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Dokument-Nr. 9449

Erzberger, Matthias: Discorso del 9 Luglio, 09. Juli 1917

Ogni deputato ha più che mai il dovere di riempire il suo compito di fronte al paese, senza preoccuparsi di alcuno. Trascurare questo compito sarebbe la rovina della patria. Donde è nata l'attuale commozione degli animi? Le cose avrebbero preso altra piega se il Cancelliere avesse fin da principio preso parte alla discussione. Tre deputati socialisti hanno l'uno dopo l'altro dichiarato chiaramente che non potevano più aver fiducia nel Governo. A chi conosce il Reichstag ciò significa che vi è pericolo che si voglia la limitazione dei crediti richiesti dal Governo. In tal caso si avrebbe gravissimo danno per la continuazione della guerra, la necessaria prevenzione all'interno, e l'impressione all'estero. Inoltre tale dichiarazione avviene in un momento decisivo della guerra. Attualmente è decisiva la questione: deve l'umanità andare incontro ad un quarto anno di guerra? Il Reichstag si radunerà solo però in autunno se ora si approvano puramente e semplicemente i crediti, ciò significa altro anno di guerra e ciò nonostante tutti i processi dei sottomarini. In tal materia la risposta del Cancelliere è estremamente insoddisfacente. Il Governo non ha ancora compreso di aver commesso errore di calcolo. Errori nelle singole computazioni sopra la fine della guerra: inoltre ha fatto altri calcoli che soffrono dello stesso errore, come prima sono destinati a produrre nuove disillusioni. Ciò che in questi giorni rispose il Governo si può riassumere nella parola: resistere. Si deve dunque chiedere se egli si è veramente reso conto della serietà della situazione. Essa è tale che non si può far tutto soltanto col resistere.
Si deve parlare colla massima chiarezza. E' certamente da deplorarsi ed è anche incomprensibile che si siano avute nella stampa delle comunicazioni circa le sedute segrete. La censura dovrebbe qui essere severissima. Non si capisce perché il
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Conte Westarp attacca pel fatto che ci sono cose che non si possono dire in pubblico. Non si deve prendere cosa alla leggera e credere che dopo che si è parlato tutto è finito. L'oratore non è un pessimista ma deve dire che le discordie sono venute negli ultimi tempi sempre più acute, discordie nel popolo, in vari organi della stampa, nel popolo e nei partiti. Bisogna eliminare tali divisioni perché solo è efficace l'interna coesione del popolo. Tale coesione può solo avvenire se si ritorna al punto di vista del 4 agosto 1914 che il popolo tedesco non fa una guerra di conquista. In ogni caso si deve nei prossimi giorni avere assoluta chiarezza sulla posizione del Reichstag circa gli scopi di guerra.
Il dep. Westarp dichiara che i Conservatori rifiutano una pace sulla base del quo ante. –Dovrebbesi sentire un freddo nelle vene ad udire tali parole alla soglia del 4 anno di guerra, anche un uomo così tedesco come Stegemann scrivendo ad un collega disse che la situazione militare è favorevolissima, ma per l'insieme della guerra ingannerebbe se si fa assegno [sic] solo su quella e viene solo di prendere decisioni. I conservatori stanno nel punto di vista che il pop. tedesco non conduce guerra di difesa ma che tale guerra di difesa è divenuta una guerra di conquista (negazione dei consensi).
In ogni caso Westarp dichiarò espressamente che rifiuta pace che riconduce status quo ante. Ci vuole assai coraggio come dice Stresemann a dir ciò in questo momento. Nessuno vorrebbe prendere la responsabilità di ciò dinanzi al proprio popolo e alla storia.
Com'è la situazione? Nel prossimo inverno le condizioni dei viveri diverranno peggiori, i grassi mancheranno oltre ogni immaginazione, peggiori anche le condizioni del carbone. Si pensi che nell'alta Slesia, secondo le ultime informazioni 16.-17.000 operai scioperano il che anche ciò minaccia nella bassa Slesia. Anche ad Ovest si vede eccitazione sempre maggiore.
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Come mi scrisse poco fa una persona degna di fede – Si deve quindi contare coi fatti che alla fame nel prossimo inverno si aggiungerà il freddo. Tali situazioni si verificano anche altrove. La statistica delle calzature da 13 milioni di esse: ma nel corso di un anno se ne preparano 47 milioni in tutto 60 milioni. Ciò significa che ogni tedesco avrà in un anno solo un paio di scarpe.
Si disse che con tali dichiarazioni si danneggia i nostri interessi all'estero. Si deve rispondere che dall'estero si è ben informati sulle nostre condizioni. Tutti sanno che si sono tolte le campane, e che ciò fece grande impressione nel popolo. La semplice donnetta dice a sé stessa: che avverrà se già tolgono anche le campane per fare cannoni e la guerra continua?
