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Dokument-Nr. 2682

Erzberger, Matthias: Come sono state accolte a Berlino le condizioni di pace degli Alleati, 10. Mai 1919

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La notificazione delle condizioni di pace degli Alleati cominciata l’8 del c. m. con un estratto dal "Times" e poi con un estratto dell’Ufficio telegrafico Wolff, ha avuto su tutto il popolo tedesco l’effetto del fulmine. Le notizie al riguardo, apparse sin qui nella stampa estera, erano ritenute generalmente esagerate, ed aventi la funzione di spauracchio. Si pensava che la stampa estera lavorasse per ordine dei Governi avversari all’intento di tener più basse che fosse possibile le aspettazioni del popolo tedesco, affinché le vere e proprie condizioni di pace risultassero alla fine accettabili. Or ecco che le vere condizioni di pace sorpassano di gran lunga, nella loro inaudita durezza ed asprezza, tutto quello che, sin qui, poté far trapelare la stampa estera. Nessunissima traccia in esse dell’osservanza dei 14 punti di Wilson, accettati dal popolo germanico qual base per la pace, prima di procedere alla conclusione dell’armistizio; punti che anche gli alleati si erano impegnati di osservare, come risulta anche dalla nota del segretario di Stato Lansing al Governo tedesco in data 5 novembre. Invece della pace del diritto, della giustizia, e della riconciliazione dei popoli, – come anela da mesi e mesi il popolo germanico ed a cui ha fatto il sacrificio di accettare e di lealmente osservare le condizioni di armistizio atrocemente dure, – gli Alleati intendono di costringere la Germania a sottoscrivere una pace basata sul più sfacciato imperialismo. Essa sapeva bene che non gli sarebbe stata offerta una pace facile; ed era pronta, nell’interesse della pace facile; ed era pronta, nell’interesse della pace per sé stessa e per tutto il mondo, di compiere serenamente il sacrificio che venivale dall’osservanza e dalla concretazione dei 14 punti di Wilson, nello spirito della giustizia e dell’equità. Cosi agendo il popolo tedesco aveva però il diritto di sperare che non sarebbe stata toccata la sua unità nazionale, il più grande bene che un
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popolo possegga; e che gli sarebbe stata lasciata la possibilità e i mezzi per procedere alla ricostruzione del suo stato economico completamente distrutto; per procurare alla sua popolazione pane e lavoro; per far fronte ai suoi impegni all’interno ed all’estero; e mantenere, infine, l’ordine nel Paese. Orbene: questa naturale aspettativa del popolo tedesco ha subito un orribile disinganno. Le condizioni di pace degli Alleati prendono in considerazione lo smembramento della Germania, impongono ai tedeschi carichi economici e finanziari di una spietatezza inaudita, e negano ad essi, nello stesso momento, la libertà e la possibilità di corrispondere a tali impegni. La Germania dovrebbe perdere la maggior parte della Slesia superiore, la Posnania e la provincia della Prussia occidentale sulla riva sinistra della Vistola, infine parti della Prussia orientale a sud e ad est della medesima. La Germania dovrebbe perdere altresì, oltre l’Alsazia-Lorena, il bacino della Saar, il Moresnet prussiano e i circondari di Eupen e Malmedy. Essa deve, secondo le imposizioni nemiche, rifondere tutti i danni cagionati dalla guerra. La somma totale dell’indennità non è stata ancora nominata; essa dovrà essere fissata dagli Alleati fino al maggio 1921. Frattanto dovrebbe pagare 20 miliardi in oro, in merci, in navi e simili. Tutte quante le navi mercantili tedesche di 1.600 tonnellate e superiori a questo tonnellaggio, la metà delle navi fra le 1.000 e le 1.600 tonnellate, ed una quarta parte di tutti i vapori e navi pescherecce, dovranno essere consegnate; oltre a ciò dovrebbe costruire per l’Intesa e per la durata di 5 anni, navi mercantili per un tonnellaggio complessivo di 200.000 t. La riva sinistra del Reno rimarrà occupata per ben 15 anni e la Germania dovrà sopportare tutte le sue spese di quest’occupazione. Dovrà perdere, inoltre, tutto quanto il suo commercio e tutta quanta la sua proprietà di Stato all’estero. Un certo numero di industrie, per esempio,
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l’industria chimica e quella mineraria, dovranno fornire la metà della loro produzione annuale. E così via. Le condizioni di pace continuano in questa forma fin nei più minuti particolari. Fra l’altro la Germania, ove migliaia e migliaia di fanciulli od adulti, muoiono per l’inanizione e per la mancanza del latte, dovrebbe consegnare molte centinaia di migliaia di giumenti fra cui 100.000 vacche lattifere. La Germania, del tutto impoverita, vien paralizzata completamente nella sua libertà d’azione economica e finanziaria e costretta a soddisfare nel contempo condizioni inauditamente schiaccianti.
