Document no. 11849
Pacelli, Eugenio to Gasparri, Pietro
[München], 09 October 1919
Writer (text genesis)
StenotypistSchioppaPacelliSubject
Lettera Pastorale dell'Episcopato Bavarese
I Vescovi cominciano la loro lettera colsi introducono descriverendo con le parole delle lLamentazioni del Profeta Geremia la desolazione della loro patria in seguito alla guerra perduta e l'abdicazione della indipendenza della Baviera, proclamata dalle Costituzioni dell'iImpero de della stessa Baviera, ricordando inoltre le ferite che ha subito la vita religiosa ed ecclesiastica per gli avvenuti rivolgimenti politici. I Prelati perciò si sentono obbligati a rivolgere ai loro fedeli una parola di ammonimento e di conforto.
Il primo loro pensiero è di inviare un reverente saluto al Santo Padre. "Come Egli – dicono i Vescovi – paternamente ha diviso col popolo le immense pene della guerra! e come dall'alto Suo Seggio ha guardato intorno per poter ridare ai popoli la pace! ... Quando un giorno verrà a luce la verità storica di questi ultimi cinque anni, si riconoscerà che nessun uomo sulla terra così incessantemente ha pensato alla pace ed ha crecato [sic]
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gli ostruivano sempre la strada!"E qui i Prelati ricordano con parole commosse tutta l'opera pietosa del Sommo Pontefice sia per evitare ed alleviare l'affamamento della Germania, sia in favore dei prigionieri di guerra tedeschi, senza distinzione di credenze e concludono: "Voglia l'Onnipotente Dio compensare il Successore di San Pietro, per questa opera di carità verso i prigionieri, col far sì che venga presto il gior la fine della Sua prigionia nel carcere Vdel Vaticano e Gli sia concessa di nuovo la piena libertà ed indipendenza che è necessaria all'esercizio del Suo altissimo Ministero."
Accennano i Vescovi anche alle violente ingiurie subite dalla Nunziatura e dalla persona del Nunzio durante i giorni della Repubblica dei Consigli e, stimmatizzando questi attentati contro la religione ed inl diritto delle genti, escalamano: "Dio preservi che la Nunziatura Apostolica sia perduta per noi e data ad altro popolo!"
Nella seconda parte della Pastorale i Vescovi si rivolgono al clero e, dopo aver accennato all'odio che contro i sacerdoti ha suscitata la Rivoluzione, li esorta al dovere, alla vigilanza ed all'attività sacerdotale.
Una benedizione particolare inviano i Pastori ai prigionieri di guerra i ritornati in patria ed un'altra ugualmente cordiale alle associazioni cattoliche delle città con ringraziamenti per l'opera spiegata finora e con parole di incoraggiamento per quello che dovranno spiegarefare in seguito,.specialmente in favore
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della scuola, e per evitare il dilagare della corruzione nella gioventù.Con accenti veramente apostolici si rivolgono poi i Vescovi ai genitori e, dopo aver tratteggiato le nuove condizioni fatte alla scuola dalla rivoluzione, li esortano allaa curare la educazione cristiana della loro prole, tratteggiando le nuove condizioni fatte alla scuola dalla rivoluzione, e ad evitare il dilagamento dellaed a preservarla dalla corruzione, che corrompeminaccia la gioventù per mezzo dei libri, dei teatri, dei Cinematografi, ecc.
La lettera conclude affermando che la vita o la morte della Chiesa non dipende dalle sue relazioni con lo Stato e che al di sopra di tutte le vicende della politica sta la promessa del Divino Fondatore: "Le porte dell'inferno non prevarranno!"
la [sic] menzionata Pastorale sarà letta in tutte le chiese della Baviera nei giorni 12 e 19 del corrente Ottobre.
inchinato ecc.