Document no. 11859
Pacelli, Eugenio to Gasparri, Pietro
[München], 28 October 1919
Writer (text genesis)
StenotypistSchioppaPacelliSubject
[Kein Betreff]
Il Congresso Cattolico di Monaco
Questo di Monaco è riuscito veramente imponente. Nei quattro giorni del Congresso si sono avute adunanze particolari del VolksvereinVolksverein della Germania ct cattolica, degli alunni delle scuole superiori, dei maestri, dell'Arcidiocesi, delle associazioni giovanili maschili e femminili, dei servi, degli operai, dei mercanti, dei garzoni, della stampa, delle donne e madri cattoliche, degli studenti, delle Missioni.
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In ciascuna di tali adunanze si è ampiamente
discusso sugli interessi delle singole associazioni e si sono prese delle importanti risoluzioni, imposte specialmente dalle necessità dell'ora
presente.Di maggiore interesse e solennità sono state le riunioni delle Federazioni delle organizzazioni cattoliche, che hanno assembrateadunato tutte le diverse associazioni in una generale assemblea sia in varie Chiese per le funzioni religiose, sia nel grandissimovastissimo Circo "Krone" per i discorsi.
La seconda di tali generali adunanzeadunanze generali, quella cioè del 26, che chiuse il Congresso, merita una speciale cronaca per la sua particolare solennità ed importanza.
Il Circo "Krone" era gremito fino nei posti più umili ed incomodi. Si calcola che vi erano diecimila persone. Tutte le sfere sociali vi erano ivi rappresentate: Principi dell'ex-Casa Reale, Aristocrazia, Professori dell'università, Clero, Ordini Religiosi, studenti, operai, ecc. ed una massa di popolo veramente imponente. Non essendo possibile fare entrare tutta l'altra gente, che voleva prendere parte alla riunione, fu dovuta tenersie una assemblea parallela in un altro vastissimo locale.
nNellaeriunionei del Circo "KorKrone" furono tenuti rilevanti Discorsi. Parlò perl primo il Professore dell'uUniversità di Monaco e Consigliere segreto Dr. Beyerle sul tema"L'Ordine della società secondo lo spirito del Cristianesimo". dDisse poi opportune parole la Dottoressa Lang-Brumann sul tema "La via dell'apostolato per alleviare le necessità sociali". Seguì il P. Dionigsio Cappuccino, che
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tenne una
magnifica Conferenza sul "Papato e la pace fra i Popoli". Parlando del Santo pPadreegli lo chiamò, fra gli applausi scroscianti degli
ascoltatori, "l'amico ed il padre di tutti i popoli", dimostrando che il
Anche importante ed applauditissimo fu quelloil discorso del Consigliere di giustizia Dr. Marx, che si intrattenne sulla educazione, istruzione e cura della gioventù, attaccando le recenti disposizioni del Ministro dei culti circa l'insegnamento religioso.
A questo punto si presentò alla tribuna, salutato da vivissimi applausi, Mgr. Arcivescovo di Monaco, che fece uno splendido discorso, dotto nella sostanza, brillante nella forma ed apostolico nello spirito, sul tema: "La Religione e la fede nella vita pubblica". Egli dimostrò che la rReligione e la Chiesa hanno diritto alla vita pubblica; sono una necessità per la vita pubblica; e sono per essa una benedizione. Parlò con energia contro la Costituzione di Weimar e quella bavarese, contro la politica antireligiosa scolastica del Ministro dei Culti in Baviera, contro la scristianizzazione della vita pubblica e concluse con accenti veramente feliceiesortandio i cattolici a svegliarsi ed a vigilare, affinché non sieno menomati i loro dirittibeni spirituali e violati i diritti della Chiesa. Un uragano di applausi coronò la parola ispirata dell'ottimo Prelato.
Prima delDopo il dDiscorso dell'Arcivescovo era statovenne letto dal Presidente del Congresso, mentre l'immenso uditorio si levava in piedi, il tTelegramma col quale V. E. R. annunziavapartecipava la Benedizione Apostolica ai Congressisti. Essao fu accoltao
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con evidenti segni di commossa riconoscenza
da tutto l'Immenso [sic] uditorio, che si era levato in piedi per ascoltarne la
lettura.Anche io credetti opportuno, essendo intervenuto alla riunione al principio del dDiscorso di Mgr. Faulhaber, di dire in tedesco alcune parole di occasione al Congresso, esprimendo la soddisfazione paterna che Sua Santità avrebbe provata nell'apprendere l'ottimoirisultatoi del Congresso stesso ed incoraggiando tutti a continuare nell'amore della Religione e del Papa. Ed infine impartii a nome di Sua Santità la Benedizione,Apostolica che fu accolta con la più viva devozione e pietà, mentre si applaudiva freneticamente inneggiando al Sommo Pontefice. La indimenticabile solennità si concluse col canto del Tedeum.
