Dokument-Nr. 20653
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
[Berlin], 29. Februar 19281

Schreiber (Textgenese)
PacelliPacelli
Betreff
Circa la formazione dei professori di teologia in Germania
Strettamente riservato
Insieme al relativo Allegato mi è pervenuto il venerato Dispaccio dell'E. V. R. N. 467/28 in data del 15 corrente.
Gli inconvenienti, segnalati nel Pro-Memoria umiliato al S. Padre, circa la formazione dei professori di teologia in Germania sono (se si eccettuino alcuni Seminari vescovili,) come quelli di Treviri e diin gran partesenza dubbiopur troppo [veri e],reali e, d'altronde, già sufficientementetroppo noti alla S. Sede, di guisa che sarebbe superfluoperché sia necessario di [zwei Wörter unlesbar] ancora una volta tornare qui ancora una volta sull'argomento. Ma quandoallorché l'Autore del Pro-Memoria medesimo viene ad indicare i rimedi per ovviare ai medesimi,tali inconvenienti,sembrami subordinatamenteche egli<parmi che subordinatamente che> capovolga completamente la situazione. Egli propone, infatti, che i Vescovi della Germania inviino a Roma sacerdoti giovani e<giovani e>capaci,, e giovani, ma pur già maturi, i quali cioè hanno già compiuto il loro studi corso filosofico e teologico nelle Università o nei Seminari vescovili della Germania, af-
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fine di completare i loro studi nella dommatica, nella filosofia e nella storia, e soprattutto per ottenere il diploma di abilitazione. A tale scopo servono, ededhanno anzi avrebbero un "compito provvidenziale per la Chiesa", i due Istituti dell'Anima e del Camposanto. Nel Collegio Germanico invece sono accolti giovani, i quali hanno terminato soltanto gli studi secondari (Ginnasio nel senso tedesco), e che quindi, non essendo stati in mezzo non hanno ancora conoscenza delle questioni religiose della loro patria; tale sistema viensembraquindigiudicatodall'all'Autore men buono ed utile del primo.
OrauUntalesiffatto punto di vista non è,però, se pur non m'inganno, conforme né alla ragione né all'esperienza. – Una volta, infatti, che i giovani sacerdoti hanno già compiuto i loro studi filosofico-teologici secondo i metometodidifettosiriconosciuti indicati<riconosciuti per>come per difettosi nel Pro-Memoria (ciò <il che> vale, ad ogni modo, assai più per le Facoltà teologiche nelle Università che per i Seminari vescovili), ed hanno così sviluppato e formato tutta la loro mentalità secondo questa direzione, non si vede come poi, in uno o due anni di
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permanenza in Roma, potrebbero colmare tante lacune e [così] correggere l'indirizzo, nel quale sono stati già educati.; ma sembra <sembra piuttosto> <quindi> piuttosto un <; [sic] ciò equivarrebbe a> <invero a> voler <pretendere di> edificare senza <porre prima> il fondamento. E l'esperienza, per quanto io sappia, conferma cheessere lungi dal vero che i sacerdoti della Germania, i quali nel passato si sono recati a Roma per completare gli studi già fatti in patria, siano,non sono, generalmente parlando, tornati con una troppo soda formazione nella filosofia e teologia scolastica ed e particolarmenteattaccati<e con un particolare attaccamento> alla S. Sede. Avendo già compiuto, massime nel caso in cui aspirino all'insegnamento, compiuto gli studi ordinari in preparazione al sacerdozio, e, semassime se si tratti di coloro che aspirano all'insegnamento, altresì quelli speciali per il conseguimento della laurea in Germ "tedesca", non sentonoprovano più né il bisogno né l'interesse per una più profonda formazione speculativa e scolastica, ma si danno piuttosto ad altria nuovi studi speciali, generalmentesoprattutto storici, nei tesori degli Archivi di Roma, e, se alcunché [sentono] pure si occupano alquanto del sistema scolastico, di cui non hanno mai avuto un'idea chiara e completa, ciò
