza e forse tutti i deputati venissero nel pensiero del 1 agosto 1914: noi stiamo sul terreno della guerra difensiva e tiriamo perciò tutte le conseguenze, noi perseguiamo una pace di accordo che ha riguardo delle condizioni delle Potenze, sorte durante la guerra; una pace che non vuole usare alcuna oppressione sui popoli e sui confini: se il Reichstag potesse dir ciò al Governo, allora sarebbe questo il miglior cammino alla pace. Non dobbiamo preoccuparci di 25.000 Pangermanisti, ma lasciare tranquillamente che essi s'impazziscano. Fabbricare per loro dei sanatori ci costerà meno che un anno di guerra. Il modo pratico di valersi diplomaticamente di tale deliberazione è cosa del Cancelliere. Tutti i tentativi di armistizio colla Russia falliranno, finché dei tedeschi andranno all'estero e là riferiranno sopra le opinioni in Germania: poiché gli uni riferiscono che Bethmann non ha da dir nulla; i suoi annunzi sono chiari: si deve vedere su che terreno stanno Hindenburg e Ludendorff circa tali cose. In base a queste asserzioni gli agenti inglesi usano dire: guardate: è solo una trappola in cui vi vogliono prendere. Se autorità militari si esprimono che non si può far pace alla buona senza separazione della Lituania, non si può pensare alla pace colla Russia e quindi è ciò di nuovo per gli agenti inglesi un buon boccone per influire sulle potenze affinché mandi in aria un armistizio. Ma dalle basi indicate dall'Oratore sarebbe possibile al Governo di condurre a compimento una pace al momento opportuno. Del resto non si devono perder di vista
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le circostanze di fatto. Tutta l'Africa incluso l'Egitto ed anche la Mesopotamia oggi sono inglesi. Il meraviglioso lavoro dei nostri sottomarini non può ottenere che un battello venga da noi mentre 90% vanno in Inghilterra. Una tale decisione del Reichstag, come l'oratore lo pensa, non esporrebbe la Germania ad essere considerata come debole e cedevole: tanto più se si aggiunge che in caso di rifiuto combatteremo fino alla fine. Nella guerra del 70 sono comparsi in Germania dozzine di scritti che trattavano il lato militare, ma non è comparso alcun scritto che si occupasse della situazione politica. Invece in Francia vi sono numerosissimi scritti sulla questione politica. Da ciò provenne che Bismarck nel 1870 fece tre volte il tentativo di ottenere un armistizio colla Francia. Allora ciò non passi come segno di debolezza. La Germania stendendo la mano per la pace non viene di un atomo più debole. All'estero, in forza del grandissimo spionaggio, si è sul nostro stato meglio informati di noi. Mediante una decisione del Reichstag nel senso indicato potrebbe la Germania trovare qualche simpatia presso i neutrali: certamente la Germania non deve concludere alcuna pace di sottomissione che rovinasse il suo popolo, ma senza amarezza e freddamente deve tirare con giudizio le conseguenze politiche delle circostanze attuali, anche per tutta la politica interna, tanto nella questione elettorale, come nella questione di una più stretta armonia tra Governo e Parlamento. Mai dovrà dare il nostro popolo al Reichstag la sua parola: troppo tardi".
Empfohlene Zitierweise:
Erzberger, Matthias, 6. Luglio vom 06. Juli 1917 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 9447, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/9447. Letzter Zugriff am: 20.09.2019.
Online seit 24.03.2010