Document no. 655

Il Presidente del Ministero bavarese, Conte von Hertling, e la seduta al Parlamento tedesco del 2 Decembre, December 1914

Il Presidente del Ministero bavarese, conte von Hertling, si espresse dinanzi ad un corrispondente della Kreuzzeitung relativamente al suo soggiorno in Berlino e alle impressioni riportate nella seduta del Parlamento tedesco:
Questa seduta del Parlamento ha mostrato all'estero, inondato da fiumi di notizie menzognere, quale è il vero stato d'animo in Germania. Tutti i deputati vi hanno preso parte e, in presenza dei ministri di quasi tutti gli Stati Confederati, è stata manifestata l'unanimità nella quale principi e governi si stringono insieme compatti in Germania. Io appartengo al Parlamento da circa quattro decenni; so da testimoni oculari quale imponente aspetto di entusiasmo vampeggiante infiammasse i membri del Parlamento riunitisi il 4 Agosto; pur tuttavia lo stesso Parlamento non è mai stato così solennemente, così risolutamente, così inflessibilmente fermo e deciso nei suoi propositi come nella seduta del 2 Decembre. L'applauso commovente nella sua serietà e nella sua forza che tenne dietro alle energiche parole del Cancelliere dell'Impero, testimoniò luminosamente che il popolo tedesco è irremovibilmente deciso a resistere, compatto come un sol uomo, e che erra miseramente chi crede esser la Germania pronta a concludere una pace che non la compensi dei grandi sacrifici di sangue. Per i pessimisti e per i deboli non c'è posto in Germania ora. Il Cancelliere, basandosi su documenti annientanti per il nostro nemico, ha portato ancora una volta le prove che non siamo stati noi a volere la guerra. Ma ora che la guerra ci è stata imposta, noi la manderemo a termine colla massima energia ed impegnandovi tutte le nostre forze. Noi possiamo guardare pieni di fiducia in faccia all'avvenire. I nostri avversari non hanno pregiato abbastanza lo spirito di sacrificio, la compattezza e l'energia del popolo tedesco; e non si lamenteranno, se avranno da soffrire per le conseguenze di questo loro errore. Anche sotto un altro aspetto questa seduta ha avuto un'azione dilucidativa. C'è sempre una certa quantità di gente nel paese che crede come la nostra diplomazia avrebbe potuto impedire la guerra o condurla almeno sotto condizioni più favorevoli. Dopo le dilucidazioni del Cancelliere, nessun uomo ragionevole dubiterà più che lo sviluppo degli avvenimenti, che hanno poi condotto al conflitto attuale, era assolutamente immutabile, perché i nostri nemici si sono accordellati insieme, mossi da quel sentimento che influisce sulla vita degli individui ed ancor più in quella dei popoli: l'invidia. La nostra forza economica, il nostro incomparabile sviluppo materiale e intellettuale, il nostro crescente successo sul mercato mondiale, sono stati le cause che hanno indotto i nostri avversari a coalizzarsi contro di noi. Nessuna sapienza diplomatica nel mondo avrebbe potuto arrestare o sviare l'azione dell'invidia e dell'odio di cui eran gravidi gli avversari.
Ora si dice che la nostra diplomazia avrebbe potuto prevedere quella stretta che ci minacciava, avrebbe dovuto registrare e corrispondentemente valorizzare l'ostilità che ci circondava. Chi dice così rilegga attentamente il discorso del Cancelliere. Il Governo previde già da lungo tempo – non havvi dubbio alcuno – l'andamento delle cose in un tempo in cui era ancor possibile rimediarvi, e non mancò nemmeno di avvertirne. La diplomazia che s'è ingannata, e s'è ingannata a buono, trovasi dall'altra parte; sono quei diplomatici che hanno creduto come in Germania le contese partigiane potessero influire sulla forza militare; sono quegli illusi che hanno creduto possibile una interna discordia fra i principi tedeschi i quali, in un auto-abbacinamento, avrebbero dovuto pensare che la Germania potesse essere vinta. Che questi tali si sono ingannati lo dimostrano gli avvenimenti colla loro eloquenza. E che, coll'aiuto di Dio, questa guerra finirà vittoriosamente per le nostre armi, lo dimostreranno i tempi futuri.
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Anlage from December 1914, attachment, in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', document no. 655, URL: www.pacelli-edition.de/en/Document/655. Last access: 04-04-2025.
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