In queste condizioni bisogna chiedersi se si deve lasciar andar ciò avanti. Anche se i nostri sottomarini affondano un milione tonn. al mese non si può matematicamente dire che l'Ingh. in 6 o 12 mesi cadrà. Si può forse, dopo ciò, approvare semplicemente i crediti? Non deve essere fatto da chi approva i crediti il tentativo di spingere il mondo alla pace in un momento in cui l'Impero è ancora forte. E' forse questo tentativo punibile o dannoso al nostro popolo? L'oratore nega ciò e dice erronee le frasi di Westarp. Se le sue parole hanno effetto come una battaglia perduta, egli risponde: perduta non per il pop. tedesco, ma per i conservatori pangermanisti; per tutti quelli che non stiano al punto di vista della guerra di difesa o che rifiutano pace dello status quo antea. Non è delitto contro patria dire la verità, ma rifiutare pace del quo ante e combattere per conquista.
Se valesse all'estero la frase del Westarp di rifiutare pace status quo, si avrebbero presto altre dichiarazioni di guerra di altri popoli.
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Si presenta ora la questione, che deve avvenire in questo momento? Anzitutto, secondo l'oratore, si deve concentrare tutte le forze nazionali, eccetto naturalmente quelli che si sono posti da parte.
Il popolo tedesco abbisogna di una forte guida, e sarà tanto più forte quanto più forte la guida e che lo illumini sulla sua resistenza. Se gli si dice francamente voi combattete per patrio focolare famiglia figli. Quindi il Reichstag deve parlare chiaro altrimenti sorgeranno le incertezze del passato. Naturalmente deve anche darsi ascolto ai giusti desideri. Se oggi i socialisti rifiutano i crediti od anche mettono condizioni, vi è pericolo per le masse. Se avviene solo pausa nel lavoro tutti comprendono il danno e la catastrofe nell'interno del popolo.
Accanto a questo rafforzamento dell'interna forza che sarà procurato dalla decisione del Reichstag in questo senso, vi è anche altro guadagno che i pochi neutrali staranno ancora lontani dal concerto dei nostri nemici, perché se il Reichstag dichiarasse che fa guerra solo difensiva, i pacifisti degli stati neutrali prenderanno forza.
Vi sarà pure un terzo guadagno. In tutti i popoli combattenti vi è corrente pacifista assai forte. Come si legge nell'ultimo discorso di Lloyd George la cosa è questione di sentimento: ma si può sempre fare conto anche di ciò: disse che non si vuole l'annichilimento della Germania, ma che non si sa ancora ciò che essa voglia. Egli parlò della Mesopotamia in modo diverso di prima; da ciò si può supporre che anch'egli abbia difficoltà nel suo paese e che esse dipendono dai sottomarini. Da una tale precisa formulazione gli elementi pacifisti in It. e Francia verranno rinforzati. Naturalmente non si può sapere se una tale risoluzione del Reichstag avrà subito una ripercussione internazionale di pace. Se il Cancelliere fosse sempre stato presente alla discussione non avrebbe parlato di nuova offerta di pace: Ma il Governo deve vedere se di tale risoluzione può valersi per conseguenze diplomatiche. Il solo fatto che il Reichstag con grande maggioranza prenderà simile risoluzione influirà favorevolmente la corrente pacifista nei paesi nemici. L'oratore dice che sarebbe
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un delitto se tale decisione non fosse presa a grande maggioranza: anche se vi fosse la più piccola speranza che l'Intesa venga su tali basi. Anche senza ciò si può sempre avere fiducia sull'efficacia di tale risoluzione: anche la Russia si sentirebbe più liberata. Ogni russo può dire: che serve fare pace separata se la Germania se ne servirebbe per buttare uomini e cannoni nell'altro fronte!
Quale effetto avrebbe sugli alleati? In una alleanza il più forte non è sempre in realtà il più forte talvolta il debole è più forte del forte. Se il debole si presenta al forte con una richiesta, il forte deve acconsentire, altrimenti il debole è finito. Invece il forte non può porre al debole delle pretese grandi. Come stanno le cose coll'Austria lo sappiamo. Se essa un giorno dice che deve fare pace dello stato [sic] quo la Germania dovrebbe accettare. Non sarebbe meglio che il Reichstag fin d'ora prendesse decisioni in questo senso, di propria iniziativa. Sorgerebbe grande impressione in Germania se si sapesse che la Germ. ha dovuto far ciò dietro richiesta dell'Austria. Se si dice che dobbiamo fare una pace di forza (espressione dei Conservatori) e non del diritto, l'oratore non crede che ciò sarebbe un bene pel popolo tedesco. Se non si viene ad un'intesa coi singoli popoli, anche una pace splendida avrebbe i suoi pesi. Il bilancio militare di 1.2 miliardi diverrebbe di tre o 5. Senza una pace (d'intesa) accordo l'industria tedesca dopo la guerra sarebbe rovinata dagli stati avversari. Oggi tutti sanno il nostro bisogno di materie prime (lana, cotone, rame, ecc.) o per gli altri stati sarà facile dopo la guerra di metterci a razione in modo che rimaniamo al di sotto del 10 o 20% del bisogno.
