Document no. 6025
Pacelli, Eugenio
to Gasparri, Pietro
Munich, 28 August 1918
Summary
Im Rahmen des heutigen Besuchs des österreichischen Kaisers in München war Pacelli mit dem Diplomatischen Corps in die Österreichische Gesandtschaft zum Tee geladen. Kaiser Karl hat ihn zu einer langen vertraulichen Unterredung beiseite genommen, wobei seine tiefe Anhänglichkeit an die Kirche und gegenüber dem Papst deutlich wurde. Der Kaiser selbst war nicht von einem Sieg der Zentralmächte überzeugt und erklärte, dass der Friede unter allen Umständen geschlossen werden müsse. Er fragte Pacelli, ob Graf von Thurn und Valsássina ihm seine Verhandlungsbereitschaft mit Italien mitgeteilt habe; Pacelli bejahte dies, doch sei die Frage, was Integrität der Monarchie heiße, offen geblieben. Der Kaiser wollte Abtretungen an Italien mit entsprechenden Kompensationen durch Kolonien nicht ausschließen. Da er aber die öffentliche Meinung gegen sich und die Kaiserin fürchten müsse, wolle er erst mit Burian reden und Pacelli über Thurn eine Antwort zukommen lassen. Der Kaiser sei also persönlich zu Zugeständnissen bereit, aber seine guten Absichten werden wohl durch den Willen seiner Regierungspolitiker gebrochen. Der Kaiser sprach dann detailliert über jenen Gegenstand, über den Pacelli bereits in seinem letzten vertraulichen Brief berichtete, auf den er deshalb verweist. Aus Zeitmangel konnte Pacelli mit Graf Burian nur kurz sprechen, doch zeigte sich dieser überzeugt, dass trotz der Amerikaner die Front in Frankreich feststehen und es in der Atempause nach der gegenwärtigen Offensive Friedensverhandlungen geben werde. Gegenüber Italien ließ der Minister nur Verachtung durchblicken.Subject
L'Imperatore d'Austria-Ungheria a Monaco
Come l'Eminenza Vostra Reverendissima avrà già appreso dai pubblici fogli, oggi è stato di passaggio per questa capitale Sua Maestà l'Imperatore d'Austria-Ungheria

Nel pomeriggio Sua Eccellenza il Signor Conte Thurn e Valsassina

L'Imperatore, scambiata, secondo l'uso, qualche cortese parola con ognuno dei presenti, si è a me di nuovo avvicinato e mi ha condotto con grande amabilità di espressioni in una stanza vicina ove mi ha trattenuto a lungo da solo sino al momento, in cui il Conte Thurn gli ha annunziato esser giunta l'ora di recarsi alla stazione per la partenza.
L'Imperatore, il quale mi ha chiesto subito colla più
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viva sollecitudine notizie del Santo Padre


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nistro Conte Burian
Dopo di ciò, l'Imperatore mi ha parlato lungamente e con molti dettagli sull'argomento, di cui ho riferito all'Eminenza Vostra nella mia rispettosa lettera personale di alcuni giorni or sono; sembrandomi, tuttavia, sufficiente quanto ho già in proposito compiuto il penosissimo dovere di comunicarLe, prego Vostra Eminenza di dispensarmi dal tornare su tale spiacevole materia.
La ristrettezza del tempo non mi ha invece permesso di rimanere se non per pochissimi momenti col Signor Conte Burian, col quale quindi non mi è stato possibile discutere la questione della pace. Egli mi ha detto che, sebbene l'intervento dell'America

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offensiva
Chinato al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione mi pregio di confermarmi
di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico