Document no. 9054
Pacelli, Eugenio to Gasparri, Pietro
[München], 14 October 1919
Writer (text genesis)
StenotypistSchioppaSchioppaPacelliPacelliSubject
[Kein Betreff] Crisi del Governo in Baviera
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In seguito a tale risoluzione del partito socialista, tutta la stampa fu concorde nel
ritenere che il primo compito del Landtag, il quale doveva radunarsi il 1° ottobre,
fosse quello di riformare il gabinetto. E così per la prima volta in Baviera il sistema
parlamentare vienead esplicarsi nella sua principale funzione, cioè
la formazione del Governo; giacché, come V. E. ben ricorda, l'attuale Governo Hoffmann
nacque da un compromesso fra il Landtag, ridotto
all'impotenza in seguito alla crisi prodotta dopo l'assassinio di Eisner, e il Consiglio
centrale dei soldati, operai e contadini, che aveva preso nelle mani il potere.La ragione, che ha spinto i socialisti a questa risoluzione di Norimberga è che in verità l'attuale gabinetto porta la firma e la responsabilità come socialista, ma in fatti i rappresentanti di questo partito si trovano in minoranza nel gabinettodi coalizione. È però da rilevarsi che tale stato di cose è stato messa innanzi dalla stampa socialista, soltanto nei giorni del processo contro gliassassini degli ostaggi perpetrato dai Comunisti inmaggio,giorni in cui la responsabilità del governo appariva più terribile, sia per la poca energia, che dimostrò nel reprimere la sommossa anarchica del maggio, sia perché era esso che doveva dire l'ultima parola circa la condanna degli assassini, usando o meno del diritto di graziarli o no.
D'altra parte la stampa della Bayerische Volkspartei ha condotto una campagna sempre più violenta contro il Ministro Presidente Hoffmann per la sua politica scolastica apertamente antireligiosa. Sicché in fondo la crisi era una necessità
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logica e fatale prodotta dalla situazione di lotta fra i due principali partiti politici
bavaresi, il socialista e quello del Centro (Bayerische Volkspartei). Interminabili e complicate discussioni si protrassero per giorni e giorni fra le varie frazioni politiche e nelle commissioni del Landtag, ma da esse non potette venir fuori che una dichiarazione, con la quale il partito del Centro faceva una mezza sconfessione degli attacchi pubblicati dalla stampa cattolica e specialmente dal Bayerische Kuriere finalmente unadichiarazione che per prendere una decisione definitiva intorno alla crisi bisognava che i vari partiti dovevano sentire proprie organizzazioni, e che ciò sarebbe stato fatto a breve scadenza.
Intanto la Bayerische-Volkspartei si trova in questaimpasse da una parte dovrebbe accettare la responsabilità del governo, essendo il partito numericamente più forte, dall'altra parte, accettando tale responsabilità, corre pericolo di serie compromissioni, dovendo, nel governo, liquidare tutte le pendenze della guerra, affrontare tutte le ardue questioni create dal nuovo stato di cose, specialmente nell'ordine sociale e finanziario, e finalmente, per non parlare di altro, risolvere i minacciosi problemi alimentari e della vita , che presenterà il prossimo inverno ed a ciò bisogna aggiungere la mancanza assoluta di uomini di quel partito, che veramente si possano imporre col loro nome e col loro passato.
In un discorso pronunziato il 6 Ottobre, a Deggendorf, dal Dr. Held, Capo della frazione della B. V. P. del Landtag, harespinto la ragione per la quale i socialisti vorrebbero ora dividere la responsabilità del governo coi partiti borghesi, cioè le polemiche della stampa contro il Ministro Presidente Hoffmann.
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Il partito socialista – ha detto – durante la rivoluzione ha preso nelle mani il potere. Esso formò un governo a sé,
. Anche
durante la Repubblica dei Consigli ha mostrato il fermo proposito di avere da solo il potere e di volerlo
da solo conservare.