La perdita che avremmo non sarebbe compensata da alcuna indennità. Anche se prendessimo un pezzo di Lituania ciò non ci compenserebbe del danno che ci apporterebbe una nuova Macedonia ai nostri confini. Solo una Lituania libera dalla Russia e indipendente può esserci di valore. Il più importante esito di questa guerra sarà quello di lasciarci libero sviluppo nel dopoguerra. Ciò non consiste solo nel regolare i confini, ma anche in altre cose.
In tale situazione è dovere del Reichstag di dare risoluzione per mantenere la forza tedesca nel mondo. Se il Reichstag (dopo che tali questioni saranno trattate nella stampa violandosi il segreto) ora rifiutasse d'occuparsene, sarebbe un grandissimo male. Se invece si prende tale risoluzione sorge poi la questione a chi dare in mano questo strumento di grande valore. Il Cancelliere finora non ha preso al riguardo alcuna precisa posizione. La prima presupposizione è dunque che il Governo
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chiaramente e decisamente si ponga su questo punto di vista perché altrimenti il lavoro del Reichstag è inutile. Il rinforzare la volontà del popolo deve essere espresso nella risoluzione assai chiaramente. Se i nemici non vogliono venire in questo punto di vista, deve combattersi ancora.
Il Cancelliere dice: se i nemici verranno ci porremo sul territorio dello status quo. Ma come si faranno venire i nemici? Non si inviteranno a venire finché il Governo non si porrà nello stesso terreno del Reichstag. L'offerta di pace del Dicembre 1916 fu un grande fatto. Ma se se ne dovesse fare una seconda, dovrebbe essere preparata prima anche nei particolari perché sia meglio accettata e devono essere precisate le formule meglio che nel Dicembre.
Ora si solleva la questione. E' questo uno strumento adatto a concludere qualche cosa? In ciò dobbiamo salutare l'annunzio del Cancelliere sul regime parlamentare. Esso è diverso in ogni paese. Anche il Canc. ritiene che ci voglia un maggior contatto tra Gov. e Parlam. Per ciò non basta che ogni deputato possa chiedere udienza al Cancelliere. Naturalmente, data la struttura della nostra vita politica non potremo introdurre un parlam. come Francia Ingh. Ma oggi le cose di Germania sono così che ognuno sa che un deputato non può venir mai ministro questo è un sistema antiparlamentare. Sarebbe utile al Governo che i capi della frazione sedessero col Governo e collaborassero con lui. Il Cancell. ha ammesso ciò in principio. Ciò non può avvenire subito, ma deve incominciarsi a camminare.
Il nocciolo della questione è che il Canc. faccia chiara dichiarazione se è disposto a porsi sul terreno della risoluzione del Reichstag, quale sarà formulata e presentata tra breve, e quindi sapere se vi è armonia reale tra la Maggioranza e il Cancell. Nessun deputato vuole nella questione usare forza al Cancell. sotto sanzione che si ritiri: Il Cancelliere deve decidersi liberamente. Ma dobbiamo sapere se egli accetta la formula: Incertezza in questo punto è altamente nociva.
L'oratore deplora che non si sia usata la presenza di Hind. e Lud. per avere conferenza coi deputati. In un'ora tutto sarebbe stato finito. Con tali conferenze si sarebbe procurato un fondo di fiducia nelle masse.
Anche i rapporti tra il Reichstag e il Kaiser non sono come il 4 agosto 1914 quando
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egli pronunciò le parole del resistere al bisogno e morte coll'approvaz. di tutti. Allora si credette si costituisse maggior contatto col Governo, che con il solo poter chiedere udienza. Che serve chiedere udienza? Si ricordi il Cancell. che in molti circoli il sentimento monarchico è in diminuzione. Anche la simpatia e veneraz. pel Kaiser come era al principio quasi è andata giù. Si deve di ciò parlare chiaramente in seduta segreta per evitare incertezze e procurare chiarezza prima che si debba dire "troppo tardi".
Empfohlene Zitierweise:
Erzberger, Matthias, Discorso del 9 Luglio vom 09. Juli 1917 , Anlage, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 9449, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/9449. Letzter Zugriff am: 15.09.2019.
Online seit 24.03.2010, letzte Änderung am 09.10.2015