Dokument-Nr. 9347
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 27. Februar 1919

Schreiber (Textgenese)
PacelliPacelli
Betreff
Sul "sistema dei Consigli"
In vari dei miei antecedenti rispettosi Rapporti ho avuto occasione di accennare alla lotta che, dopo la rivoluzione di Novembre, si combatte in Germania, e particolarmente in Baviera, fra due principi: D democrazia o parlamentarismo, da una parte, predominio di una minoranza o "sistema dei Consigli" (Rätesystem), dall'altra.
Come è noto, il sistema parlamentare fu un prodotto della rivoluzione borghese. A causa della speciale Costituzione della Germania, non si poté può dire che l'antico p Parlamento o Reichstag costituisca impostassecostituisse un vero e proprio regime democratico; e di ciò si valgono ha fatto naturalmente buon giuoco agli odierni sostenitori del sistema dei Consigli per attaccare violentemente il parlamentarismo. Ma in realtà, le critiche aspre e [ein Wort unlesbar] pur ammettendo i molteplici difetti di quest'ultimo, le aspre critiche mosse contre contro di esso soprattutto da Kurt Eisner valgono bensì contro i me-
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todi dell'abbattuto Governo, ma non già contro il parlamentarismo o la democrazia in genere, quale è in vigore in altri paesi d'Europa.
Il sistema dei Consigli degli operai, contadini e soldati è invece un frutto della rivoluzione socialistica. Come è da tutti risaputo, essi hanno avuto la loro prima origine ed il loro primo svolgimento la evoluzione in Russia, il cui stato di cultura poteva civiltà doveva facilmente, far comprendere che il popolo tendesse di nuovo a dividersi in caste ed a lasciar trattare i pubblici interessi da separate rappresentanze. portare, anche dopo la rivoluzione, portare il popolo a dividersi in caste. Le Date, invece leal contrario, le condizioni [ein Wort unlesbar] di cultura del popolo germanico ed il suo spirito di disciplina, e di organizzazione sembrava lecito prevedere prevedere che il concetto democratico della di una ordinata rappresentanza di tutte le popolare, scelta indistintamente fra tutte le classi sociali, si sarebbe qui affermato ed attuato quasi senza opposizioni troppi contrasti. Invece è stata in Germania così viva, dopo l'infelicissimo esito della guerra, la reazione del popolo accortosi dell'inganno, contro le antiche classi dominanti, che è così attiva la propaganda a favore della dittatura del proletariato sull'esempio della Russia, che
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collo scoppiare della rivoluzione i Consigli suddetti apparvero immediatamente e dovunque, quasi come spontanea produzione di essa . Ciò prova, a mio avviso parere, che il terreno era preparato e maturo per tali forme di organizzazione organismo e che quindi, per quanto fond sarebbe vano l'attendere che essi possano venire, come domandano molti, puramente e semplicemente disciolti. È una realtà questa, di cui, della quale, nella trattazione degli affari sociali, politici e religiosi della Germania, bisogna tener conto ed il cui svolgimento occorre quindi seguire con vigile attenzione. Se coll'andar del tempo, trionfando definitivamente i genuini principi democratici, i Consigli non fossero più capaci di vivere vita, sarebbero verrebbero meno da loro stessi; ma una soppressione violenta mi sembra nell'ora attuale nel pre che debba, nell'attuale periodo storico, attuale impossibile senza andare incontro a gravissimi turbamenti storici considerarsi come impossibile che attraversa la Germania, considerarsi come impossibile.