Soltanto ora che bisogna assumere l'eredità della Repubblica dei Consigli, con tutte le sue
conseguenze finanziarie, i socialisti pensano a voler dividere la responsabilità del potere,
che si accorgono di non potere portare più da soli. Noi vogliamo rimanere nella coalizione, ha soggiunto l'Held, e lavorare con essa, ma noi proponiamo che il Ministro Presidente trovi nel governo una linea di mezzo per la quale sia possibile non offendere le convinzioni della maggioranza del popolo bavarese e tralasciare tutto ciò che può offenderle. Se ciò non riesce, è impossibile qualunque cooperazione. I socialisti non devono pensare che basti un gesto da parte loro, perché la B. V. P. debba piegarsi al Ministro Presidente. Così le cose non vannoné secondo la Costituzione, né secondo il sistema politico parlamentare. Se non si può riuscire ad una crisi soddisfacente del governo non rimane altra possibilità che sciogliere il Landtag.
Lo scioglimento del Landtag è stato in verità discusso molto nei giorni della crisi da vari giornali. La situazione politica attuale in Baviera è talmente complicata, che non lascia chiaramente prevedere quali sarebbero i risultati dello scioglimento del Landtag e delle nuove elezioni. Naturalmente ciascun partito pretende che nelle nuove elezioni avrebbe da guadagnare e non da perdere. Ma chi nel fatto avrà ragione?
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L'Held, per esempio, nel citato discorso, dopo
aver fatta balenare la possibilità delle nuove elezioni, soggiunge Allora vogliamo vedere che cosa il popolo dirà del governo di Hoffmann. I
socialisti non devono pensare che il popolo bavarese rifiuta il pensiero
di una nuova elezione. Io son convinto che il popolo ha imparato a distinguere dove si trova veramente il bene
della patria, se presso i socialisti ovvero presso la B. V. P. Un Ministero della B. V. P. non
può assumersi le responsabilità dell'opera del governo di Hoffmann, specialmente per ciò che
riguarda la politica scolastica e quella finanziaria. Tutta la
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pa dalla democratica alla indipendente darebbe addosso
alla B. V. P., rendendola responsabile di tutti i disagi
in cui si trova il paese, e più che ogni altro Ministro Presidente, quello della B. V. P. dovrebbe rispondere: io
on posso far niente.
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I democratici invece si oppongono energicamente alle nuove elezioni. Essi dicono che un appello al corpo elettorale nel prossimo inverno, quando già si temono tumulti ed agitazioni a causa delle condizioni alimentari e della mancanza di carbone e di lavoro, non può essere desiderato da nessun partito, se non per egoismo. Quindi le conseguenze di nuove elezioni, in un periodo così agitato, cadrebbero non soltanto sulle spalle dei socialisti, che le avrebbero provocate con la loro risoluzione di Norimberga, ma anche su quelle della B. V. P., che, per egoismo di partito, avrebbe secondato il desiderio dei socialisti. Naturalmente i democratici fanno le più ampie riserve sulle rosee speranze del partito del Centro circa i risultati ad esso favorevoli nella eventualità delle elezioni. Del resto, concludono i democratici, le elezioni non potrebbero aver luogo che nei prossimi mesi, mentre noi ora abbisogniamo di sicurezza, diun consolidamento della nostra situazione politica, di autorità e forza nel governo, e questo non può venirci che da un Ministero di coalizione.
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I socialisti cercano di ritorcere contro la B. V. P. gli argomenti esposti da Held. Costui dice pubblical'organo ufficiale socialista(N. 234 del Münchener Post) che un Ministro Presidente, che ha contro di sé l'opinione pubblica, deve rispondere, che non può far niente. Ma il gabinetto di Hoffmann ha contro di sé l'opinione pubblica . Dunque esso non può governare, ed è perciò che vuol passare il potere alla B. V. P.. Quanto alle nuove elezioni, non siamo noi socialisti che le vogliamo, ma è la B. V. P. che le propone e le provoca col suo rifiuto ad assumere il potere: ma sappia il Signor Held, che noi in una battaglia elettorale non mancheremo di far esaminare questa situazione agli elettori.
La sera del nove corrente la B. V. P. tenne una imponente riunione, alla quale presero parte gli uomini più influenti del partito. Dopo una calorosa discussione fu votato un ordine del giorno che più o meno ripeteva quanto aveva detto l'Held nel suo su citato discorso: Se finora fece comodo ai socialisti un Ministero esclusivamente di loro parte, la B. V. P. non ha ora alcuna voglia di assumere il potere in condizioni tanto difficili e di così spaventosa responsabilità. Dunque rimanga il Ministero di coalizione, al quale la B. V. P. coopererà volentieri, se verrà modificata la politica scolastica e religiosa in genere. Se i socialisti non vogliono aderire a tale programma, la B. V. P. non teme le elezioni, che si dovranno fare secondo la nuova legge elettorale.