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li conduce piuttosto a disprezzare maggiormente gli studi "romani" [od] e ad esag esagerare ancor più la stima degli studidi quelli fatti in Germania. Sebbene Sarebbe certamente anche in questa materia ingiusto di generalizzare; può tuttavia può ricordarsi che nel Camposanto hanno studiato, ad es.empio, il lo sciagurato sac. Wittig, già Professore nella Facoltà teologica dell'Università di Tübin Breslavia; ed il sac. Dr Simon, attualmente Professore di filosofia ed apologetica nella Facoltà teologica dell'Università di Tübingen,, eanch'egli di idee e di sentimenti, a quanto mi si riferisce, cer non del tutto incensurabili; e vi dimora <attualmente> presentementetuttora il sac. Giuseppe Montebaur,, della diocesi di Treviri, il quale, come mi consta per testimonho appreso da un ecclesiastico<persona> che vi fu ivi presente, nell'estate scorsa, in una riunione degli ec degli ecclesiastici dell'arcipresbiterato di Berlino-Est nell atenne una <specie di> conferenza, in cuinella scorsa estate, attaccò nel mosse le più aspre critiche contro la S. Sede e le [Rom] S. Congregazioni Romane. Se si vuol quindi avere una solida e sicura formazione dei futuri professori di teologia, occorre, a mio subordinato avviso, cominciare invece dalla base, vale a dire dalla prima forma-
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zione filosofica e teologica. Ciò si ottiene in modo eccellente nel Collegio Germanico-Ungarico, i cui alunni frequentano i corsi della Pontificia Università Gregoriana, ed il quale ha dato, semprecome nel passato così anche al presente,<in ogni tempo> [sem] ottimi professori docenti<professori ed apologisti> di profonda e sana dottrina. Bastierà di citare per il passato il l'Hettinger, lo Scheeben, il Gutberlet, il Pohle, e per il presente il Kaas,(Treviri), l'Allgeier,(Friburgo), il Rauch,(Magonza), il Landgraf.(Bamberga). Se attualmente piccolo è il numero dei professori, i quali furono già alunni del Germanico, ciò devesi principalmente ai pregiudizi assai diffusi contro la formazione, che i chiericiessivi vi ricevono,<in quel Collegio,> pregiudizi condivisi in gran parte e non di rado <anzi> propagatianche anche dada<anche da> coloro che, dopo l'ordinazione sacerdotale, hanno fatto i loro studi speciali in Roma. Per ciò poi che concerne la insufficiente conoscenza delle questioni religiose della loro patria, lamentatagiudicata nel Pro-Memoria in esame come insufficientea riguardo deinei detti alunni, parmi possa rispondersiinnanzinanzi tutto che essa potrà facilmente essere
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da loro acquistata o completata al ritorno in Germania. Mi consta inoltre che La Direzione del Collegio hacura ,del resto, che gli alunni stessi, massime durante i mesi dell di vacanza, abbiano corsi o conferenze intorno ai problemi speciali della Germania (questione sociale, questione scolastica, rapporti fra Chiesa e Stato, ecc.), e nulla [sal] impedisce che in tal senso,possano, eventualmente dietro suggerimento della S. Sede, siintroducanorsianche ulteriori perfezionamenti.miglioramenti, onde rendere l'insegnamento più adatto<tenga ancor maggiormente conto dei> e conforme ai bisogni dei tempi attuali.
Una simile buona formazione si ha anchepure nella Facoltà teologica di Innsbruck, parimenti diretta dai RR. PP. della Compagnia di Gesù, e nell'Istituto rec filosofico-teologico direcentemente eretto in Francoforte, il quale sarà frequentato da alunni non solo della diocesi di Limburgo, ma anche di altre dioc parti della Germania. Esso potrà essere di grande beneficio inestimabile aiuto per migli correggere l'attuale difettosa formazioneeducazione del Clero in Germania, e perciò mi permisi, nelle difficili condizioni in cui versa, di raccomandarlo caldamente alla benevolenza dell'E. V. R. col rispettoso Rapporto N. 38749
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del 14 Gennaio u. s. - Con ciò <tuttavia> non si intende<,> tuttavia nondimeno, <di> condannare <indistintamente> tutti gli <altri> Istituti teologici della Germania, fra i quali, ad. es., <merita lode> il Seminario vescovile di Treviri<.> merita speciale <particolare> lode.