Una grande disperazione si è impossessata del popolo tedesco. Berlino è in preda al più doloroso abbattimento accoppiato ad una grande costernazione e ad un incommensurabile sdegno per le condizioni di pace inaudite, umilianti e annientanti. Il palpito di una metropoli di milioni di uomini è arrestato. Lo stesso quadro impressionante si può osservare in tutte le parti dello Stato. Dappertutto si rispecchia la medesima costernazione accasciante per la situazione in cui l’espressione brutale del desiderio d’annientamento degli Alleati ha gettato la Germania. A Berlino la borsa è stata chiusa, immediatamente interrotte le sedute dell’Assemblea nazionale prussiana, e il Presidente del ministero ha ordinato una settimana di lutto per tutta quanta la Germania. Il presidente della Repubblica germanica, il Presidente del Gabinetto hanno emanato al Popolo tedesco il seguente appello:
Berlino 3 maggio 1919
L’onesto volere di pace del nostro popolo, gravemente provato, ebbe la prima risposta colle condizioni d’armistizio inauditamente dure. Il popolo tedesco ha deposto le armi ed ha osservato scrupolosamente tutti quanti gli impegni assunti coll’armistizio, per quanto duri essi fossero. Ciò nonostante i nostri avver-
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sari han continuato per altri sei mesi la guerra, mantenendo intatto l’atroce blocco della fame. Il popolo tedesco ha sopportato tutti i gravi pesi fiducioso nella promessa data dagli alleati con nota del 5 novembre; che la pace, cioè, sarebbe stata una pace del diritto, sulla base dei 14 punti di Wilson. Senonché, quello che ci viene offerto oggi contraddice colla promessa fattaci, è insopportabile per il popolo tedesco, e, anche impegnando tutte quante le nostre forze, inadempibile. Violenza senza misura e senza limiti dovrà esser fatta al popolo tedesco. Da una pace imposta così colla forza, dovrà sorgere nuovo odio fra i popoli o, nel corso della storia, nuovo spargimento di sangue. Il mondo dovrà seppellire qualsiasi speranza in una lega di popoli intesa a liberare e salvare i medesimi e ad assicurare la pace. Lo scopo di questa pace di violenza è: smembrare e disunire il popolo tedesco, gettare il ceto operaio tedesco nelle braccia del capitalismo straniero ad una mercede da schiavi indegna del genere umano, e incatenare durevolmente la giovane repubblica ai piedi dell’imperialismo dell’Intesa. Il Governo popolare tedesco risponderà alla proposta di pace basata sulla violenza, colla proposta della pace del diritto sulla base di una durevole pace dei popoli. La grande agitazione impadronitasi di quanti tutti [sic] gli strati del popolo tedesco dimostra che il Governo non fa che esprimere la volontà compatta di tutto il popolo. Il Governo germanico impiegherà tutte le sue forze per ottenere per il popolo tedesco quella medesima unità nazionale e indipendenza e la medesima libertà del lavoro nell’economia e nella coltura, che gli Alleati vogliono dare
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a tutti i popoli dell’Europa, eccettuato il nostro. Esso deve dunque salvarsi col suo proprio agire. Dato il grande pericolo dell’annientamento che ci sovrasta, il popolo tedesco e il suo Governo, da esso stesso scelto, debbono stare uniti senza distinzioni di parte. Che la Germania si fonda nella volontà concorde di salvare la nazionalità e la libertà conquistate! Ogni pensiero e tutto il volere della Nazione siano rivolte adesso al lavoro per il mantenimento e per la ricostruzione della nostra patria! Il Governo chiama tutti i cittadini e li invita a resistere con esso in questa gravissima ora, in fiducia reciproca, nella via del dovere, e nella fiducia che abbia a vincere infine la ragione e il diritto.
