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Dokument-Nr. 4893

Erzberger, Matthias: Discorso nella Seduta segreta della Commissione del Reichstag Mercoledì 3 Luglio 1917, 03. Juli 1917

Dalle esposizioni dei Segretari di Stato e del Ministro della guerra risultarono tre punti principali:
1° Lo stato delle prospettive di pace è oggi tale che si può calcolare sopra una campagna invernale 1918.
2° Secondo le comunicazioni dell'Alto Comando si può ritenere che i nostri fronti saranno mantenuti, ma non si è udito che si può sperare in una offensiva.
3° La continuazione dell'illimitata guerra sottomarina ci assicurerà la pace. Circa il 1° o 2° punto nulla è cambiato dal passato. Ma circa il terzo si deve dire che prima era stata fissata ufficialmente una data precisa per la sconfitta dell'Inghilterra e secondo la statistica indicataci ci si poteva contare. Si diceva che la rovina economica dell'Inghilterra prima della raccolta era il risultato sicuro della guerra sottomarina. Ciò non è avvenuto, e neppure le basi di tale affermazione possono più oltre reggere. Sembra quindi inconcepibile che la Norddeutsche Allgemeine Zeitung recentemente abbia pubblicato un articolo sopra le perdite della flotta commerciale inglese il quale conduce ad errore la pubblica opinione. Secondo i numeri dati si dovrebbe pensare che tra 4 o 5 mesi l'Inghilterra dovrà cadere. Con ciò si infiltra nel popolo un ottimismo infondato a cui seguirà un grande pessimismo. Ciò è irresponsabile in un giornale officioso. Così sorge la profonda questione, come uscire dalla guerra. Molti del nostro popolo hanno calcolato colla fine della guerra in Autunno. È errore dire che potremo dettare la pace colla spada. Non si trova chi voglia sottoscrivere tale dettatura. Piuttosto bisogna procurare di finir la guerra con via politico-diplomatica. – Ma anche la migliore
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diplomazia del mondo non può rimediare al male fatto dalla guerra sottomarina. Almeno bisognerebbe non procurare altri conflitti coi neutrali. Il caso del Corriere in Norvegia non si può giustificare. Se la Marina crede necessari tali atti, bisogna che almeno ne sia informato prima il Ministero Esteri, e che non si proceda ad essi senza il consenso del Segretario di Stato.
Col ritiro di Hoffmann in Svizzera è avvenuta una grande mancanza per noi: il suo successore Ador è a causa delle sue simpatie e sentimenti incapace di capire senza pregiudizi la carica nella Croce Rossa internazionale. La stampa tedesca anche in tal caso aveva mancato. Non sarei meravigliato se andando di questo passo altri neutrali diverranno nemici.
Circa gli Alleati si sarebbe dovuto levare fiera protesta contro l'attacco degli inglesi nella Santa Città di Gerusalemme. Nulla di ciò si è visto sulla pubblica stampa.
Circa l'Austria il Ministero della guerra dovrebbe esigere che siano inviati in Austria soltanto quegli ufficiali che sono capaci di condurre le cose in modo che non nasca danno per la Germania. Per l'inadatto contegno di vari ufficiali sono nati incidenti in Austria. La posizione della Germania in Austria è dopo la rivoluzione russa indebolita, perché in Austria gli Slavi sono in maggioranza e non vi è colà un unico senso nazionale. Parimenti dannoso è il continuo parlare della "Schlamperei" austriaca. È pure falso dire che l'Austria deve la sua esistenza alla Germania, ambedue le potenze si appoggiano l'un l'altra e nessuna dovrebbe dire che è più forte dell'altra. Ora l'Austria potrebbe ottenere una pace molto più facilmente che la Germania. L'oratore è però convinto che l'Austria terrà all'alleanza fino all'ultimo respiro.
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Negli schiarimenti del Ministro della guerra non si trova indizio che ci dica che siamo in condizione di avere un successo decisivo mediante un'Offensiva in grande stile. La risposta a tale questione è decisiva per il giudizio della situazione. Forse l'Alto Comando può dare esso stesso schiarimenti ai deputati.
L'oratore dubita della pronta efficacia politica dell'illimitata guerra sottomarina e sarebbe desiderabile che nel corso della discussione tale dubbio potesse esser dissipato. Per la Commissione sarebbe specialmente interessante di sapere come è stabilito il tonnellaggio affondato e se le basi di tale accertamento sono così precise da non temersi errore. Gli Inglesi danno cifre molto minori. Dev'essere ricordato che un ex Capo dell'ammiragliato – Conte Baudissin, dichiarò che è impossibile che un sottomarino possa sempre precisare quale nave ha dinanzi, se molto grande o se armata ecc.