DopochéUna volta, poi, che i giovani sacerdoti abbiano ricevutoacquistato in tal guisa un solido fondamento,mento filosofico e dommatico,ben potranno, se vogliono,<allora utilmente>ben completare i loro studi, sia dimorando neglinegli Istituti dell'Anima o del Camposanto, sia ancheanche altrove, ad esempiosoprattutto per conseguire la laurea anche altresì in una Università tedesca. , compresa quella di Berlino.<.> Il pericolo sarà allora assai minore Il pericolo sarà allora l ver assai minore, ed essi, forniti di tale diploma, godranno in Germania di maggiore stima e considerazione ed pot otterranno con minor difficoltà una cattedra di teologia.in una Facoltà teologica presso le Università dello Stato od in un Seminario. Ciò vale soprattuttospecialmente in Prussia, ove dettala laurea "tedesca" si richiede in via ordinaria per l'insegnamento cosìsia pernelle Facoltà teologiche presso le Università dello Stato, sia anche pressoper icome pure nei Seminari, i cui professori, a norma della legge dell'11 Maggio 1873 (e delle susseguenti leggi supplementari degli anni 1882, 1886 e 1887) debbono avere una eguale qualificazione21 Maggio 1886 (art. 5<2> n. 3) debbono avere la stessa capacità scientifica necessaria per l'insegnamento della stessa<corrispondente> materia in una Università dello Stato.
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corrispondente a quella richiesta per le Università.
Che i Vescovi debbano con ogni zelo occuparsi della formazione del Clero in genere e dei professori di teologia in specie, è cosa certamente di importanza essenziale per la Chiesa in Germania. L'umile sottoscritto si è perciò ripetutamente permesso di richiamare l'attenzione della S. Sede sulla necessitàsul bisogno che nella vacanza provvista delle diocesi si tenga procuri sempre in prima linea di scegliereeleggere un candidati, i quali abbiano chiara coscienza <dei lamentati> dei difetti negli studi e nella educazione dei giovani chierici e fermo volere di procedere alle necessarie riforme. degli studi e dell'educazione ecclesiastica. in Germ Quanto, però, alla nomina dei professori, è da ricordare che il Vescovo è ben libero nella scelta di quelli degli Istituti vescovili, purché siano idonei a norma della succitata legge, e salvo l'obbligo di comunicare al Governo il nome del candidato (ibid. art. 2 n. 1). MaInvece, per gl'insegnanti nelle Facoltà teologiche delle Università dello Stato il Vescovo non ha alcun diritto di iniziativa, ma soltanto viene soltanto richiesto dal Ministero per la Scienza, l'Arte e la pubblica Istruzione, se abbia nulla da obbiettare circa la dottrina e la condotta morale
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del prescelto.
Per ciò, infine, che si riferisce alla fondazione dei cosiddettiSeminari scientificiSeminari scientificinel Pontificionell'Istituto bBiblico e nella Università Gregoriana, l'E. V.la S. Sede potrà giunel miglior modo giudicare, se e come essa sia possibile e compatibile coll'intiero ordinamento e col programma degli studi ivi in vigore. So tuttavia che per per la cattedra di storia delle religioni nell'Istituto Biblico è già destinato il Rev. P. Messina, S. J., della Provincia siciliana della Compagnia di Gesù, il quale sta ora terminando i suoi studi preparatori nella Università di Berlino, ove conseguirà anche la laurea; è, a quanto mi si assicura, egli gode la massima stima da parte dei suoi professori ed è ottimamente preparato a tale insegnamento.
Per riassumere: la riforma degli studi filosofici è t è se e teologici in Germania deve, essere, a mio umile avviso, più profonda e fondamentale di quella proposta nel Pro-Memoria in discorso. Essa non si otterrà se non per mezzo di professori, i quali abbiano avuto sin dal principio una buona formazione filo-
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sofica e teologica.,cioè non meno dal latospeculativaocome che da quellopositivao.Del resto, laLemateriaepositivae,cuistoriche e filologiche, cui debbono attendere gli studenti di teologia in Germania, sono spesso assai vaste.vastissime. Quel che più manca, fa il più ordinariamentemaggiormente difetto è la parte speculativa secondo il sano intento previstodal<trattata> ad Angelici Doctoris rationem, doctrinam et principia (Can. 1366 § 2 )e le che in conformità delle<del can. 1366 § 2 e delle> sapienti Istruzioni ripetutamente emanate dalla S. Congregazione dei Seminari e delle Università.
Chinato
9r, oben mittig hds. von unbekannter Hand, vermutlich von einem Nuntiaturangestellten, notiert: "C".
1Ursprünglich angegebenes Datum "25 Febbraio 1928" hds. von Pacelli geändert.
Empfohlene Zitierweise
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 29. Februar 19281, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 20653, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/20653. Letzter Zugriff am: 04.04.2025.
Online seit 20.01.2020.