Il Presidente della Repubblica:
Ebert.
I membri del Gabinetto:
Scheidemann, Dernburg, Bauer, Bell, David, Erzberger, Gothein, Noske, Preuss, Wissel, Schmeidt.
I Governi della Confederazione hanno fatto, da parte loro, dichiarazioni simili, come annunziano dalla Prussia, Baden, Assia, Oldenburg e Sassonia. Tutti i partiti in tutto il Paese organizzano grandi dimostrazioni per dar giusta espressione al disinganno e allo sdegno del popolo contro la durezza delle condizioni. Dappertutto si scorge la medesima risoluzione di ribellarsi contro lo smisurato torto che dovrebbe esser inflitto alla Germania, e di impegnarsi con incrollabile tenacia e fiducia per il diritto e per la giustizia. Più grande che altrove è l’indignazione nei territori che gli Alleati vorrebbero annettersi; nella Slesia superiore, cioè, a Danzica, nella Prussia oc-
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cidentale e nella Prussia orientale.
Subito dopo la notificazione delle condizioni si riunì il Ministero in seduta. Il suo atteggiamento dinanzi alle condizioni di pace è, brevemente detto, questo: che le medesime sono insopportabili e d inadempibili. Il Governo tedesco pone però in second'ordine la domanda se si deve rispondere alle proposte di pace con un sì o con un no; ed è disposto invece e vuol far di tutto per negoziare con gli Alleati. Oltre a ciò dovranno esser presentate controproposte da parte tedesca. Queste controproposte dovranno, a differenza dello strumento di pace presentato dagli Alleati, prendere scrupolosamente in considerazione i 14 punti di Wilson. Non prenderanno, prevedibilmente, in considerazione ogni singolo punto delle condizioni degli Alleati, no, poiché questo sarebbe assolutamente impossibile dato il numero straordinario delle violazioni in esso contenute, ma formeranno in sé un tutto organico. La delegazione tedesca a Versailles farà di tutto per venire a negoziati cogli Alleati affine di costatare se veramente essi intendono rimanere rigidi al loro progetto di pace, oppure se questo costituisce per essi una base atta a dar soltanto inizio a trattative. Se in questi ultimi anni vi è stata un'unione assoluta in Germania fra popolo e Governo, quest'unione esiste oggi. Il Governo è compatto nell'opinione che le condizioni di pace degli Alleati sono inaccettabili. Sa di essere in questa sua opinione, completamente d’accordo coll’Assemblea di tutti i singoli stati confederati, e con tutti quanti i partiti, dall’estrema destra all’estrema sinistra. La stampa, senz'eccezioni, fa eco viva allo sdegno generale contro l’inattesa sopraffazione.
Il Presidente della Assemblea nazionale ha ordinato che questa sia convocata per lunedì a Berlino, per<di>1 darle occasione di prendere atteggiamenti di fronte alla pace di violenza degli Alleati.
1Hds. durchgestrichen und eingefügt, vermutlich vom Verfasser.
Empfohlene Zitierweise:
Erzberger, Matthias, Come sono state accolte a Berlino le condizioni di pace degli Alleati vom 10. Mai 1919 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 2682, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/2682. Letzter Zugriff am: 10.12.2019.
Online seit 04.06.2012