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Giacché anche i democratici si erano
in una loro adunanza dimostrati contrari ad una crisi del gabinetto, non rimaneva che la
parola dei socialisti. Ed essa fu detta nella riunione del partito, il 12 corrente, a
Monaco. Fu votata [sic] in quella adunanza un ordine del giorno che suona più o meno così: I
partiti borghesi hanno voluto che i socialisti prendessero la responsabilità del governo dopo gli avvenimenti del
21 Febbraio (l'assassinio di Eisner); i partiti borghesi nel maggio si sono
uniti coi socialisti per formare un Ministero di coalizione con un programma compilato di
comune accordo, che è stato eseguito fin ora; dunque i partiti borghesi hanno la responsabilità di tutta l'opera del governo sino ad oggi. Ciò nonostante
questi partiti hanno ostacolato in tutti i modi l'azione del governo; lo hanno proclamato
responsabile di tutti i guai del paesee poi non hanno voluto accettare la intiera responsabilità del
governo, che ora si offriva loro dai socialisti, ed invece hanno deciso che l'attuale
gabinetto presieduto da Hoffmann debba rimanere al potere. Dunque resta stabilita la
responsabilità di tutti i partiti per tutta l' azione, che si è svolta finora, e che si svolgerà in
seguito dall'attuale Governo. I rappresentanti della B. V. P. e dei democratici
hanno con le loro stesse conclusioni riconosciuti infondati gli innumerevoli attacchi contro
i socialisti che stanno al governo. Infine l'ordine del giorno citato conclude che i
socialisti nelle attuali circostanze non possono assumersi la responsabilità delle nuove elezioni, che aggraverebbero le spaventose difficoltà, che presenta il
prossimo inverno. Da tutto lo svolgersi della crisi si finisce per rilevare che si è trattato di una tempesta in un bicchier d'acqua e che le cose rimangono come prima.
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Rimane cioè il Ministero di coalizione presieduto da
Hoffmann, e soltanto si è avuta questa innovazione, che cioè il
Ministro delle finanze Dr. Speck, del partito del Centro, è stato nominato vice presidente
del gabinetto. Il fatto che i socialisti non abbiano voluto affrontare le elezioni dalla loro stampa è decantato come un atto di specchiato patriottismo, che deve essere tenuto presente dal paese, il quale deve riconoscere il sacrificio che i medesimi hanno fatto nel continuare la gestione del governo in condizioni così difficili; ma esso potrebbe essere spiegato anche dalla loro incertezza sul risultato delle prossime elezioni. Infatti da una parte la politica scolastica dell'Hoffmann, dall'altra l'impossibilità di contentare il paese nella politica finanziaria e alimentare;l'impossibilità che si intensificherà nell'imminente inverno, fanno supporre che molti aderenti al partito socialista gli volteranno le spalle nelle venture elezioni; mentre il partito del Centro, non essendo direttamente impegnato e responsabile del governo, potrà aumentare le simpatie di molti. Infatti l'opinione più diffusa e seria è che nella eventualità delle elezioni guadagnerebbero il Centro e gli indipendenti a cui affluirebbero tutti gli scontenti e i disillusi del socialismo, che non vorrebbero passare al Centro per le loro convinzioni politiche e religiose.
Guardata da questo punto di vista, la situazione attuale e la minacciata crisi che l'ha consolidata potrebbe dare buoni frutti per l'avvenire.
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Tutto sommato, il Centro (B. V. P.) ha avuto una
vittoria. Non voleva una crisi ministeriale e essa non ha avuto luogoVoleva che la
responsabilità diretta del Governo fosse del partito socialista e l'ha ottenuto; giacché,
per quanto i socialisti dicano che questa responsabilità dovrà dividersi anche coi partiti
borghesi, pure il popolo continuerà ad addossarla al partito socialista che dirige il
gabinetto. Rimane soltanto a vedere se il Centro potrà ottenere che il Signor Hoffmann
modifichi la sua politica scolastica e religiosa.