Dokument-Nr. 2607

[Erzberger, Matthias]: Devastazioni francesi ed inglesi sul fronte occidentale., vor dem 18. Juli 1918

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Devastazioni francesi ed inglesi sul fronte occidentale.
(St. Quentin, Noyon, Mondidier, Laon.)
Appendice: 5 Illustrazioni concernenti la distruzione della chiesa e dell'archivio in Bruges e Lissewegke-Zeebrügge per opera delle bombe di aviatori inglesi.
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Nelle ultime settimane prima dell'inizio della nuova grande offensiva nell'Ovest, i bollettini e radiotelegrammi militari tedeschi accennarono di continuo all'ininterrotto bombardamento della citta di Laon, al pericolo sempre crescente cui era esposta la sua cattedrale.
Ma Laon non è stata che uno dei bersagli dell'artiglieria inglese e francese. Oltre la distruzione di questa città va ricordata ancora la distruzione della basilica di St. Quentin, la rovina irreparabile di Noyon e della sua cattedrale, la devastazione di tutta Montdidier con i suoi monumenti d'arte.
St. Quentin
Addirittura raccapricciante è l'impressione che fa oggi St. Quentin. Chi già vide, in tempo di pace, la grandiosa basilica, che fra le costruzioni gotiche di Piccardia è, con la cattedrale d'Amiens, il più splendido monumento architettonico, e già allora rimase atterrito dall'abbandono in cui era lasciato l'esterno preziosissimo dell'edificio, si da giustificare pienamente lo scritto di Maurice Barrès "La grande pitié des églises de France" come chi, durante la guerra, poté ammirare la basilica, risparmiata e protetta accuratamente dalle autorità militari tedesche non rimarrà, certo, indifferente alla sua rapida rovina. Già un anno fa le mura esterne erano state colpite da circa cinquanta granate in pieno. Queste granate avevano colpito specialmente il lato meridionale,
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erano, quindi, di provenienza franbese. E già allora il lato oacidentale, il rosone nella navata traversa meridionale e i contrafforti del lato meridionale, erano in parte demoliti. Il 15 agosto 1917, in conseguenza del bombardamento intensificato dalla fine di luglio, il tetto della cattedrale prese fuoco e la travatura rimase preda delle fiamme. Parve, tuttavia, che l'interno potesse ancora venir salvato. Le volte erano ancora in piedi e così i frontoni della crocera, pur dopo l'incendio. Ma la "grande délabrée", come la chiamano i Francesi, dalla mancanza di cure era stata troppo indebolita nella sua struttura. Le intemperie e il bombardamento insistente provocarono, già nel settembre, la caduta della volta della nave traversale. A questa caduta seguì quella della volta della scuola di canto. Il bombardamento, che alla fine di settembre fu ripreso con raddoppiata violenza, ebbe per effetto, il 17 gennaio di quest'anno, il crollo di tutta la volta dell'abside: pure i peducci furono trascinati nella caduta. La volta della nave principale mostrava già allora grandi buchi. Nell'ultimo bombardamento anglo-francese, prima della grande offensiva, essa finì per precipitare interamente. Una gran breccia fu aperta nella parete del braccio orientale dalle palle di cannoni di grosso calibro. Nella scuola di canto una delle finestre della parete meridionale fu demolita con tutto il fascio dei pilastri; la rosa nel braccio meridionale della nave traversa ridotta in frantumi.
All'esterno, più danneggiati di tutti sono il lato occidentale e il meridionale. La torre campanaria in-
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compiuta è, specie nel lato occidentale, gravemente colpita; la cima è ridotta un mucchio di macerie; dei contrafforti sei sono stati, nel lato meridionale, gravemente danneggiati nella loro parte superiore. Due contrafforti del lato settentrionale sono stati frantumati alla base. Il rimanente della serie di contrafforti sul lato occidentale è quasi completamente distrutto. I pinnacoli della crocera, che in dicembre erano per metà ancora in piedi, sono crollati; del braccio meridionale della navata trasversale l'angolo sudoccidentale è demolito. L'interno è ingombro da mucchi di rovine sui quali seguitano a cadere continuamente pezzi delle volte.
Delle granate cadute sulla cattedrale e nei dintorni più delle metà sono di origine francese. Non è stata soltanto l'artiglieria inglese che nell'ultimo bombardamento ha distrutto quasi interamente il centro della città vecchia e i disgraziati sobborghi: pure l'artiglieria francese ha partecipato largamente, sin dal principio, a questa distruzione della cattedrale.