Non potendo, a causa del mio lavoro,ordinario, intervenire a tutte le numerose riunioni particolari, presenziai brevemente quella della Stampa cattolica e quella degli studenti. Nell'una e nell'altra dissi delle brevi parole di soddisfazione e di incoraggiamento ed incitai alla devozione alla Chiesa ed al Sommo Pontefice. In quella della stampa (Pressverein), – presieduta da Mons. Triller, Vicario generale di Eichstätt, conosciuto personalmente dal S. Padre, Cui umilia devotissimi e filiali omaggi – potetti constatare dalla relazione che mi presentò il Segretario zelantissimo, Sac. Dr. Mueller, cheome gli abbonamenti al giornale cattolico "Bayerischer Kurier" sono di anno in anno sempre cresciuti di numero in maniera veramente consolante, sicché il giornale medesimo, malgrado le spese attualmente aumentate in modo favoloso, può mantenersi abbastanza bene da sé. Così pure sono cresciuti i membri dell'Associazione della stampa cattolica, i quali mentre nel 1917 erano 3.031 alla fine del 1918 sono saliti a 26.757. Qui unita invio a V. E. R. una statistica dell'anno 1918 della lodata Asso-
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ciazione della stampa
cattolica in Baviera.La riunione degli studenti cattolici, alla quale, come ho detto anc intervenni, fu semplicemente impressionante. Migliaia di giovani,di ogni età, dal contegno serio e simpaticosvegliato insieme, alcuni dei quali, che funzionavano come Presidenti dell'assemblea, schierati su di una tribuna coille loro caratteristicihe uniformi; un numero considerevole di professori di Licei e diell'Universitàfraternizzandoti cogli alunni; sacerdoti e religiosi, antichi studenti, tutti animati da sentimenti di vera fede, tutti fieri di poter fare una dimostrazione religiosa così solenne della loro credenza (giacché era la prima volta, non so da quantomolto tempo, che tutte le Corporazioni studentesche [ri] si riunivano insieme), tutto ciò apriva l'animo, purtroppo continuamente oppresso e preoccupato, al conforto per il presente ed alla speranza per l'avvenire; giacché,pare impossibile che con un numero di giovani così grande e così pieno di fervore nella difesa della propria religione, questa possa soccombere sotto ipotrà validamente
Furono anche in questa assemblea pronunziati da giovani e da Professori vari discorsi ed anche qui la parola del Rappresentante Pontificio e la Benedizione Apostolica da esso impartita furonoricevutaaccoltae con devozione ed applausi senza fine, mentre il giovane Presidente dell'assemblea mi incaricava di far pervenire al Trono del Santo Padre i sentimenti di gratitudine della gioventù cattolica universitaria di Baviera e l'assicurazione che essa sempre avrebbe lavorato per la Religione e per la Chiesa.
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La stampa socialistica ha commentato i lavori del Congresso, affermando che esso non ha altro rappresentato chese non l'antico grido, di cui ildel partito del Centro si vale per combattere il socialismo: "La Religione è in pericolo!"
I giornali liberali sono stati più veementi ed hanno rimproverato, specialmente a Mgr. Arcivescovo, di avere trasformata una adunanza, che avrebbe dovuto discutere soltanto interessi religiosi, in una palestra di politica, accusandolo di fomentare la discordia degli animi nel popolo, proprio in questo momento, in cui, per le immense difficoltà, che travagliano la vita, egli avrebbe dovuto inculcare la unione e la pace nannonché il rispetto alle Autorità, che egli invece ha così vivamente attaccate.
nNel concludere questo mio rapporto non posso non significare a V. E. che ho potuto constatare col fatto checome la presenza del Rappresentante Pontificio nelle adunanze popolari ed in generale il contatto con di lui col popolo rappresentanoproducono un grande vantaggio per gli interessi religiosi, un immenso incoraggiamento alla devozione verso la Santa Sede e gli accrescono il prestigio in modo veramente rilevante. Ciò mi hanno pure confermato personalità del
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clero e del laicato, le quali mi hanno riferito della
profonda impressione prodotta nelle masse dalla presenza del Nunzio Pontificio in mezzo a
loro.Inchinato ecc.