La questione perciò si riduce ora, perciò, a mio umile parere, ora, a mio umile avviso, nel vedere quale parte e quali funzioni avranno i Consigli nella vita pubblica. Numerosi socialisti maggioritari, fra i quali anche Ebert e Scheidemann, vorrebbero che essi i Consigli medesimi non venissero riconosciuti nella costituzione dell'Impero come fattori politici nella nuova costituzione dell'Imp germanica, giacché il potere politico
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sovrano, ma funzionassero semplicemente nella vita economica come organi destinati a rappresentare presso i competenti corpi legislativi i postulati delle diverse classi operaie. ; costoro essi sostengono invero infattiinsomma che il potere politico appartiene unicamente all'Assemblea eletta da tutto il popolo, né ammettono che ad essa si sopra sovrappongano rappresentanze di una sola particolare classe. Contro tale concezione si ribellano invece aspramente i sostenitori propugnatori del sistema dei Consigli come forma politica di Stato, sebbene pur fra di essi pur in mezzo ad essi vi si noti alla sua volta una differenza nel metodo. I più estremi, fra i quali in primo luogo gli Spartachiani, impazienti di qualsiasi attesa, chiedono la immediata proclamazione della Repubblica socialista sulla base dei Consigli (Räterepublik) ed invocano, al pari dei Bolscevichi bolscevichi russi, senza attenuazioni, e ricorrendo anche anche e soprattutto alla violenza, la dittatura del proletariato e l'annientamento della borghesia. Altri invece, fra cui gl'indipendenti ed una parte dei socialisti maggioritari, ammettono bensì come fine ultimo la forma di governo basata fondata sui Consigli, ma stimano che dab debba ad essa giungersi mediante una evo certa evoluzione. Perciò essi si studiano di trovare una via una via di compromesso per conciliare, provvisoriamente, l'inconciliabile, ossia il parlamentarismo col sistema dei Consigli. A questi poi dovrebbero darsi funzioni e competenze sempre maggiori al di sopra del
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Parlamento, il quale ben presto resterebbe così successivamente sopraffatto , sino a cessare del tutto, diminuito e soffocato dal nuovo organismo della creato dalla rivoluzione socialista, sino a cessare del tutto. I sostenitori di T tale tendenza, come anche la quale mostra nell'apparenza di disprezzare meno cerca apparentemente di rispettare alquanto le vie dell'ordine e della legalità, come respinge si studiano anche di respingere il rimprovero che il detto sistema conduca alla dittatura di classe. Un simile rimprovero, essi dicono, può sembrare giustificato, se si considerino alcune forme di manifestazione degli attuali Consigli. Occorre però riflettere che i soldati, gli operai ed i contadini son quelli che hanno fatto la rivoluzione; si comprende quindi che essi abbiano coscienza dell'opera da loro compiuta ed affacci e si arroghino quindi diritti, i quali possono apparire come una imposizione a riguardo sopraffazionemenomazione delle altre classi del popolo. Ciò Tale forma però è, soltanto tuttavia, passeggera e durerà soltanto, finché i frutti le conquiste della rivoluzione saranno completamente assicurati e tutto il
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popolo si sarà messo li avràsi sarà messo lealmente e schiettamente accettati. sull sul terreno delle medesime. Sarà a Allora il momento, in cui i Consigli di egli operai, contadini e soldati si trasformeranno in Consigli del popolo, nei quali e per i quali, cioè, tutto il popolo parteciperà immediatamente e coscientemente alla vita sociale, economica e politica della Nazione. , e che saranno una incarnazione perfetta della volontà popolare, meglio assai di qualsiasi Assemblea Nazionale, Parlamento od Assemblea Nazionale.
L'avvenire dirà quale di queste correnti finirà col prevalere; in Bavi nella Baviera in particolare, però, ove gli elementi avanzati sono riusciti finora ad imporsi colla forza, tutto fa vi è pur troppo da temere che il trionfo non resterà alla tendenza più moderata. ad Ad ogni modo l'istituto dei Consigli e una realtà, della quale, attualmente, nello studio della situazione sociale, politica e religiosa della Germania bisogna tener conto ed il cui svolgimento occorre quindi seguire con vigile e costante attenzione.
Dopo di ciò, chinato>
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Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 27. Februar 1919, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 9347, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/9347. Letzter Zugriff am: 22.05.2024.
Online seit 20.12.2011, letzte Änderung am 02.07.2012.