Anche la ohiesa di San Martino è stata abbattuta dalle granate. Della pittoresca chiesa barocca in Rue de la Cellerie tutto il coro e il braccio meridionale della nave trasversale è distrutto; la volta è crollata. Il palazzo di Ferpaques, il palazzo di giustizia, opera dell'architetto Malgras, ha sofferto molto, specie sul lato destro della sua facciata monumentale in pietra arenaria. Mentre il tetto è stato sforacchiato da palle di cannone d'ogni calibro, la biblioteca, al piano superiore dell'ala destra, è interamente rovinata; la volta della gran sala delle feste crollata, il vicino palazzo comunale go-
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tico, con la sua graziosa facciata del 1509, è rimasto, come per un miracolo, intatto: la facciata è stata colpita solo da un paio di granate, che hanno frantumato le rose in uno dei frontoni, spazzando via le punte di un altro.
Per l'amministrazione militare tedesca St. Quentin fu oggetto di speciali ansie e sollecitudini. Un professore tedesco, il padre francescano Raimund Dreiling, ha scritto la prima monografia storica della cattedrale. Già durante il cannoneggiamento, nella primavera del 1917, il comando dell'esercito tedesco, fece rimuovere, sotto la direzione di uno storico dell'arte, le preziose vetrate dipinte del periodo gotico e della rinascenza, dopo che erano state trasportate a Maubeuge, scelte da competenti, le opere di maggior pregio del museo cittadino, insieme con i tesori del museo Lécuyer, soprattutto l'impareggiabile serie di pastelli del più famoso pittore di St. Quentin, Quentin de la Tour, e i libri e manoscritti più preziosi della biblioteca. Tutte queste opere d'arte sono ora raccolte in un piccolo museo ordinato con molto gusto e arricchito delle tappezzerie, bronzi, sculture, mobili provenienti dalla stessa zona di guerra, sicché fanno un effetto assai migliore che non negli angusti locali del vecchio museo. L'opera di Quentin de la Tour era già stata, del resto, fissata in una pubblicazione di lusso, da un corpo di riserva tedesco. Il direttore del museo Teophil Eck, e il custode del medesimo, trasferiti pure a Maubeuge, sono stati testimoni della cura con cui il comando dell'esercito tedesco ha attuato la sua opera di salvamento.
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Noyon.
Il fuoco devastatore dell'artiglieria francese ha preso di mira pure Noyon, straricca di preziosi monumenti storici. Da oltre sei settimane l'artiglieria francese bersaglia la città che il comando dell'esercito tedesco, nella ritirata strategica della primavera 1917, aveva completamente risparmiato, con la sua cattedrale nonostante il pericolo che ciò implicava per le posteriori operazioni militari. Senza una direzione precisa e senza sistema i Francesi sparano su tutte le parti della città. Il fuoco è però concentrato soprattutto sulla cattedrale e sul vicino Mercato. La cattedrale di Noyon è, nella storia dell'arte gotica francese, un monumento senza riscontro. E il più vetusto edificio gotico giunto per intero sino ai nostri tempi. Questa magnifica costruzione gotica fu già, un mese addietro, colpita da granate incendiarie. L'incendio ha distrutto la travatura del tetto, che i crollato. Le due grandi torri della facciata occidenta1e hanno perduto le loro guglie. La torre meridionale è bruciata all'intorno: le fiamme hanno distrutto pure la balconata colle bella cassa dell'organo e calcinato le pareti. Molte granate hanno colpito la facciata occidentale; un angolo della torre meridionale è stato spazzato via. Una delle cappelle meridionali dell'abside è stata pure gravemente danneggiata; nel transetto,
le pareti sono demolite, la cornice di una finestra è stata interamente distrutta. La biblioteca del capitolo, che si trovava in un vecchio edificio di bella architettura, presso il coro della cattedrale, va in rovina: una granata ha passato da parte a parte il tetto; i cristalli del-
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le finestre sono da un pezzo andati in frantumi. Il bombardamento ininterrotto ha reso impossibile all'amministrazione tedesca di tentare qualsiasi azione di salvamento. Pure il pittoresco palazzo comunale, con la sua graziosa meseolanza di stile gotico e della prima rinascenza, è interamente arso: l'interno è tutto crollato, la facciata è ridotta a brandelli.
Montdidier.
