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Dokument-Nr. 244
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro
München, 16. Mai 1919

Regest
Adolf Freiherr von Lutz informierte Pacelli im Auftrag des bayerischen Ministerpräsidenten Hoffmann über einen Artikel von René Payot in der Pariser Tageszeitung "Le Journal", über den das "Journal de Débats" berichtet hatte. Aus den publizierten Dokumenten, die Payot von dem ehemaligen Sekretär Kurt Eisners, Felix Fechenbach, erhalten hatte, gehe die aggressive Haltung Deutschlands beim Kriegsausbruch hervor. Freiherr von Lutz erklärte ihm, dass sowohl das publizierte Telegramm von Otto Freiherr von Ritter zu Groenesteyn an den Heiligen Stuhl als auch der entsprechende Kommentar fehlerhaft seien und es nicht der Wahrheit entspräche, dass der Heilige Stuhl Österreich zur Invasion Serbiens ermutigt habe. Die gegenwärtige bayerische Regierung versicherte, dass sie nicht für die Veröffentlichung der Dokumente verantwortlich sei, sondern diese illegal aus den Archiven des Außenministeriums entfernt worden seien.
Betreff
Per una pubblicazione del "Journal"
Eminenza Reverendissima,
È venuto or ora da me il Signor Barone von Lutz, che dirige attualmente il Ministero degli Esteri bavarese, per farmi oralmente, a nome e per incarico del Ministro Presidente Signor Hoffmann, la seguente comunicazione:
Secondo un articolo del Journal des Débats del 30 Aprile scorso, René Payot ha pubblicato sul Journal vari documenti, i quali provano, a suo avviso, che la Germania ha seguito allo scoppio della guerra tendenze aggressive, e pretende che i documenti medesimi gli siano stati rimessi dall'antico Segretario di Kurt Eisner, Fechenbach, che li avrebbe rinvenuti nel Ministero suddetto. Il Barone von Lutz mi ha dichiarato che il Telegramma in data 24 Luglio 1914 del Ministro di Baviera presso la Santa Sede, Signor Barone de Ritter, non è una traduzione esatta dell'originale. Inoltre il
28v
Governo bavarese pensa che il commento, aggiunto alla pubblicazione del telegramma ed il quale ha dato luogo alla corrispondenza da Parigi apparsa sul Secolo del 5 Maggio corrente, è falso ed ingiustificato, sia perché il testo del telegramma stesso non dà alcun motivo ad affermare che la Santa Sede abbia incoraggiato l'Austria ad invadere la Serbia, sia perché esso non fu comunicato a nessuno, né al Governo Imperiale di Berlino né a quello Austro-Ungarico, ma messo semplicemente agli Atti. Il Governo bavarese attuale tiene infine a dichiarare che esso non ha alcuna responsabilità nella pubblicazione del documento, il quale fu esportato illegittimamente dagli Archivi del Ministero degli Affari Esteri o ai tempi di Kurt Eisner od anche nel periodo dopo la sua morte, e comunicato poi probabilmente da Fechenbach al giornalista francese; di tale delittuoso procedimento si occupa anzi1 adesso il Procuratore di Stato della Baviera.
Ho ringraziato il sullodato Signor Barone della surriferita informazione, assicurandolo che l'avrei portata senza indugio a conoscenza della Santa Sede.
Chinato umilmente al bacio della Sacra Porpora, con sensi di profondissima venerazione ho l'onore di confermarmi
Di Vostra Eminenza Reverendissima
Umilissimo Devotissimo Obbligatissimo Servo
+ Eugenio Arcivescovo di Sardi
Nunzio Apostolico
28r hds. oben rechts: Mandarci testo esatto
1Hds. ausgebessert, urspr.: ancor.
Empfohlene Zitierweise:
Pacelli, Eugenio an Gasparri, Pietro vom 16. Mai 1919 , in: 'Kritische Online-Edition der Nuntiaturberichte Eugenio Pacellis (1917-1929)', Dokument Nr. 244, URL: www.pacelli-edition.de/Dokument/244. Letzter Zugriff am: 09.12.2019.
Online seit 04.06.2012, letzte Änderung am 29.09.2014