L'assicurazione delle autorità marittime, specialmente dell'Ammiragliato, che l'Inghilterra dopo un affondamento di 3,6 milioni tonn. doveva chieder pace, ha a sua base un errore di calcolo. Anzitutto deve esser dissipato, perché la ricetta del resistere può essere somministrata al popolo tedesco soltanto se si ha la certezza che essa condurrà allo scopo. Un articolo della Norddeutsche All. Zeitung della scorsa domenica, manifestamente uscita dall'ammiragliato, non contiene altro che un giudizio conducente in errore la pubblica opinione. Il punto di partenza del calcolo dev'essere preso solo dal tonnellaggio mondiale. Secondo il calcolo fatto dall'oratore il tonn. mond. in riguardo all'affondamento mensile (calcolato a I milione al mese) più due milioni altre perdite – calcolate pure
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le nuove costruzioni (in America 1,5 milioni) alla fine del 1917 si può stabilire a 38,7 milioni t. – togliendo le navi delle Potenze centrali a 35 milioni t. L'articolo suddetto calcola che l'Ingh. dal suo tonnellaggio ne usa 70 % per scopi guerra e 30 % per vettovagliamento. Ciò è falso perché in realtà l'Inghilterra usa quasi tutto il tonnellaggio mondiale per se e per gli Alleati. Quindi sorge la questione se anche dopo affondati 10 milioni nel 1918 i restanti 25. mil. basterebbero in 4 o 5 viaggi ossia con 125 milioni tonnellate a mantenere in vita l'Inghilterra, gli alleati ed i neutrali – e quindi se dopo altro anno di guerra sottomarina alla fine del 18 l'Ingh. chiederà la pace. Della risposta a tale questione dipende la risposta del popolo tedesco, che con una sua illusione crede che la pace dipenda da quella guerra. – In quale momento il Cancelliere crede di intervenire circa tale questione? Egli che aprì la guerra sottomarina sotto tali presupposti? E se non crede di intervenire come crede egli di poter procurare la pace?
Il programma di pace dei Socialisti contiene nella sua prima preposizione "nessuna annessione né indennità" due negazioni che non possono produrre alcun risultato, mentre la2a  preposizione "diritto dei popoli di regolarsi da se" da adito a grande sviluppo di questioni. Tale formola non potrebbe quindi offrire alcuna Garanzia di pace durevole. Parimenti illusorio è il programma di pace dei socialisti ed operai russi, a cui potrebbe darsi un significato soltanto se dicesse logicamente: se l'Intesa non accetta questo programma noi faremo pace separata. Ma siccome il Governo russo dichiara l'opposto
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:2 cioè: nessuna pace separata, anzi neppure armistizio separato, così tale programma di pace, di fronte all'Ingh. e Francia perde ogni forza e si caratterizza come una vuota frase, come si è visto nell'ironica risposta di Lloyd George e di Ribot all'indirizzo degli operai e soldati.
L'oratore raccomanda ai socialisti di far intendere chiaramente ai rappresentanti russi a Stockholm che tale frase non ha assolutamente alcun significato nel popolo tedesco finché da essa non si tireranno le logiche conseguenze. Un'offerta di pace della Germania solo sulla base dello statusquoante non avrebbe nella situazione attuale alcun risultato e dall'Intesa sarebbe presentata solo come indizio di debolezza. Ma anche per le stesse ragioni bisogna evitare la divisione all'interno, specialmente la contesa prettamente tedesca sugli scopi della guerra, perché questa è la più potente munizione dei nemici pel prolungamento della guerra.
La base d'una generale intesa è nel ritorno al pensiero sotto il quale fu cominciata la guerra, cioè non per scopi di conquista, ma per la difesa della patria contro attacchi nemici. L'Ingh. pone molta speranza nella continuazione delle contese sulla stampa, e in vista della serietà della intenzione è dovere del Governo di fare il possibile per conciliare ed unire.
A ciò ne presenta tanto più grande occasione il fatto che le circostanze dell'economia richiedono grande unione interna. La mancanza di grassi si fa sempre più sensibile e le lagnanze sulla mancanza di carbone crescono sempre più. Il Württemberg pel bisogno giornaliero riceve 11.000 t. invece di 35.000 da cui nasce malcontento. Il carbone bisogna assolutamente provvederlo per l'inverno affinché alla fame non si unisca il freddo per spazientare il popolo. Il più grande dovere nazionale del momento è di procurare al più presto l'interna unione e compattezza del popolo, perché la continuazione della divisione
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e specialmente circa gli scopi di guerra significa la più grande debolezza della patria all'estero e può servir solo alla rovina della patria.
1Paginierung im ASV falsch.
2Hier muss eine Seite fehlen. Im ASV scheint sie an dieser Stelle nicht zu fehlen, da die Seitenzählung kontinuierlich weitergeht.
Empfohlene Zitierweise:
Erzberger, Matthias, Discorso nella Seduta segreta della Commissione del Reichstag Mercoledì 3 Luglio 1917 vom 03. Juli 1917 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 4893, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/4893. Letzter Zugriff am: 19.09.2019.
Online seit 24.03.2010