Pure su Montdidier è stato concentrato il fuoco dei cannoni ang1o-franaesi. Come in Roye, Péronne e Bapaume, le cui chiese furono tutte distrutte dalle granate anglo-franaesi, allorquando queste città si trovarono in prima linea, anvhe in Montdidier si tratta di monumenti dell'arvhitettura gotica più recente che sono stati distrutti. Tutto un importante periodo d'arte francese è stato sacrifiaato qui dall'artiglieria francese. La gran chiesa di St.Pierre, cominciata a costruire nel 1475, col riocco portale fiancheggiato da due torricelle ottagonali e coronato da una leggiadra galleria, con le belle vetrate della rinascenza del 1552, è esposta alla rovina.
La torre è crollata, il portale e tutta la facciata sono crivellati dalle palle. Pure la chiesa del Santo Sepolcro, cominciata a costruire al principio del secolo XVI, è adesso interamente distrutta. All'interno, il Santo Sepolcro, il fonte battesimale del l531 e con essi tutti gli altri tesori, vanno in malora. Pure i giorni del palazzo di giustizia, che fu costruito a più riprese dal XII al XVII secolo, sono contati. Tutta la città oggi non è più
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che un immenso campo di macerie.
Laon.
Da Pasqua Laon giacque sotto il fuoco dei cannoni francesi a lunga portata. In principio si trattò solo di un bombardamento passeggero, ma da Pentecoste il bombardamento è divenuto sempre più intensivo e continuo. Dalla stazione presa anzitutto di mira, esso venne esteso senza precisa direzione a tutta la città. Nelle ultime giornate di maggio il bombardamento diventò ancora più violento. I sobborghi vennero in gran parte distrutti; la popolazione, sbigottita, si rifugiò nelle cantine. Non un quartiere della città, così ricca di monumenti architettonici, è stato risparmiato. I Francesi hanno cercato da principio di non danneggiare la cattedrale, ma alcune granate oolpirono in pieno il chiostro del duomo, e fu un vero miracolo che una bomba di glassa calibro, caduta sul palazzo vescovile, non scoppiò. Più d'ogni altro edificio ha sofferto la chiesa di San Martino, la chiesa della antica abbazia dei premostratensi all'estremo della città. Sul lato meridionale le granate francesi hanno aperto innumerevoli buchi, distrutto tutto il primo giogo, la facciata occidentale e la sacrestia, squarciate le pareti esterne del magnifico edificio. Certo è possibile impedire che le pareti pericolanti precipitino, ma è dubbio che il desiderato successo coroni il tentativo.
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Quale magnifica serie di cattedrali gotiche nella fertile pianura a sud di Noyon, dinanzi allo Chemin des dames, ora in mano dei Tedeschi, dove una ricca città sorge accanto all'altra - Bruyères, Vorges, Presnes, Nouvion, Laval, Urcel! Quanto più ci s'avvicina al vecchio fronte, tanto più cresce lo spettacolo di desolazione. Delle magnifiche chiese, con i loro ornamenti fondamentali e le infinite leggiadrie dei particolari, la maggior parte è interamente distrutta. E interamente distrutta è pure la maggior parte dei piccoli castelli.
Dovunque si spinge l'occhio non vede che cumuli di rovine. Molto è irreparabilmente perduto. Notre Dame di Noyon e la chiesa di San Martino in Laon potrebbero oggi essere ancora riparate per quanto, specie nel riguardo di Notre Dame, il compito si presenti difficile. Oggi una ricostruzione di Noyon sarebbe ancora possibile, ma già forse domani non più, certo non più se il bombardamento francese durerà anche qualche mese. St. Quentin e Montdidier, con i loro superbi monumenti, non esistono più, e così Roye, Bapaume e Péronne. Ciò che rimane ancora in piedi della basilica di St. Quentin è in tale stato che un ristauro [sic] significherebbe la ricostruzione ab imis di una gran parte della basilica.
Se i Francesi pretendono che questa loro opera di devastazione sia giudicata come una necessità, essi non hanno il diritto di definire barbara la condotta tedesca della guerra se questa si svolge conformandosi alle esigenze militari. Invece di insorgere contro gli effetti concomitanti dell'azione diretta alla offesa del nemico
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i Francesi dovrebbero insorgere piuttosto contro la guerra in generale cui essi non vogliono metter fine concludendo la pace.
Diamo, in appendice, alcune immagini1 delle devastazioni fatte recentemente da bombe di aviatori inglesi nella chiesa di Waldburg, nell'archivio di Bruges e nella chiesa di Lissewegke-Zeebrügge.
1Nicht in der Akte.
Empfohlene Zitierweise
[Erzberger, Matthias], Devastazioni francesi ed inglesi sul fronte occidentale. vom vor dem 18. Juli 1918, Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 2607, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/2607. Letzter Zugriff am: 13.06.2024.
Online seit 02.03.2011.