Betreff
Sulla sepoltura dei fedeli in Germania
Mi è regol pervenuta [sic] il venerato Dispaccio N. 2991/26 in
data del 21 Maggio c. a., col quale l'E. V. R. mi ordinava di riferire u e di esporre
il mio umile parere relativamente all'istanza del Revmo Mons. Schreiber, Vescovo di Misnia, che qui accl compio il dovere di ritornare
qui acclusa.
Mi sia in primo luogo permesso di rilevare che, secondo le informazioni da
me assunte, riservatamente, la consuetudine di trasportare i
cadaveri direttamente al cimitero, senza condurli prima in chiesa a norma del can. 1215, non
è ristretta in Germania alla sola
diocesi di Misnia, ma vige in molte altre regioni, non soltanto sia della cosiddetta
Diaspora (vale a dire ove i cattolici sono in piccola
minoranza) minoranza)), sia anche prevalentemente cattoliche. Così, ad
esempio, 13v
nella stessa
Baviera, sarebbe, a quanto dicesi,affermasi,
in
in forza di prescrizioni vietato dalla prescrizion per decreto dell'Autorità
civile di trasportareportare i cadaveri
[(] in chiesa;
essi vengono quindi ad ad eccezione di quello del Vescovo; essi vengono, dallasono massime nelle città, dalla casa condotti alla stanza mortuaria
(Leichenhaus), ove [van] vengono benedetti e poi sepolti secondo il rito
ecclesiastico, generalmente nel pomeriggio; la Messa funebre di Requiem viene
celebrata il più spesso neio nello stesso giorno o nei giorni seguenti.
Lo stesso si dicedeve dirsi pure delle diocesi di Breslavia, di
Colonia, di Friburgo nel Baden (ove sarebbe vigerebbe pure una simile
proibizione da parte dello Stato), di Fulda, di Hildesheim, di Limburgo, di Colonia, di Magonza, di Münster, di Osnabrück, di Paderborn, di Rottenburg,
,di Paderborn.
, <e> della parte prussiana dell'Archidiocesi di Praga
(Glatz). Anche in esse i cadaveri, - ad eccezione, nella maggior parte dei casi,
degli ecclesiastici -, vengono trasportati dalla casa al cimitero, ove ha luogo la
d'ordinario nel pomeriggio.; la Messa di Requiem è celebrata nei <ha luogo
generalmente <comunemente> il> giorno seguente. Non di rado,
tuttavia, anche in alcune delle summenzionate diocesi, vige nelle piccole
città, nei villaggi e nelle campagne l'uso di
condurre14r
prima la salma in chiesa, ove hanno luogo le
esequie, e poi al cimitero; così, ad esempio, nella Slesia
(diocesi di Breslavia),e nella parte prussiana dell'Archidiocesi di Praga (Glatz). La
prescrizione del can. 1215 viene invece, almenopiù o meno generalmente, osservata, nella diocesi di Ermland,
nell'Amministrazione Apostolica di Tütz, nella parte prussiana della Archidiocesi di Olmütz
(Brunitz) [sic] e nella città di Treviri. Può dunque affermarsi che nella massima parte dei luoghi
vige in questa Nazione una consuetudine contraria al canone
succitato.
Tale consuetudine trovasi anche consacrata in
vari Rituali diocesani, ad es. in quelli dellae diocesi di Breslavia, di Colonia (approvato dalla S. C. dei Riti
con decreto del 30 Aprile 1900), di Friburgo (approvato con decreto della medesima S.
Congregazione del 14 Dicembre 1888), di Limburgo (parimenti approvato con decreto del 26
Luglio 1916), di Münster (approvato con decreto del 2 Luglio 1893), di Osnabrück (approvato
con decreto del 24 Gennaio 1906). Or Mi sia permessolecito di aggiungere che quasi tutte le
persone 14v
da me interrogate in proposito, fra le quali anche
alcuni Revmi Vescovi, afferm hanno affermato essere un mutamento di tale costume in
Germania, massime <specialmente> nella Diaspora e nelle
grandi città, assai difficile, per non dire
ed anzi quasiper non dire impossibile, per i motivi esposti simili
a quelli esposti nella istanza di Mons. Schreiber.
Qualora quindi cotesta S.
Congregazione giudicasse che il suddetto uso non possa tollerarsi
perm ulteriormente approvarsi, Essa potrebbe forse, a mio
modesto e subordinato avviso, raccomandare ai Revmi Vescovi della Germania di adoperarsi,
per affinché
, in quanto non ostino troppo gravi
difficoltà, l'osservanza del succitato canone sia cominci ad essere
prudentemente introdotta anzitutto nelle
regioni cattoliche,<cattoliche,> ove non si oppongano difficoltà, <incontrino
troppo gravi difficoltà, colla speranza che essa venga quindi estesa, nei limiti
del possibile, neai territori della
Diaspora.
Nel sottoporre quanto sopra all'alto senno dell'E. V., m'inchino
Empfohlene Zitierweise
Pacelli, Eugenio an Sbarretti, Donato Raffaele vom 19. Juli 1926, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 18762, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/18762. Letzter Zugriff am: 04.04.2025.
Online seit 29.01.2018, letzte Änderung am 10.09.2018.